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IL PENSIERO - De Canio: "Il Napoli è favorito contro il Torino, ma D'Aversa è partito con il piede giusto e porterà i granata alla salvezza"
04.03.2026 13:56 di Napoli Magazine
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Luigi De Canio, allenatore, ha rilasciato un'intervista a Tuttosport. Ecco un estratto:

Ci dice un pregio e un difetto di D’Aversa?

"Il pregio principale di Roberto era la grande volontà di imparare e migliorarsi sempre. Era attento a tutto quello che riguardava la preparazione della partita e le scelte che operavo: una curiosità che lo portava a confrontarsi per accrescere le sue conoscenze; mentre il difetto è facile: era un po’ fumatino di carattere. Non so quante volte gli avrò detto di stare calmo…".

Conte invece?

"Antonio è sempre uguale: non è cambiato di una virgola dal ragazzo che iniziava ad allenare nel mio staff. Già allora, seppur facesse il collaboratore, era un martello. Conte riusciva subito a trasmettere loro quell’intensità e l’applicazione feroce, che poi abbiamo sempre ammirato nelle sue squadre. Per questo sono sempre stato sicuro che avrebbe fatto una grande carriera in panchina. Tra l’altro Antonio era animato dall’estrema determinazione di arrivare in alto e sono contento ci sia riuscito. Conte era attento, maniacale e meticoloso in tutto quello che faceva: si informava su qualunque cosa e non voleva tralasciare neppure il più piccolo particolare sia sul lavoro in campo sia nella gestione quotidiana della squadra".

Come finisce venerdì il faccia a faccia tra i suoi allievi?

"Al netto delle assenze il Napoli è certamente favorito, anche perché D’Aversa è appena arrivato al Torino e necessita di tempo per trasmettere bene le sue idee. Roberto comunque è partito col piede giusto e porterà il Toro alla salvezza; mentre Antonio arriverà col Napoli in Champions".

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IL PENSIERO - De Canio: "Il Napoli è favorito contro il Torino, ma D'Aversa è partito con il piede giusto e porterà i granata alla salvezza"

di Redazione

04/03/2026 - 13:56

Luigi De Canio, allenatore, ha rilasciato un'intervista a Tuttosport. Ecco un estratto:

Ci dice un pregio e un difetto di D’Aversa?

"Il pregio principale di Roberto era la grande volontà di imparare e migliorarsi sempre. Era attento a tutto quello che riguardava la preparazione della partita e le scelte che operavo: una curiosità che lo portava a confrontarsi per accrescere le sue conoscenze; mentre il difetto è facile: era un po’ fumatino di carattere. Non so quante volte gli avrò detto di stare calmo…".

Conte invece?

"Antonio è sempre uguale: non è cambiato di una virgola dal ragazzo che iniziava ad allenare nel mio staff. Già allora, seppur facesse il collaboratore, era un martello. Conte riusciva subito a trasmettere loro quell’intensità e l’applicazione feroce, che poi abbiamo sempre ammirato nelle sue squadre. Per questo sono sempre stato sicuro che avrebbe fatto una grande carriera in panchina. Tra l’altro Antonio era animato dall’estrema determinazione di arrivare in alto e sono contento ci sia riuscito. Conte era attento, maniacale e meticoloso in tutto quello che faceva: si informava su qualunque cosa e non voleva tralasciare neppure il più piccolo particolare sia sul lavoro in campo sia nella gestione quotidiana della squadra".

Come finisce venerdì il faccia a faccia tra i suoi allievi?

"Al netto delle assenze il Napoli è certamente favorito, anche perché D’Aversa è appena arrivato al Torino e necessita di tempo per trasmettere bene le sue idee. Roberto comunque è partito col piede giusto e porterà il Toro alla salvezza; mentre Antonio arriverà col Napoli in Champions".