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IL TERZINO - Centenario, Mazzocchi: "Emozione difficile da spiegare, grazie alle leggende presenti: i primi a riportare il Napoli ai vertici"
02.08.2026 21:34 di Napoli Magazine
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Pasquale Mazzocchi, terzino del Napoli, su Instagram, dopo la festa per il Centenario del Napoli. "Essere presente al centenario del Napoli, da napoletano, è qualcosa che mi riempie d’orgoglio. È un’emozione difficile da spiegare e rappresenta un ulteriore premio per quel Pasquale bambino che non ha mai smesso di credere nei propri sogni, anche quando sarebbe stato molto più facile mollare. Voglio ringraziare tutte le leggende presenti ieri sera. Siete la generazione che ci ha insegnato cosa significhi indossare questa maglia: l’attaccamento ai suoi colori, il senso di appartenenza e la forza di restare uniti nei momenti più difficili. Grazie perché siete stati i primi a riportare il Napoli ai vertici, in un’epoca in cui riuscirci era tutt’altro che semplice. Il vostro esempio ci ricorda che, nel calcio come nella vita, tante volte conta più resistere che vincere. Perché le vittorie passano, ma chi insegna a non mollare lascia un’eredità che dura per sempre".

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IL TERZINO - Centenario, Mazzocchi: "Emozione difficile da spiegare, grazie alle leggende presenti: i primi a riportare il Napoli ai vertici"

di Redazione

02/08/2026 - 21:34

Pasquale Mazzocchi, terzino del Napoli, su Instagram, dopo la festa per il Centenario del Napoli. "Essere presente al centenario del Napoli, da napoletano, è qualcosa che mi riempie d’orgoglio. È un’emozione difficile da spiegare e rappresenta un ulteriore premio per quel Pasquale bambino che non ha mai smesso di credere nei propri sogni, anche quando sarebbe stato molto più facile mollare. Voglio ringraziare tutte le leggende presenti ieri sera. Siete la generazione che ci ha insegnato cosa significhi indossare questa maglia: l’attaccamento ai suoi colori, il senso di appartenenza e la forza di restare uniti nei momenti più difficili. Grazie perché siete stati i primi a riportare il Napoli ai vertici, in un’epoca in cui riuscirci era tutt’altro che semplice. Il vostro esempio ci ricorda che, nel calcio come nella vita, tante volte conta più resistere che vincere. Perché le vittorie passano, ma chi insegna a non mollare lascia un’eredità che dura per sempre".