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IN ARGENTINA - Riprende il processo per la morte di Maradona, ecco tutti i dettagli
14.04.2026 18:12 di Napoli Magazine
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Ha preso il via a Buenos Aires il nuovo processo contro i sette imputati accusati di omicidio per la morte di Diego Armando Maradona. Presenti nella sede del tribunale della località di San Isidro le tre figlie Dalma, Giannina e Jana, l'ex moglie Verónica Ojeda e le sorelle Rita, Ana e Claudia. Entrando in tribunale Ojeda ha parlato con la stampa affermando che "la famiglia solo cerca giustizia e che si concluda una volta per tutte il processo. L'avvocato delle figlie, Fernando Burlando, ha dichiarato da parte sua che ritiene "imminente" una condanna degli imputati sottolineando che la famiglia dell'astro argentino "è molto stanca" per il protrarsi del processo e che uno degli obiettivi della parte civile sarà quello di "evitare manovre dilatorie" da parte della difesa. Dopo il clamoroso annullamento del primo processo per irregolarità imputate alla giudice Julieta Makintach - aveva partecipato a riprese non autorizzate di una miniserie documentaristica sul caso - il nuovo giudizio avrebbe dovuto prendere il via il 17 marzo, ma il tribunale penale di San Isidro ha poi accolto una richiesta per una modifica del calendario. Secondo quanto stabilito nel nuovo programma le udienze settimanali previste passeranno da tre a due considerando anche una riduzione dell'elenco dei testimoni concordata dalle parti dagli iniziali 178 a 90. Sul banco degli imputati i sette membri dello staff medico che aveva in cura Maradona dopo un delicato intervento per rimuovere un ematoma alla testa: il neurochirurgo Leopoldo Luque; la psichiatra Agustina Cosachov; lo psicologo Carlos Díaz; l'infermiere Ricardo Almirón ; il suo capo, Mariano Perroni; la coordinatrice dell'assicurazione sanitaria Swiss Medical, Nancy Forlini; e il medico clinico Pedro Di Spagna. Maradona è morto il 25 novembre 2020, durante il ricovero e a meno di un mese dall'intervento alla testa, all'età di 60 anni. L'autopsia ha determinato che il decesso è sopraggiunto a causa di un edema polmonare acuto secondario provocato da insufficienza cardiaca. Il suo cuore pesava 503 grammi, il doppio del peso normale, e presentava cardiomiopatia dilatativa e grave accumulo di liquidi (anasarca) negli organi e nel corpo. "Quella di Maradona è stata una morte annunciata, gli imputati lo hanno abbandonato alla sua sorte condannandolo alla morte". Lo ha affermato oggi il pm Patricio Ferrari nella prima udienza del nuovo processo per la morte dell'astro argentino avvenuta il 25 novembre 2020, a 60 anni, durante la degenza domiciliare seguita a un delicato intervento alla testa per rimuovere un ematoma. Nella presentazione dei capi d'accusa il pm ha parlato di un "ricovero domiciliario segnato dalla crudeltà". "Il mondo ha visto com'era il corpo di Diego dopo la morte, non hanno fatto nulla. Diego Maradona ha iniziato a morire 12 ore prima della sua vera morte, se lo avessero portato in una clinica durante quelle ore si sarebbe salvato (...) è stata un'indifferenza letale e criminale", ha affermato Ferrari. L'autopsia ha determinato che il decesso è sopraggiunto a causa di un edema polmonare acuto secondario provocato da insufficienza cardiaca. Il suo cuore pesava 503 grammi, il doppio del peso normale, e presentava cardiomiopatia dilatativa e grave accumulo di liquidi (anasarca) negli organi e nel corpo.

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di Redazione

14/04/2026 - 18:12

Ha preso il via a Buenos Aires il nuovo processo contro i sette imputati accusati di omicidio per la morte di Diego Armando Maradona. Presenti nella sede del tribunale della località di San Isidro le tre figlie Dalma, Giannina e Jana, l'ex moglie Verónica Ojeda e le sorelle Rita, Ana e Claudia. Entrando in tribunale Ojeda ha parlato con la stampa affermando che "la famiglia solo cerca giustizia e che si concluda una volta per tutte il processo. L'avvocato delle figlie, Fernando Burlando, ha dichiarato da parte sua che ritiene "imminente" una condanna degli imputati sottolineando che la famiglia dell'astro argentino "è molto stanca" per il protrarsi del processo e che uno degli obiettivi della parte civile sarà quello di "evitare manovre dilatorie" da parte della difesa. Dopo il clamoroso annullamento del primo processo per irregolarità imputate alla giudice Julieta Makintach - aveva partecipato a riprese non autorizzate di una miniserie documentaristica sul caso - il nuovo giudizio avrebbe dovuto prendere il via il 17 marzo, ma il tribunale penale di San Isidro ha poi accolto una richiesta per una modifica del calendario. Secondo quanto stabilito nel nuovo programma le udienze settimanali previste passeranno da tre a due considerando anche una riduzione dell'elenco dei testimoni concordata dalle parti dagli iniziali 178 a 90. Sul banco degli imputati i sette membri dello staff medico che aveva in cura Maradona dopo un delicato intervento per rimuovere un ematoma alla testa: il neurochirurgo Leopoldo Luque; la psichiatra Agustina Cosachov; lo psicologo Carlos Díaz; l'infermiere Ricardo Almirón ; il suo capo, Mariano Perroni; la coordinatrice dell'assicurazione sanitaria Swiss Medical, Nancy Forlini; e il medico clinico Pedro Di Spagna. Maradona è morto il 25 novembre 2020, durante il ricovero e a meno di un mese dall'intervento alla testa, all'età di 60 anni. L'autopsia ha determinato che il decesso è sopraggiunto a causa di un edema polmonare acuto secondario provocato da insufficienza cardiaca. Il suo cuore pesava 503 grammi, il doppio del peso normale, e presentava cardiomiopatia dilatativa e grave accumulo di liquidi (anasarca) negli organi e nel corpo. "Quella di Maradona è stata una morte annunciata, gli imputati lo hanno abbandonato alla sua sorte condannandolo alla morte". Lo ha affermato oggi il pm Patricio Ferrari nella prima udienza del nuovo processo per la morte dell'astro argentino avvenuta il 25 novembre 2020, a 60 anni, durante la degenza domiciliare seguita a un delicato intervento alla testa per rimuovere un ematoma. Nella presentazione dei capi d'accusa il pm ha parlato di un "ricovero domiciliario segnato dalla crudeltà". "Il mondo ha visto com'era il corpo di Diego dopo la morte, non hanno fatto nulla. Diego Maradona ha iniziato a morire 12 ore prima della sua vera morte, se lo avessero portato in una clinica durante quelle ore si sarebbe salvato (...) è stata un'indifferenza letale e criminale", ha affermato Ferrari. L'autopsia ha determinato che il decesso è sopraggiunto a causa di un edema polmonare acuto secondario provocato da insufficienza cardiaca. Il suo cuore pesava 503 grammi, il doppio del peso normale, e presentava cardiomiopatia dilatativa e grave accumulo di liquidi (anasarca) negli organi e nel corpo.