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L'EX BARI - Parisi: "Conte un martello, fu duro con me, lui e Ventura mi hanno insegnato la cultura del lavoro e del rigore"
10.02.2026 12:18 di Napoli Magazine
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Alessandro Parisi, ex terzino del Messina e del Bari, ha raccontato a La Gazzetta dello Sport la disciplina trasmessa da Antonio Conte, suo tecnico nell'esperienza con la squadra pugliese: “Conte fu duro: “Ti ho preso per fare la differenza, ma se continui così a gennaio dovrai cercarti una sistemazione”. Chiusi con la promozione in Serie A. Antonio era già un martello. (...) Lui e Ventura, avuto sia al Bari sia al Torino, mi hanno insegnato la cultura del lavoro e del rigore. Quanto fui vicino al Mondiale del 2006? A mio avviso avrei potuto farne parte. Entrai nei preconvocati per la tournée di fine 2005, ma non andai per un infortunio alla caviglia sinistra. Il mio grande rimpianto. Affrettai il recupero per tornare, sbagliando. Il problema si estese alla cartilagine. Rimasi fermo sei mesi. Nonostante tutto, quell’estate, andai in tournée con la Juve. I bianconeri mi volevano, ma non si trovò la quadra. E sfumò tutto. Io al posto di Grosso? Il nostro percorso è stato simile, ma sono felice di come sia andata... Meglio di no. L’anno successivo però, 2006-07, non ero più lo stesso. A gennaio 2005 mi cercò l’Udinese di Spalletti".

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L'EX BARI - Parisi: "Conte un martello, fu duro con me, lui e Ventura mi hanno insegnato la cultura del lavoro e del rigore"

di Redazione

10/02/2026 - 12:18

Alessandro Parisi, ex terzino del Messina e del Bari, ha raccontato a La Gazzetta dello Sport la disciplina trasmessa da Antonio Conte, suo tecnico nell'esperienza con la squadra pugliese: “Conte fu duro: “Ti ho preso per fare la differenza, ma se continui così a gennaio dovrai cercarti una sistemazione”. Chiusi con la promozione in Serie A. Antonio era già un martello. (...) Lui e Ventura, avuto sia al Bari sia al Torino, mi hanno insegnato la cultura del lavoro e del rigore. Quanto fui vicino al Mondiale del 2006? A mio avviso avrei potuto farne parte. Entrai nei preconvocati per la tournée di fine 2005, ma non andai per un infortunio alla caviglia sinistra. Il mio grande rimpianto. Affrettai il recupero per tornare, sbagliando. Il problema si estese alla cartilagine. Rimasi fermo sei mesi. Nonostante tutto, quell’estate, andai in tournée con la Juve. I bianconeri mi volevano, ma non si trovò la quadra. E sfumò tutto. Io al posto di Grosso? Il nostro percorso è stato simile, ma sono felice di come sia andata... Meglio di no. L’anno successivo però, 2006-07, non ero più lo stesso. A gennaio 2005 mi cercò l’Udinese di Spalletti".