Gianni Improta, ex centrocampista del Napoli, ha rilasciato un'intervista al quotidiano La Repubblica. Ecco le sue parole: "Nel 1979 volli tornare fortemente nel Napoli dopo la parentesi al Catanzaro. Ho rinunciato all'Inter e allo scudetto poi conquistato dai nerazzurri in quella stagione. Sarei stato convocato pure in Nazionale, ma io volevo soltanto la maglia azzurra per aiutare la squadra della mia città. Il centenario? E' qualcosa di bello ed emozionante. Ricordo qualche compagno che non c'è più. Penso a Dino Panzanato che è stato il mio compare d'anello, ma anche a Mario Zurlini e naturalmente ad Antonio Juliano. Mi hanno dato tanto durante il mio percorso di crescita, dispiace non vederli al nostro fianco per festeggiare questo compleanno del Napoli. Resta la gioia di aver condiviso un percorso importante insieme. Il mio Napoli non vinceva, ma era comunque importante. Rimpianti? Mi sarebbe piaciuto poter contribuire anche dopo da dirigente, ma nessuno ha mai pensato a me. Non è successo, vado avanti per la mia strada e guai chi mi tocca il Napoli e Napoli. La ristrutturazione del Maradona e la Coppa America sono segnali importanti".
di Redazione
15/06/2026 - 14:19
Gianni Improta, ex centrocampista del Napoli, ha rilasciato un'intervista al quotidiano La Repubblica. Ecco le sue parole: "Nel 1979 volli tornare fortemente nel Napoli dopo la parentesi al Catanzaro. Ho rinunciato all'Inter e allo scudetto poi conquistato dai nerazzurri in quella stagione. Sarei stato convocato pure in Nazionale, ma io volevo soltanto la maglia azzurra per aiutare la squadra della mia città. Il centenario? E' qualcosa di bello ed emozionante. Ricordo qualche compagno che non c'è più. Penso a Dino Panzanato che è stato il mio compare d'anello, ma anche a Mario Zurlini e naturalmente ad Antonio Juliano. Mi hanno dato tanto durante il mio percorso di crescita, dispiace non vederli al nostro fianco per festeggiare questo compleanno del Napoli. Resta la gioia di aver condiviso un percorso importante insieme. Il mio Napoli non vinceva, ma era comunque importante. Rimpianti? Mi sarebbe piaciuto poter contribuire anche dopo da dirigente, ma nessuno ha mai pensato a me. Non è successo, vado avanti per la mia strada e guai chi mi tocca il Napoli e Napoli. La ristrutturazione del Maradona e la Coppa America sono segnali importanti".