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L'EX - Trotta: "Allegri? Un allenatore straordinariamente vincente, mi auguro possa ottenere grandi risultati con il Napoli"
09.07.2026 12:17 di Napoli Magazine
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A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Ivano Trotta, allenatore ed ex centrocampista di Napoli e Juventus. 
 
Il Fenerbahçe ha spazzato via la concorrenza per Mason Greenwood, un calciatore seguito dalla Roma già dal mese di maggio e che sembrava vicino alla chiusura. Il campionato di Serie A è davvero diventato, almeno dal punto di vista economico, meno attrattivo rispetto a quello turco?

"Io non credo. Purtroppo, però, quando si arriva a certe cifre, come spesso accade all'estero, hanno una disponibilità economica maggiore rispetto ai club italiani e quindi possono permettersi operazioni di questo livello. Se tratti un giocatore importante come Greenwood, il Marsiglia sa che può alzare il prezzo. Poi c'è anche il discorso dell'ingaggio: da quello che ho letto, la Roma era arrivata intorno ai 4,5 milioni di euro più bonus, mentre dall'altra parte si parla di 7-8 milioni a stagione. A quel punto diventa difficile competere. La società venditrice ti spinge verso chi paga di più e anche il calciatore fa inevitabilmente le sue valutazioni. Detto questo, se dovessi scegliere tra Roma e Fenerbahçe, io sceglierei tutta la vita la Roma: per il campionato, per la Champions League e per il progetto tecnico. Però, nell'immediato, davanti a certe cifre è davvero complicato dire di no".
 
È una scelta esclusivamente economica e non legata al prestigio del campionato italiano o all'importanza di una squadra che quest'anno disputerà la Champions League?

"Per me è soprattutto una scelta economica".
 
Restando nell'orbita Champions League e spostandoci a Napoli, Allegri arriva dopo stagioni complicate e con un ambiente che, inizialmente, era piuttosto scettico. Secondo lei riuscirà a ritrovare entusiasmo e a rilanciarsi proprio sulla panchina del Napoli?
 
"Ormai Allegri è l'allenatore del Napoli e i tifosi devono stringersi attorno alla scelta fatta dalla società. Io mi auguro che possa ottenere grandi risultati e riportare entusiasmo. Magari non il calcio espresso negli ultimi anni, ma sicuramente un gioco capace di divertire i tifosi. Non dimentichiamoci che, nel suo percorso, è stato un allenatore straordinariamente vincente. Perché non dovrebbe riuscire a ripetersi anche a Napoli? Credo che questa possa essere la ripartenza giusta sia per lui sia per il club".
 
Il Mondiale sta confermando il predominio delle squadre europee: ai quarti, eccezion fatta per Argentina e Marocco, ci sono praticamente solo club del Vecchio Continente. Che impressione le ha fatto questa competizione?
 
"Non l'ho seguito con grande attenzione. È stata una scelta personale, perché quest'anno il torneo non mi ha coinvolto particolarmente. Ho visto solo qualche partita, ma quando manca l'Italia, per me perde inevitabilmente un po' di fascino. Per quello che ho visto, credo che le squadre europee abbiano confermato la loro superiorità. E, con tutta sincerità, penso che anche se ci fosse stata l'Italia avrebbe comunque avuto un cammino molto complicato!"
 
Un amico che lavora in Premier League, precisamente all'Aston Villa, mi ha raccontato che il club ha contattato l'Udinese per Arthur Atta, ricevendo come risposta che era inutile provarci perché il centrocampista era ormai in chiusura con un'altra società. Su di lui sappiamo esserci state Juventus, Milan, Inter, Napoli, Roma e diversi club inglesi. Secondo lei chi si è assicurato Arthur Atta?
 
"È una bella domanda. Non so chi l'abbia preso, ma posso dirti che è un giocatore fortissimo. L'ho visto giocare e mi ha impressionato tantissimo. Quando ne ho parlato con mio figlio mi ha anche preso in giro, dicendomi: 'Papà, te ne sei accorto solo adesso?'. È davvero un grande talento. Chi riuscirà a prenderlo farà sicuramente un grandissimo acquisto".
 
Nel caos societario vissuto dal Milan all'inizio di giugno, il club non ha esercitato nei tempi previsti l'opzione per il rinnovo di Luka Modric. Adesso il croato è libero e il Milan dovrà eventualmente tornare a trattare da zero. Secondo lei, dopo la stagione disputata e il Mondiale, potrebbe esserci qualche altra società interessata a lui?
 
"Tutto può succedere, però credo che Modric abbia trovato l'ambiente ideale per chiudere la sua carriera. È un professionista straordinario, un ragazzo di grande spessore morale, e penso che il sentirsi bene in un ambiente possa contare più dell'aspetto economico. Per questo motivo credo che alla fine possa comunque restare al Milan, anche se qualche altra società dovesse farsi avanti".
 
Viene in mente un episodio che riguarda Roberto Baggio. Quando era alla Fiorentina, rimase infortunato per diversi mesi e non incassò gli assegni dello stipendio perché riteneva di non meritarli. Una storia che racconta lo spessore umano di certi campioni.
 
"Sì, quella è una storia meravigliosa. Baggio apparteneva davvero a un altro pianeta dal punto di vista umano. Ecco perché, senza conoscere personalmente Modric, mi viene da pensare che sia uno di quei campioni che non mettono i soldi davanti a tutto. Credo che, se si trova bene in un ambiente, questo possa fare davvero la differenza".
 
Restando sul Napoli, Allegri ha sempre dimostrato di apprezzare i giocatori tecnici e di qualità. Pensa che riuscirà dove Antonio Conte ha faticato, cioè a valorizzare contemporaneamente tutti i talenti offensivi della rosa?
 
"Me lo auguro. Spero soprattutto che non si ripeta l'equivoco tattico vissuto nella passata stagione. Vorrei vedere un Napoli con idee molto chiare, senza snaturare il proprio modo di giocare per far convivere a tutti i costi determinati calciatori. Le alternative devono esserci, perché una squadra impegnata in campionato, Champions League e Coppa Italia ha bisogno di tanti giocatori forti. Chi resta fuori non deve fare il muso, ma farsi trovare pronto ogni volta che viene chiamato in causa".
 
Stiamo assistendo a quella che potrebbe essere una vera storia da libro Cuore. Mi riferisco a Costantino Favasuli, cresciuto ad Africo, protagonista di una stagione straordinaria al Catanzaro e oggi seguito con grande interesse dal Napoli come possibile vice Di Lorenzo. È una storia che restituisce fiducia alla meritocrazia nel calcio. Secondo lei Favasuli ha le qualità per affermarsi in una realtà come quella del Napoli?
 
"Sicuramente sì. Ha disputato un campionato straordinario e il Catanzaro è una piazza che ho seguito sempre con interesse. Arrivare al Napoli come alternativa a Di Lorenzo gli permetterebbe anche di crescere con meno pressioni e di inserirsi gradualmente. Sono quelle storie che fanno bene al calcio e che fanno piacere a tutti. Mi auguro davvero che possa avere questa opportunità".
 
Sarebbe anche un messaggio importante per tutto il nostro movimento calcistico: investire maggiormente sui giovani italiani invece di guardare sempre all'estero, dove spesso arrivano calciatori che non sono nemmeno superiori ai nostri. È d'accordo?
 
"Assolutamente sì. Purtroppo esistono dinamiche di mercato che rendono spesso più conveniente portare calciatori dall'estero, e molte società finiscono per seguire quella strada. Però in Italia ci sono tantissimi ragazzi di valore e ogni tanto bisogna avere il coraggio di credere davvero nei nostri giovani".
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L'EX - Trotta: "Allegri? Un allenatore straordinariamente vincente, mi auguro possa ottenere grandi risultati con il Napoli"

di Redazione

09/07/2026 - 12:17

A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Ivano Trotta, allenatore ed ex centrocampista di Napoli e Juventus. 
 
Il Fenerbahçe ha spazzato via la concorrenza per Mason Greenwood, un calciatore seguito dalla Roma già dal mese di maggio e che sembrava vicino alla chiusura. Il campionato di Serie A è davvero diventato, almeno dal punto di vista economico, meno attrattivo rispetto a quello turco?

"Io non credo. Purtroppo, però, quando si arriva a certe cifre, come spesso accade all'estero, hanno una disponibilità economica maggiore rispetto ai club italiani e quindi possono permettersi operazioni di questo livello. Se tratti un giocatore importante come Greenwood, il Marsiglia sa che può alzare il prezzo. Poi c'è anche il discorso dell'ingaggio: da quello che ho letto, la Roma era arrivata intorno ai 4,5 milioni di euro più bonus, mentre dall'altra parte si parla di 7-8 milioni a stagione. A quel punto diventa difficile competere. La società venditrice ti spinge verso chi paga di più e anche il calciatore fa inevitabilmente le sue valutazioni. Detto questo, se dovessi scegliere tra Roma e Fenerbahçe, io sceglierei tutta la vita la Roma: per il campionato, per la Champions League e per il progetto tecnico. Però, nell'immediato, davanti a certe cifre è davvero complicato dire di no".
 
È una scelta esclusivamente economica e non legata al prestigio del campionato italiano o all'importanza di una squadra che quest'anno disputerà la Champions League?

"Per me è soprattutto una scelta economica".
 
Restando nell'orbita Champions League e spostandoci a Napoli, Allegri arriva dopo stagioni complicate e con un ambiente che, inizialmente, era piuttosto scettico. Secondo lei riuscirà a ritrovare entusiasmo e a rilanciarsi proprio sulla panchina del Napoli?
 
"Ormai Allegri è l'allenatore del Napoli e i tifosi devono stringersi attorno alla scelta fatta dalla società. Io mi auguro che possa ottenere grandi risultati e riportare entusiasmo. Magari non il calcio espresso negli ultimi anni, ma sicuramente un gioco capace di divertire i tifosi. Non dimentichiamoci che, nel suo percorso, è stato un allenatore straordinariamente vincente. Perché non dovrebbe riuscire a ripetersi anche a Napoli? Credo che questa possa essere la ripartenza giusta sia per lui sia per il club".
 
Il Mondiale sta confermando il predominio delle squadre europee: ai quarti, eccezion fatta per Argentina e Marocco, ci sono praticamente solo club del Vecchio Continente. Che impressione le ha fatto questa competizione?
 
"Non l'ho seguito con grande attenzione. È stata una scelta personale, perché quest'anno il torneo non mi ha coinvolto particolarmente. Ho visto solo qualche partita, ma quando manca l'Italia, per me perde inevitabilmente un po' di fascino. Per quello che ho visto, credo che le squadre europee abbiano confermato la loro superiorità. E, con tutta sincerità, penso che anche se ci fosse stata l'Italia avrebbe comunque avuto un cammino molto complicato!"
 
Un amico che lavora in Premier League, precisamente all'Aston Villa, mi ha raccontato che il club ha contattato l'Udinese per Arthur Atta, ricevendo come risposta che era inutile provarci perché il centrocampista era ormai in chiusura con un'altra società. Su di lui sappiamo esserci state Juventus, Milan, Inter, Napoli, Roma e diversi club inglesi. Secondo lei chi si è assicurato Arthur Atta?
 
"È una bella domanda. Non so chi l'abbia preso, ma posso dirti che è un giocatore fortissimo. L'ho visto giocare e mi ha impressionato tantissimo. Quando ne ho parlato con mio figlio mi ha anche preso in giro, dicendomi: 'Papà, te ne sei accorto solo adesso?'. È davvero un grande talento. Chi riuscirà a prenderlo farà sicuramente un grandissimo acquisto".
 
Nel caos societario vissuto dal Milan all'inizio di giugno, il club non ha esercitato nei tempi previsti l'opzione per il rinnovo di Luka Modric. Adesso il croato è libero e il Milan dovrà eventualmente tornare a trattare da zero. Secondo lei, dopo la stagione disputata e il Mondiale, potrebbe esserci qualche altra società interessata a lui?
 
"Tutto può succedere, però credo che Modric abbia trovato l'ambiente ideale per chiudere la sua carriera. È un professionista straordinario, un ragazzo di grande spessore morale, e penso che il sentirsi bene in un ambiente possa contare più dell'aspetto economico. Per questo motivo credo che alla fine possa comunque restare al Milan, anche se qualche altra società dovesse farsi avanti".
 
Viene in mente un episodio che riguarda Roberto Baggio. Quando era alla Fiorentina, rimase infortunato per diversi mesi e non incassò gli assegni dello stipendio perché riteneva di non meritarli. Una storia che racconta lo spessore umano di certi campioni.
 
"Sì, quella è una storia meravigliosa. Baggio apparteneva davvero a un altro pianeta dal punto di vista umano. Ecco perché, senza conoscere personalmente Modric, mi viene da pensare che sia uno di quei campioni che non mettono i soldi davanti a tutto. Credo che, se si trova bene in un ambiente, questo possa fare davvero la differenza".
 
Restando sul Napoli, Allegri ha sempre dimostrato di apprezzare i giocatori tecnici e di qualità. Pensa che riuscirà dove Antonio Conte ha faticato, cioè a valorizzare contemporaneamente tutti i talenti offensivi della rosa?
 
"Me lo auguro. Spero soprattutto che non si ripeta l'equivoco tattico vissuto nella passata stagione. Vorrei vedere un Napoli con idee molto chiare, senza snaturare il proprio modo di giocare per far convivere a tutti i costi determinati calciatori. Le alternative devono esserci, perché una squadra impegnata in campionato, Champions League e Coppa Italia ha bisogno di tanti giocatori forti. Chi resta fuori non deve fare il muso, ma farsi trovare pronto ogni volta che viene chiamato in causa".
 
Stiamo assistendo a quella che potrebbe essere una vera storia da libro Cuore. Mi riferisco a Costantino Favasuli, cresciuto ad Africo, protagonista di una stagione straordinaria al Catanzaro e oggi seguito con grande interesse dal Napoli come possibile vice Di Lorenzo. È una storia che restituisce fiducia alla meritocrazia nel calcio. Secondo lei Favasuli ha le qualità per affermarsi in una realtà come quella del Napoli?
 
"Sicuramente sì. Ha disputato un campionato straordinario e il Catanzaro è una piazza che ho seguito sempre con interesse. Arrivare al Napoli come alternativa a Di Lorenzo gli permetterebbe anche di crescere con meno pressioni e di inserirsi gradualmente. Sono quelle storie che fanno bene al calcio e che fanno piacere a tutti. Mi auguro davvero che possa avere questa opportunità".
 
Sarebbe anche un messaggio importante per tutto il nostro movimento calcistico: investire maggiormente sui giovani italiani invece di guardare sempre all'estero, dove spesso arrivano calciatori che non sono nemmeno superiori ai nostri. È d'accordo?
 
"Assolutamente sì. Purtroppo esistono dinamiche di mercato che rendono spesso più conveniente portare calciatori dall'estero, e molte società finiscono per seguire quella strada. Però in Italia ci sono tantissimi ragazzi di valore e ogni tanto bisogna avere il coraggio di credere davvero nei nostri giovani".