Rasmus Hojlund, attaccante del Napoli, si è raccontato sui canali della Lega Serie A. Ecco quanto evidenziato da "Napoli Magazine": "Il calcio è sempre stata la mia vita, per me è tutto. Tutta la mia famiglia ci gioca. Mi chiamo Rosmus Hojlund, ho 23 anni e gioco per il Napoli e la Nazionale danese. Mio padre ha costruito un piccolo campo nello scantinato quando avevo circa dieci anni. Poi ci siamo trasferiti, mio padre è un costruttore quindi voleva avessi un campo nel seminterrato. Si è assicurò che la casa avesse un campo nel seminterrato. Ovviamente è stato lui che ci ha fatto iniziare a giocare a calcio. Ma poi, dopo è stata una mia iniziativa voler diventare un professionista in seguito. Mio padre voleva diventassi un calciatore professionista. Ho praticato diversi sport: badminton, tennis, tutti i tipi di sport per capire se volevo fare altro oltre al calcio. Ma per me il calcio è sempre stata la cosa migliore per me ed è per questo che alla fine ho continuato a farlo. Sembra molto arrabbiato, non lo aveva mai notato (indica la statua di Maradona all'interno del tunnel dello stadio, ndr). Quando arrivi qui e lo guardi è molto speciale. Probabilmente è il miglior calciatore di sempre, specialmente in questo momento. E' davanti a tutti per la tecnica. Ero troppo giovane per vederlo, mentre mio padre me ne ha sempre parlato. Ed è il suo piede sinistro, giusto, quello importante? Da questa prospettiva lo stadio sembra un po' più grande, è così che si vede di solito? (Racconta dagli spalti, ndr). Quando sono qui non penso molto a chi è seduto lì o là, ma ovviamente quando gioco i big match, per esempio in Champions, puoi sentire le ultime parole 'The Champiooons' (imita l'urlo, ndr). Puoi sentire l'energia dello stadio anche quando giochi contro Juventus, Inter o Milan. E' un altro livello. Adesso è normale giocare con la pressione da Campioni d'Italia, devi performare, segnare e vincere le partite, ma mi piace: è buono per la mia carriera e posso migliorare. Mi piace giocare di fronte a tutto il Maradona. Napoli e il Napoli sono diversi da Bergamo e dall'Atalanta. La squadra è diversa, ci sono tante differenze. Mi piace tantissimo la cultura e le persone. Il mio cibo preferito è la mozzarella, è davvera buona. Avete mai sentito parlare del pesce spada? Mi piace. Quando penso ai calciatori italiani mi piacciono Maldini, Inzaghi, Nesta e Totti, bravi calciatori. La mia famiglia? C'è sempre la mia fidanzata a vedere le partite, i miei genitori sono lontani, a volte ci sono mio cognato e i miei suoceri. Prima delle partite prego mia nonna, è morta di cancro quando ave vo 15 o 16 anni. Mi ha aiutato nei match quando ero più giovane, supporta me e la mia famiglia. Quando ero piccolo feci una lista: volevo firmare il mio primo contratto da professionista, giocare in nazionale e l'ho fatto. Voglio continuare, segnare più gol, vincere più trofei e diventare più importante per il Napoli e per la nazionale danese. Voglio fare del mio meglio ed essere umile".
di Redazione
25/05/2026 - 15:25
Rasmus Hojlund, attaccante del Napoli, si è raccontato sui canali della Lega Serie A. Ecco quanto evidenziato da "Napoli Magazine": "Il calcio è sempre stata la mia vita, per me è tutto. Tutta la mia famiglia ci gioca. Mi chiamo Rosmus Hojlund, ho 23 anni e gioco per il Napoli e la Nazionale danese. Mio padre ha costruito un piccolo campo nello scantinato quando avevo circa dieci anni. Poi ci siamo trasferiti, mio padre è un costruttore quindi voleva avessi un campo nel seminterrato. Si è assicurò che la casa avesse un campo nel seminterrato. Ovviamente è stato lui che ci ha fatto iniziare a giocare a calcio. Ma poi, dopo è stata una mia iniziativa voler diventare un professionista in seguito. Mio padre voleva diventassi un calciatore professionista. Ho praticato diversi sport: badminton, tennis, tutti i tipi di sport per capire se volevo fare altro oltre al calcio. Ma per me il calcio è sempre stata la cosa migliore per me ed è per questo che alla fine ho continuato a farlo. Sembra molto arrabbiato, non lo aveva mai notato (indica la statua di Maradona all'interno del tunnel dello stadio, ndr). Quando arrivi qui e lo guardi è molto speciale. Probabilmente è il miglior calciatore di sempre, specialmente in questo momento. E' davanti a tutti per la tecnica. Ero troppo giovane per vederlo, mentre mio padre me ne ha sempre parlato. Ed è il suo piede sinistro, giusto, quello importante? Da questa prospettiva lo stadio sembra un po' più grande, è così che si vede di solito? (Racconta dagli spalti, ndr). Quando sono qui non penso molto a chi è seduto lì o là, ma ovviamente quando gioco i big match, per esempio in Champions, puoi sentire le ultime parole 'The Champiooons' (imita l'urlo, ndr). Puoi sentire l'energia dello stadio anche quando giochi contro Juventus, Inter o Milan. E' un altro livello. Adesso è normale giocare con la pressione da Campioni d'Italia, devi performare, segnare e vincere le partite, ma mi piace: è buono per la mia carriera e posso migliorare. Mi piace giocare di fronte a tutto il Maradona. Napoli e il Napoli sono diversi da Bergamo e dall'Atalanta. La squadra è diversa, ci sono tante differenze. Mi piace tantissimo la cultura e le persone. Il mio cibo preferito è la mozzarella, è davvera buona. Avete mai sentito parlare del pesce spada? Mi piace. Quando penso ai calciatori italiani mi piacciono Maldini, Inzaghi, Nesta e Totti, bravi calciatori. La mia famiglia? C'è sempre la mia fidanzata a vedere le partite, i miei genitori sono lontani, a volte ci sono mio cognato e i miei suoceri. Prima delle partite prego mia nonna, è morta di cancro quando ave vo 15 o 16 anni. Mi ha aiutato nei match quando ero più giovane, supporta me e la mia famiglia. Quando ero piccolo feci una lista: volevo firmare il mio primo contratto da professionista, giocare in nazionale e l'ho fatto. Voglio continuare, segnare più gol, vincere più trofei e diventare più importante per il Napoli e per la nazionale danese. Voglio fare del mio meglio ed essere umile".