Ezio Simonelli, presidente della Lega Serie A, ha parlato della possibile candidatura di Giovanni Malagò alla presidenza della FIGC nel corso dell'intervista al Corriere della Sera: "È prematuro sbilanciarsi sui profili, Malagò è senz'altro uomo di grande esperienza ed è il dirigente di maggior autorevolezza che abbiamo in Italia. Ho letto che ci sarebbe disponibilità da parte sua a rivestire la carica. È ben visto da larga parte del sistema, ma è prematuro investirlo come candidato della A, è necessario attendere l’input dei club. Se ho parlato con Malagò? Nei giorni precedenti alla partita in Bosnia. Successivamente no, lo considero una forma di rispetto dei miei presidenti. Prima di prendere in esame un'eventuale candidatura, è giusto che riceva un mandato dall'assemblea di Lega. E non nego che c’è chi preferirebbe un ex calciatore per una questione di riconoscibilità all’estero e di conoscenze specifiche delle dinamiche di campo". Una battuta anche sull'eventualità del commissariamento: "Ci deve essere unità di intenti fra le componenti per scongiurarlo. Bisogna sedersi al tavolo per trovare un nome e soprattutto un programma condiviso".
di Redazione
04/04/2026 - 15:10
Ezio Simonelli, presidente della Lega Serie A, ha parlato della possibile candidatura di Giovanni Malagò alla presidenza della FIGC nel corso dell'intervista al Corriere della Sera: "È prematuro sbilanciarsi sui profili, Malagò è senz'altro uomo di grande esperienza ed è il dirigente di maggior autorevolezza che abbiamo in Italia. Ho letto che ci sarebbe disponibilità da parte sua a rivestire la carica. È ben visto da larga parte del sistema, ma è prematuro investirlo come candidato della A, è necessario attendere l’input dei club. Se ho parlato con Malagò? Nei giorni precedenti alla partita in Bosnia. Successivamente no, lo considero una forma di rispetto dei miei presidenti. Prima di prendere in esame un'eventuale candidatura, è giusto che riceva un mandato dall'assemblea di Lega. E non nego che c’è chi preferirebbe un ex calciatore per una questione di riconoscibilità all’estero e di conoscenze specifiche delle dinamiche di campo". Una battuta anche sull'eventualità del commissariamento: "Ci deve essere unità di intenti fra le componenti per scongiurarlo. Bisogna sedersi al tavolo per trovare un nome e soprattutto un programma condiviso".