Gigi De Canio, allenatore, si è soffermato sulla situazione del calcio italiano nell'intervista a Radio Club 91:"Tralasciando gli aspetti politici della questione Nazionale, penso che in tutte le cose sia importante la competenza. E la competenza nel calcio non significa soltanto aver giocato a calcio, aver guardato le partite, aver fatto il presidente, eccetera. E' molto di più. Significa entrare nelle pieghe dello spogliatoio, della crescita di un ragazzo e dei valori che ha. Io considero il calcio un'arte e quindi il nostro divertimento è assistere ad uno spettacolo appagante dal punto di vista tecnico. Quindi è importante che in campo ci siano quanti più giocatori tecnici possibili, perché la qualità della partita è sempre direttamente proporzionale alla qualità dei giocatori che ci sono in campo. Prendete ad esempio il Como, dove anche in mezzo al campo ci sono solo calciatori che sanno dare del tu al pallone. Eppure, anche senza chi 'fa legna', esprimono un calcio godibile e vincono. In realtà c'è anche una riflessione un po' a monte da fare. Vado spesso in giro per le scuole calcio perché mi piace osservare i calciatori, mi piace discutere, mi piace parlare e spesso sento dire che bisogna allenare il bambino a un calcio situazionale. Oggi la Federazione fa marcia indietro e dice che va messa al centro la tecnica individuale ma lo fa con le stesse persone che hanno sempre propugnato la filosofia inversa. Io so che per giocare a calcio bisogna prima saper stoppare, bisogna saper calciare. Non puoi imparare a fare le equazioni se prima non hai imparato a fare le tabelline. E io allora penso che a questo punto bisognerebbe creare degli istruttori ma di qualità, anche con l'aiuto delle amministrazioni comunali eccetera, per creare gli spazi giusti e le strutture per far giocare i ragazzi, perché i ragazzi, come una volta, non giocano tanto più per strada, anche nelle scuole calcio. Questo è un problema, è un problema di natura politica oltre che culturale. D'altronde per me è anche falso dire che in Italia non crescono più calciatori bravi. Ad esempio pensiamo a calciatori come Reggiani e Inacio, che nel Borussia Dortmund stanno già giocando mentre in Italia spesso si perdono per strada, non riescono ad emergere".
di Redazione
02/04/2026 - 23:38
Gigi De Canio, allenatore, si è soffermato sulla situazione del calcio italiano nell'intervista a Radio Club 91:"Tralasciando gli aspetti politici della questione Nazionale, penso che in tutte le cose sia importante la competenza. E la competenza nel calcio non significa soltanto aver giocato a calcio, aver guardato le partite, aver fatto il presidente, eccetera. E' molto di più. Significa entrare nelle pieghe dello spogliatoio, della crescita di un ragazzo e dei valori che ha. Io considero il calcio un'arte e quindi il nostro divertimento è assistere ad uno spettacolo appagante dal punto di vista tecnico. Quindi è importante che in campo ci siano quanti più giocatori tecnici possibili, perché la qualità della partita è sempre direttamente proporzionale alla qualità dei giocatori che ci sono in campo. Prendete ad esempio il Como, dove anche in mezzo al campo ci sono solo calciatori che sanno dare del tu al pallone. Eppure, anche senza chi 'fa legna', esprimono un calcio godibile e vincono. In realtà c'è anche una riflessione un po' a monte da fare. Vado spesso in giro per le scuole calcio perché mi piace osservare i calciatori, mi piace discutere, mi piace parlare e spesso sento dire che bisogna allenare il bambino a un calcio situazionale. Oggi la Federazione fa marcia indietro e dice che va messa al centro la tecnica individuale ma lo fa con le stesse persone che hanno sempre propugnato la filosofia inversa. Io so che per giocare a calcio bisogna prima saper stoppare, bisogna saper calciare. Non puoi imparare a fare le equazioni se prima non hai imparato a fare le tabelline. E io allora penso che a questo punto bisognerebbe creare degli istruttori ma di qualità, anche con l'aiuto delle amministrazioni comunali eccetera, per creare gli spazi giusti e le strutture per far giocare i ragazzi, perché i ragazzi, come una volta, non giocano tanto più per strada, anche nelle scuole calcio. Questo è un problema, è un problema di natura politica oltre che culturale. D'altronde per me è anche falso dire che in Italia non crescono più calciatori bravi. Ad esempio pensiamo a calciatori come Reggiani e Inacio, che nel Borussia Dortmund stanno già giocando mentre in Italia spesso si perdono per strada, non riescono ad emergere".