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ON AIR - Rastelli: "Il Napoli deve reagire subito, è fondamentale chiudere bene il campionato, Conte bravissimo a ridisegnare continuamente la squadra, dalle sue dichiarazioni non mi sembra un allenatore con l’idea di andare via"
23.04.2026 12:28 di Napoli Magazine
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A "1 Football Club", programma radiofonico in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Massimo Rastelli, ex allenatore della Cremonese ed ex attaccante, fra le tante, di Napoli e Como. Di seguito, un estratto dell'intervista.

Mister, ci aspettiamo un effetto domino sulle panchine di Serie A, escludendo naturalmente Inter e Juventus. Pensa che tutte le big possano cambiare identità?

“Dipende da chi si muove per primo. È normale che si crei un effetto domino. Se, ad esempio, Antonio Conte dovesse andare via da Napoli, si libererebbero due piazze importantissime e da lì partirebbe un vero e proprio tourbillon. Tutto dipenderà da quello che succederà appena finirà il campionato."

Ha la sensazione che rispetto all’anno scorso sia cambiato qualcosa e che questa estate possa essere quella dell’addio di Conte al Napoli?

“Ascoltando le dichiarazioni di Antonio non mi sembra un allenatore con l’idea di andare via, anzi, credo abbia la volontà di iniziare un nuovo ciclo, magari una terza stagione, anche sulla base di quanto successo quest’anno, tra aspetti positivi e altri meno. Il Napoli potrà essere protagonista, ma tutto dipenderà dagli incontri a fine stagione tra allenatore, direttore sportivo e presidente. Si guarderanno negli occhi per capire se c’è ancora una visione comune. Oggi può succedere di tutto, ma io mi auguro e penso che Conte resterà.”

Il Napoli si prepara alla gara contro la Cremonese, una squadra che deve fare punti salvezza, mentre gli azzurri sono ormai vicini alla qualificazione in Champions League. Come si prepara una partita del genere?

“Dopo una brutta prestazione contro la Lazio, il Napoli deve avere un approccio completamente diverso, per qualità e determinazione. È vero che la Cremonese lotta per salvarsi e avrà grande motivazione, ma il Napoli deve reagire subito. Al di là della Champions ormai vicina, è fondamentale chiudere bene il campionato, in crescendo, perché sono queste le sensazioni che restano ai tifosi. Servirà massimo rispetto per un avversario in difficoltà, ma che venderà cara la pelle: anche un punto per loro può essere decisivo.”

Il Napoli oggi ci restituisce un Antonio Conte più dogmatico sul risultato ma anche più flessibile dal punto di vista tattico. Possiamo dire che sia un allenatore più maturo?

“Ogni stagione porta crescita per un allenatore. Si accumulano esperienze, informazioni, si migliora sotto tutti i punti di vista. Conte quest’anno, anche a causa dei tanti infortuni, è stato bravissimo a ridisegnare continuamente la squadra, trovando soluzioni diverse per mantenere prestazioni e risultati. Non era semplice, quindi credo sia stata un’annata molto formativa anche per lui, che ha dimostrato grande capacità di adattamento.”

In vista della prossima stagione, il Napoli dovrà trovare un’alternativa a Romelu Lukaku, magari un attaccante che possa alternarsi con Rasmus Højlund. Ne individua qualcuno?

“Il profilo ideale deve essere un attaccante capace di reggere l’impatto con una piazza come Napoli. Deve sapere che potrebbe partire dietro nelle gerarchie, ma farsi trovare sempre pronto quando viene chiamato in causa. Oggi con i cinque cambi si può incidere molto anche a partita in corso. Non è necessario essere titolari per essere determinanti.”

Il Napoli dovrà anche sfoltire la rosa, tra età, ingaggi e giocatori rientranti dai prestiti. Quanto sarà complicata questa operazione?

“Sarà fondamentale il lavoro del direttore sportivo. Dovrà capire come piazzare quei calciatori che non rientrano più nel progetto tecnico. Alcuni sono stati ceduti a gennaio e difficilmente faranno parte del futuro, quindi servirà abilità nel trovare soluzioni che permettano di limitare le perdite o magari ottenere anche vantaggi economici.”

Le faccio alcuni nomi: Lorenzo Lucca, Noa Lang, Beukema, Vanja Milinkovic-Savic. Possiamo dire che, tra i tanti pregi di Conte, il mercato della scorsa estate non sia stato impeccabile?

“Quando si fanno delle scelte iniziali, si pensa sempre al bene della squadra e ad alzare il livello qualitativo. Poi però è il campo a dare il verdetto. Le responsabilità vanno condivise tra chi sceglie i giocatori e i calciatori stessi, che devono dimostrare il loro valore. È chiaro che alcuni, come Lucca e Lang, non sono riusciti a entrare nel cuore dei tifosi e le loro prestazioni sono state deludenti, non incidendo come ci si aspettava.”

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ON AIR - Rastelli: "Il Napoli deve reagire subito, è fondamentale chiudere bene il campionato, Conte bravissimo a ridisegnare continuamente la squadra, dalle sue dichiarazioni non mi sembra un allenatore con l’idea di andare via"

di Redazione

23/04/2026 - 12:28

A "1 Football Club", programma radiofonico in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Massimo Rastelli, ex allenatore della Cremonese ed ex attaccante, fra le tante, di Napoli e Como. Di seguito, un estratto dell'intervista.

Mister, ci aspettiamo un effetto domino sulle panchine di Serie A, escludendo naturalmente Inter e Juventus. Pensa che tutte le big possano cambiare identità?

“Dipende da chi si muove per primo. È normale che si crei un effetto domino. Se, ad esempio, Antonio Conte dovesse andare via da Napoli, si libererebbero due piazze importantissime e da lì partirebbe un vero e proprio tourbillon. Tutto dipenderà da quello che succederà appena finirà il campionato."

Ha la sensazione che rispetto all’anno scorso sia cambiato qualcosa e che questa estate possa essere quella dell’addio di Conte al Napoli?

“Ascoltando le dichiarazioni di Antonio non mi sembra un allenatore con l’idea di andare via, anzi, credo abbia la volontà di iniziare un nuovo ciclo, magari una terza stagione, anche sulla base di quanto successo quest’anno, tra aspetti positivi e altri meno. Il Napoli potrà essere protagonista, ma tutto dipenderà dagli incontri a fine stagione tra allenatore, direttore sportivo e presidente. Si guarderanno negli occhi per capire se c’è ancora una visione comune. Oggi può succedere di tutto, ma io mi auguro e penso che Conte resterà.”

Il Napoli si prepara alla gara contro la Cremonese, una squadra che deve fare punti salvezza, mentre gli azzurri sono ormai vicini alla qualificazione in Champions League. Come si prepara una partita del genere?

“Dopo una brutta prestazione contro la Lazio, il Napoli deve avere un approccio completamente diverso, per qualità e determinazione. È vero che la Cremonese lotta per salvarsi e avrà grande motivazione, ma il Napoli deve reagire subito. Al di là della Champions ormai vicina, è fondamentale chiudere bene il campionato, in crescendo, perché sono queste le sensazioni che restano ai tifosi. Servirà massimo rispetto per un avversario in difficoltà, ma che venderà cara la pelle: anche un punto per loro può essere decisivo.”

Il Napoli oggi ci restituisce un Antonio Conte più dogmatico sul risultato ma anche più flessibile dal punto di vista tattico. Possiamo dire che sia un allenatore più maturo?

“Ogni stagione porta crescita per un allenatore. Si accumulano esperienze, informazioni, si migliora sotto tutti i punti di vista. Conte quest’anno, anche a causa dei tanti infortuni, è stato bravissimo a ridisegnare continuamente la squadra, trovando soluzioni diverse per mantenere prestazioni e risultati. Non era semplice, quindi credo sia stata un’annata molto formativa anche per lui, che ha dimostrato grande capacità di adattamento.”

In vista della prossima stagione, il Napoli dovrà trovare un’alternativa a Romelu Lukaku, magari un attaccante che possa alternarsi con Rasmus Højlund. Ne individua qualcuno?

“Il profilo ideale deve essere un attaccante capace di reggere l’impatto con una piazza come Napoli. Deve sapere che potrebbe partire dietro nelle gerarchie, ma farsi trovare sempre pronto quando viene chiamato in causa. Oggi con i cinque cambi si può incidere molto anche a partita in corso. Non è necessario essere titolari per essere determinanti.”

Il Napoli dovrà anche sfoltire la rosa, tra età, ingaggi e giocatori rientranti dai prestiti. Quanto sarà complicata questa operazione?

“Sarà fondamentale il lavoro del direttore sportivo. Dovrà capire come piazzare quei calciatori che non rientrano più nel progetto tecnico. Alcuni sono stati ceduti a gennaio e difficilmente faranno parte del futuro, quindi servirà abilità nel trovare soluzioni che permettano di limitare le perdite o magari ottenere anche vantaggi economici.”

Le faccio alcuni nomi: Lorenzo Lucca, Noa Lang, Beukema, Vanja Milinkovic-Savic. Possiamo dire che, tra i tanti pregi di Conte, il mercato della scorsa estate non sia stato impeccabile?

“Quando si fanno delle scelte iniziali, si pensa sempre al bene della squadra e ad alzare il livello qualitativo. Poi però è il campo a dare il verdetto. Le responsabilità vanno condivise tra chi sceglie i giocatori e i calciatori stessi, che devono dimostrare il loro valore. È chiaro che alcuni, come Lucca e Lang, non sono riusciti a entrare nel cuore dei tifosi e le loro prestazioni sono state deludenti, non incidendo come ci si aspettava.”