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RAI - Bologna, Italiano: "Conte un grande tecnico e un esempio, futuro? Sono concentrato sugli obiettivi ancora da raggiungere"
09.05.2026 20:04 di Napoli Magazine
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Vincenzo Italiano, allenatore del Bologna, è intervenuto a Dribbling su Rai 2: "Secondo me la stagione è stata molto positiva, se a marzo-aprile sei dentro tutte le competizioni vuol dire che stai andando come avevi programmato. Poi stupire è molto difficile, così come arrivare in fondo e vincere un trofeo. Abbiamo valorizzato tanti ragazzi, mi viene in mente Rowe, che era in difficolta inizialmente, da inglese. Ho visto tante cose positive quest'anno. Cosa ho in comune con Conte? L'allenatore è anche capacità di saper stimolare i ragazzi in settimana e Conte è un grande tecnico, sia per quanto fatto in Italia che fuori. Un esempio, dimostra ancora una volta il valore che ha. Se c'è qualcosa che mi accomuna a lui, è come viviamo la partita. Cosa ho pensato quando due anni fa mi hanno dato la panchina del Bologna? Faccio sempre la battuta che quando ho accettato la panchina del Bologna, qualcuno mi dava del matto. Dopo la Champions, dopo quanto costruito da Thiago Motta poteva essere difficoltoso replicare. E invece ho incontrato una società top, una squadra di alto livello. E abbiamo fatto un bel cammino in campionato, portando a casa un trofeo che mancava da cinquant'anni, con 30mila bolognesi all'Olimpico e una marea ad acclamarci sul pullman scoperto. Brividi. Quali imprese ricordo di più? Al primo posto a pari merito la salvezza allo Spezia in Serie A e la Coppa Italia. Un trofeo di mezzo è sempre straordinario, e poi tutta quella gente. Però quella salvezza fu anche qualcosa di incredibile, con 6 mesi in cui giocavamo sempre fuori casa, a Cesena, perché avevamo il Picco inagibile. E poi un grande girone di ritorno. A questo punto di stagione c'è sempre il valzer di nomi tra allenatori e giocatori, io sono concentratissimo perché abbiamo qualche obiettivo ancora da raggiungere. Sono in una società in cui si lavora benissimo, incontrerò la dirigenza e vedremo il da farsi. Se punto sui giovani? Per me non è un problema buttare dentro un ragazzino di diciott'anni se ha qualità, o tenere uno di 37-38 a dare il suo contributo. Abbiamo tra gli altri Pessina, Helland, Castro, giocatori che possono far vedere il loro valore e noi li buttiamo in campo. In Italia abbiamo poca pazienza, tutti, è lì che bisogna crescere. Nazionale? I giovani di valore ci sono, quelli di esperienza e di livello alto anche. Si arriverà che l'Italia tornerà a qualificarsi ai Mondiali e ad essere protagonista. Dispiace perché c'è mancato poco anche stavolta, con la Bosnia c'è stata un po' di sfortuna. Ma sono convinto che il nuovo corso porterà risultati, col materiale che c'è non puoi non andare al Mondiale. VAR? Se si parla di quelle decisioni sulle quali non si trovano soluzioni, come falli di mano o situazioni che non ci portano a un unico pensiero, allora il VAR ha aiutato tantissimo, le cose sono migliorate da quando giocavo io. Mi auguro che l'indagine che sta venendo fuori si concluda per il verso giusto, e si può aggiornarsi e migliorare. Ma ripeto, l'avvento del VAR ha dato qualcosa in più. Poi si possono accelerare i tempi ma ci arriveremo. Come uniformare le decisioni? Farei più incontri, cercando di confrontarsi, alla ricerca di soluzioni per migliorare. Girando per l'Europa, e avendo visto gli arbitri degli altri paesi, dico che i nostri sono di livello. Un po' più di collaborazione".

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RAI - Bologna, Italiano: "Conte un grande tecnico e un esempio, futuro? Sono concentrato sugli obiettivi ancora da raggiungere"

di Redazione

09/05/2026 - 20:04

Vincenzo Italiano, allenatore del Bologna, è intervenuto a Dribbling su Rai 2: "Secondo me la stagione è stata molto positiva, se a marzo-aprile sei dentro tutte le competizioni vuol dire che stai andando come avevi programmato. Poi stupire è molto difficile, così come arrivare in fondo e vincere un trofeo. Abbiamo valorizzato tanti ragazzi, mi viene in mente Rowe, che era in difficolta inizialmente, da inglese. Ho visto tante cose positive quest'anno. Cosa ho in comune con Conte? L'allenatore è anche capacità di saper stimolare i ragazzi in settimana e Conte è un grande tecnico, sia per quanto fatto in Italia che fuori. Un esempio, dimostra ancora una volta il valore che ha. Se c'è qualcosa che mi accomuna a lui, è come viviamo la partita. Cosa ho pensato quando due anni fa mi hanno dato la panchina del Bologna? Faccio sempre la battuta che quando ho accettato la panchina del Bologna, qualcuno mi dava del matto. Dopo la Champions, dopo quanto costruito da Thiago Motta poteva essere difficoltoso replicare. E invece ho incontrato una società top, una squadra di alto livello. E abbiamo fatto un bel cammino in campionato, portando a casa un trofeo che mancava da cinquant'anni, con 30mila bolognesi all'Olimpico e una marea ad acclamarci sul pullman scoperto. Brividi. Quali imprese ricordo di più? Al primo posto a pari merito la salvezza allo Spezia in Serie A e la Coppa Italia. Un trofeo di mezzo è sempre straordinario, e poi tutta quella gente. Però quella salvezza fu anche qualcosa di incredibile, con 6 mesi in cui giocavamo sempre fuori casa, a Cesena, perché avevamo il Picco inagibile. E poi un grande girone di ritorno. A questo punto di stagione c'è sempre il valzer di nomi tra allenatori e giocatori, io sono concentratissimo perché abbiamo qualche obiettivo ancora da raggiungere. Sono in una società in cui si lavora benissimo, incontrerò la dirigenza e vedremo il da farsi. Se punto sui giovani? Per me non è un problema buttare dentro un ragazzino di diciott'anni se ha qualità, o tenere uno di 37-38 a dare il suo contributo. Abbiamo tra gli altri Pessina, Helland, Castro, giocatori che possono far vedere il loro valore e noi li buttiamo in campo. In Italia abbiamo poca pazienza, tutti, è lì che bisogna crescere. Nazionale? I giovani di valore ci sono, quelli di esperienza e di livello alto anche. Si arriverà che l'Italia tornerà a qualificarsi ai Mondiali e ad essere protagonista. Dispiace perché c'è mancato poco anche stavolta, con la Bosnia c'è stata un po' di sfortuna. Ma sono convinto che il nuovo corso porterà risultati, col materiale che c'è non puoi non andare al Mondiale. VAR? Se si parla di quelle decisioni sulle quali non si trovano soluzioni, come falli di mano o situazioni che non ci portano a un unico pensiero, allora il VAR ha aiutato tantissimo, le cose sono migliorate da quando giocavo io. Mi auguro che l'indagine che sta venendo fuori si concluda per il verso giusto, e si può aggiornarsi e migliorare. Ma ripeto, l'avvento del VAR ha dato qualcosa in più. Poi si possono accelerare i tempi ma ci arriveremo. Come uniformare le decisioni? Farei più incontri, cercando di confrontarsi, alla ricerca di soluzioni per migliorare. Girando per l'Europa, e avendo visto gli arbitri degli altri paesi, dico che i nostri sono di livello. Un po' più di collaborazione".