“Pur di farla passare ho fatto patti con tutti”. Al termine di un sabato dedicato ai diritti degli animali e alla riforma della disciplina dei reati a loro danno, ormai nota come “legge Brambilla”, la deputata e presidente della Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente, on. Michela Vittoria Brambilla, si concede una piccola confessione, dopo aver ottenuto il “grazie” corale dai rappresentanti di oltre sessanta associazioni animaliste italiane per l’approvazione della “storica” legge che “tutela direttamente gli animali e inasprisce le pene per chi li maltratta e li uccide.
“I prossimi passi – annuncia l’on. Brambilla – saranno la battaglia per la tutela degli equidi e una guerra senza quartiere alla barbarie della caccia, con lo strumento del referendum”. La paladina degli animali ha ringraziato tutte le forze del mondo animalista che, “nel corso di vent’anni”, hanno contribuito al raggiungimento del risultato in questa legislatura, “il più importante della legislatura stessa”. Un contributo fondamentale per cambiare prospettiva sugli animali, che vanno considerati per ciò che sono: nostri compagni su questa arca planetaria. Ne hanno parlato a Milano, con l’on. Brambilla, riprendendo i contenuti del manifesto “La Coscienza degli animali” lanciato sedici anni fa, il direttore editoriale de “Il Giornale” Vittorio Feltri, le scrittrici Dacia Maraini e Susanna Tamaro e Silvia Veronesi della Fondazione Veronesi, e – tra gli altri – i rappresentanti di Enpa, Oipa e Gaia animali e ambiente.
“Gli animali – ricorda Susanna Tamaro – sanno esprimere riconoscenza. La riconoscenza è un sentimento complesso, profondo, che ti dice quanta anima c’è negli animali, perché se non c’è anima non c’è riconoscenza”. Dacia Maraini, via video, pronuncia un accorato appello, ispirato dalla strage dei lupi in Abruzzo, per gli animali selvatici, oggetto di un’assurda campagna di odio: “Non possiamo distruggerli – afferma - fanno parte del nostro stesso ecosistema”. Sarebbe come colpire noi stessi. E’ a questo punto che l’on. Brambilla parla di caccia: “Noi non possiamo più tollerare che 500 mila “signori” si aggirino nei boschi per uccidere animali. Contro la caccia noi faremo una guerra senza quartiere, ci penserà la volontà popolare a metter fine a questa vergogna”. L’esuberanza di Vittorio Feltri è nota, ma quando si tratta di animali l’anziano giornalista, autodefinitosi “gattolico praticante” con due gatti “che ama più dei figli”, sbotta: “io sono un animale, sono una bestia e le difendo tutte”. Nessuna compassione, invece, per gli uomini che tormentano, per i fantini che frustano i cavalli e “per i cacciatori che ammazzano gli animali”. L’incontro della “Coscienza degli animali” non poteva non includere il ricordo di un grande uomo e un grande scienziato, Umberto Veronesi, cofondatore del movimento. Lo schermo mostra un suo video-appello del 2013 per la scelta veg e in sala la figlia Silvia ne racconta l’esperienza di “amante degli animali” fin dall’infanzia
L’evento a Palazzo reale è stato preceduto dal corteo “Finalmente gli animali hanno i loro diritti. Difendiamoli con la nuova legge”, che è partito da piazza San Babila ed ha raggiunto piazza del Duomo. Numerosissimi i partecipanti con cartelli e striscioni che chiedevano la rigorosa applicazione della legge Brambilla che “restituisce alla vita” gli animali contro ogni forma di maltrattamento e sfruttamento. “Assassini e maltrattatori di animali – è il senso degli slogan - state attenti: il vostro divertimento è terminato”. Infatti Edgar Meyer (Gaia) parla di una “svolta storica” e richiama l’attenzione sul forte incremento delle pene, anche pecuniarie, previsto dalla legge: 60 mila per l’uccisione e30 mila per il maltrattamenti, oltre al carcere. Massimo Comparotto (Oipa) si sofferma in particolare sull'”affido definitivo” alle associazioni possibile già durante il procedimento: “Così possiamo salvare gli animali dai maltrattanti”. Giorgio Riva (Enpa) ricorda che, perché ”questa buona legge diventi pienamente operativa”, è necessario l’impegno di tutti, cittadini, forze dell’ordine, Ats e magistratura: “Facciamola conoscere ed applicare”.
di Redazione
09/05/2026 - 20:31
“Pur di farla passare ho fatto patti con tutti”. Al termine di un sabato dedicato ai diritti degli animali e alla riforma della disciplina dei reati a loro danno, ormai nota come “legge Brambilla”, la deputata e presidente della Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente, on. Michela Vittoria Brambilla, si concede una piccola confessione, dopo aver ottenuto il “grazie” corale dai rappresentanti di oltre sessanta associazioni animaliste italiane per l’approvazione della “storica” legge che “tutela direttamente gli animali e inasprisce le pene per chi li maltratta e li uccide.
“I prossimi passi – annuncia l’on. Brambilla – saranno la battaglia per la tutela degli equidi e una guerra senza quartiere alla barbarie della caccia, con lo strumento del referendum”. La paladina degli animali ha ringraziato tutte le forze del mondo animalista che, “nel corso di vent’anni”, hanno contribuito al raggiungimento del risultato in questa legislatura, “il più importante della legislatura stessa”. Un contributo fondamentale per cambiare prospettiva sugli animali, che vanno considerati per ciò che sono: nostri compagni su questa arca planetaria. Ne hanno parlato a Milano, con l’on. Brambilla, riprendendo i contenuti del manifesto “La Coscienza degli animali” lanciato sedici anni fa, il direttore editoriale de “Il Giornale” Vittorio Feltri, le scrittrici Dacia Maraini e Susanna Tamaro e Silvia Veronesi della Fondazione Veronesi, e – tra gli altri – i rappresentanti di Enpa, Oipa e Gaia animali e ambiente.
“Gli animali – ricorda Susanna Tamaro – sanno esprimere riconoscenza. La riconoscenza è un sentimento complesso, profondo, che ti dice quanta anima c’è negli animali, perché se non c’è anima non c’è riconoscenza”. Dacia Maraini, via video, pronuncia un accorato appello, ispirato dalla strage dei lupi in Abruzzo, per gli animali selvatici, oggetto di un’assurda campagna di odio: “Non possiamo distruggerli – afferma - fanno parte del nostro stesso ecosistema”. Sarebbe come colpire noi stessi. E’ a questo punto che l’on. Brambilla parla di caccia: “Noi non possiamo più tollerare che 500 mila “signori” si aggirino nei boschi per uccidere animali. Contro la caccia noi faremo una guerra senza quartiere, ci penserà la volontà popolare a metter fine a questa vergogna”. L’esuberanza di Vittorio Feltri è nota, ma quando si tratta di animali l’anziano giornalista, autodefinitosi “gattolico praticante” con due gatti “che ama più dei figli”, sbotta: “io sono un animale, sono una bestia e le difendo tutte”. Nessuna compassione, invece, per gli uomini che tormentano, per i fantini che frustano i cavalli e “per i cacciatori che ammazzano gli animali”. L’incontro della “Coscienza degli animali” non poteva non includere il ricordo di un grande uomo e un grande scienziato, Umberto Veronesi, cofondatore del movimento. Lo schermo mostra un suo video-appello del 2013 per la scelta veg e in sala la figlia Silvia ne racconta l’esperienza di “amante degli animali” fin dall’infanzia
L’evento a Palazzo reale è stato preceduto dal corteo “Finalmente gli animali hanno i loro diritti. Difendiamoli con la nuova legge”, che è partito da piazza San Babila ed ha raggiunto piazza del Duomo. Numerosissimi i partecipanti con cartelli e striscioni che chiedevano la rigorosa applicazione della legge Brambilla che “restituisce alla vita” gli animali contro ogni forma di maltrattamento e sfruttamento. “Assassini e maltrattatori di animali – è il senso degli slogan - state attenti: il vostro divertimento è terminato”. Infatti Edgar Meyer (Gaia) parla di una “svolta storica” e richiama l’attenzione sul forte incremento delle pene, anche pecuniarie, previsto dalla legge: 60 mila per l’uccisione e30 mila per il maltrattamenti, oltre al carcere. Massimo Comparotto (Oipa) si sofferma in particolare sull'”affido definitivo” alle associazioni possibile già durante il procedimento: “Così possiamo salvare gli animali dai maltrattanti”. Giorgio Riva (Enpa) ricorda che, perché ”questa buona legge diventi pienamente operativa”, è necessario l’impegno di tutti, cittadini, forze dell’ordine, Ats e magistratura: “Facciamola conoscere ed applicare”.