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L'EDITORIALE - Antonio Petrazzuolo: "Il 4-3-3 di Allegri: equilibrio, qualità e una nuova identità per il Napoli"
03.08.2026 17:00 di Napoli Magazine
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NAPOLI - Il primo segnale arriva da Castel di Sangro, dopo qualche impostazione provata anche a Dimaro Folgarida: Allegri sta lavorando con convinzione sul 4-3-3. Una scelta che non rappresenta soltanto un modulo, ma una precisa filosofia per dare al Napoli solidità senza rinunciare alla qualità offensiva. Le prime esercitazioni e le indicazioni emerse nelle amichevoli confermano la volontà del tecnico di costruire una squadra pragmatica, capace di difendere con ordine e colpire con rapidità.

Il 4-3-3, del resto, è il sistema che meglio valorizza una rosa ricca di talento. In porta Meret resta in pole, mentre la linea difensiva può trovare un equilibrio con Di Lorenzo sulla corsia destra, Rrahmani ed Olivera (adattato al momento) al centro (in attesa di Gatti, o chi per esso, dal mercato) e Spinazzola a sinistra. Un reparto che unisce esperienza, fisicità e capacità di impostazione, caratteristiche indispensabili per affrontare una stagione che vedrà gli azzurri impegnati su più fronti.

Il cuore della squadra sarà inevitabilmente il centrocampo. L'idea di Allegri sembra quella di affidare la regia a Stanislav Lobotka, affiancato dalla forza d'urto di McTominay e dalla corsa di Anguissa (senza dimenticare Kevin De Bruyne). Un mix di tecnica, inserimenti e intensità che potrebbe rappresentare uno dei migliori reparti della Serie A. La qualità del belga, da titolare o subentrante, nella costruzione del gioco può aumentare il numero di occasioni create, mentre gli inserimenti degli altri due interni garantiscono presenza costante negli ultimi trenta metri.

Davanti, invece, le alternative non mancano. Neres (Politano o Giovane) e Alisson Santos (Vergara o Lang) sembrano gli esterni più adatti per garantire ampiezza e uno contro uno, con Hojlund (in attesa di capire il destino di Lukaku) riferimento centrale capace di concludere e far salire la squadra, oltre che liberare spazi per gli inserimenti dei compagni. Un attacco che potrebbe alternare possesso e verticalizzazioni, sfruttando le diverse caratteristiche degli interpreti.

L'undici titolare, almeno in questa fase estiva, può essere immaginato così:

Meret; Di Lorenzo, Rrahmani, Olivera, Spinazzola; McTominay, Lobotka, Anguissa; Neres, Hojlund, Alisson Santos.

Naturalmente sarà il mercato a poter modificare gli equilibri e Allegri, come ha dimostrato nella sua carriera, non è un allenatore legato in maniera rigida ai numeri. Il suo vero marchio di fabbrica è sempre stato l'adattamento alle caratteristiche dei calciatori. Tuttavia il 4-3-3 appare oggi la soluzione più logica per esaltare il potenziale tecnico della rosa e garantire quella compattezza che ogni squadra vincente deve possedere.

L'impressione è che il nuovo Napoli voglia mantenere il DNA offensivo che negli ultimi anni ha conquistato i tifosi, aggiungendo però una gestione più razionale delle partite. Meno frenesia, più controllo. Meno spettacolo fine a se stesso, più concretezza. Se il gruppo assimilerà rapidamente i principi del nuovo allenatore e gli interpreti riusciranno a trovare la giusta intesa, il 4-3-3 potrà diventare molto più di un semplice modulo: potrebbe essere il punto di partenza di un'altra stagione da protagonista.

 

Antonio Petrazzuolo
 
Napoli Magazine
 
Riproduzione del testo consentita previa citazione della fonte: www.napolimagazine.com
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L'EDITORIALE - Antonio Petrazzuolo: "Il 4-3-3 di Allegri: equilibrio, qualità e una nuova identità per il Napoli"

di Redazione

03/08/2026 - 17:00

NAPOLI - Il primo segnale arriva da Castel di Sangro, dopo qualche impostazione provata anche a Dimaro Folgarida: Allegri sta lavorando con convinzione sul 4-3-3. Una scelta che non rappresenta soltanto un modulo, ma una precisa filosofia per dare al Napoli solidità senza rinunciare alla qualità offensiva. Le prime esercitazioni e le indicazioni emerse nelle amichevoli confermano la volontà del tecnico di costruire una squadra pragmatica, capace di difendere con ordine e colpire con rapidità.

Il 4-3-3, del resto, è il sistema che meglio valorizza una rosa ricca di talento. In porta Meret resta in pole, mentre la linea difensiva può trovare un equilibrio con Di Lorenzo sulla corsia destra, Rrahmani ed Olivera (adattato al momento) al centro (in attesa di Gatti, o chi per esso, dal mercato) e Spinazzola a sinistra. Un reparto che unisce esperienza, fisicità e capacità di impostazione, caratteristiche indispensabili per affrontare una stagione che vedrà gli azzurri impegnati su più fronti.

Il cuore della squadra sarà inevitabilmente il centrocampo. L'idea di Allegri sembra quella di affidare la regia a Stanislav Lobotka, affiancato dalla forza d'urto di McTominay e dalla corsa di Anguissa (senza dimenticare Kevin De Bruyne). Un mix di tecnica, inserimenti e intensità che potrebbe rappresentare uno dei migliori reparti della Serie A. La qualità del belga, da titolare o subentrante, nella costruzione del gioco può aumentare il numero di occasioni create, mentre gli inserimenti degli altri due interni garantiscono presenza costante negli ultimi trenta metri.

Davanti, invece, le alternative non mancano. Neres (Politano o Giovane) e Alisson Santos (Vergara o Lang) sembrano gli esterni più adatti per garantire ampiezza e uno contro uno, con Hojlund (in attesa di capire il destino di Lukaku) riferimento centrale capace di concludere e far salire la squadra, oltre che liberare spazi per gli inserimenti dei compagni. Un attacco che potrebbe alternare possesso e verticalizzazioni, sfruttando le diverse caratteristiche degli interpreti.

L'undici titolare, almeno in questa fase estiva, può essere immaginato così:

Meret; Di Lorenzo, Rrahmani, Olivera, Spinazzola; McTominay, Lobotka, Anguissa; Neres, Hojlund, Alisson Santos.

Naturalmente sarà il mercato a poter modificare gli equilibri e Allegri, come ha dimostrato nella sua carriera, non è un allenatore legato in maniera rigida ai numeri. Il suo vero marchio di fabbrica è sempre stato l'adattamento alle caratteristiche dei calciatori. Tuttavia il 4-3-3 appare oggi la soluzione più logica per esaltare il potenziale tecnico della rosa e garantire quella compattezza che ogni squadra vincente deve possedere.

L'impressione è che il nuovo Napoli voglia mantenere il DNA offensivo che negli ultimi anni ha conquistato i tifosi, aggiungendo però una gestione più razionale delle partite. Meno frenesia, più controllo. Meno spettacolo fine a se stesso, più concretezza. Se il gruppo assimilerà rapidamente i principi del nuovo allenatore e gli interpreti riusciranno a trovare la giusta intesa, il 4-3-3 potrà diventare molto più di un semplice modulo: potrebbe essere il punto di partenza di un'altra stagione da protagonista.

 

Antonio Petrazzuolo
 
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