NAPOLI - Buone notizie dal fronte. Anzi ottime. Ma come, vi chiederete, il Napoli ha subito un poderoso mazziatone e tu parli di buone notizie? Spiego. Dopo una (non) partita come quella che gli azzurri hanno disputato sabato con la Lazio sarebbe potuto accadere un vero e proprio dramma, vale a dire rimettere inopinatamente in discussione la qualificazione alla Champions League della prossima stagione. E invece ciò che è accaduto a Roma, con il pareggio tra giallorossi e bergamaschi, unito a quanto si era visto il giorno prima a Reggio Emilia, con la sconfitta del Como con il Sassuolo rende più vicino il raggiungimento del traguardo per gli azzurri. Infatti il vantaggio sulla quinta posizione in classifica (ora sono in due a occuparla, Como e Roma, ma la sostanza cambia poco) non è diminuito, mentre è diminuito il numero delle giornate che mancano alla fine del campionato. Per questo parlo di buone notizie. È anche vero che il Napoli, sprecando in un colpo solo quel che di buono aveva fatto nelle ultime settimane, si è fatto riagguantare (e teoricamente anche superare se si guarda alla differenza reti) dal Milan al secondo posto, ma questo ormai conta poco. L’unica missione da compiere è la qualificazione alla Champions League del prossimo anno. Tutto il resto - canterebbe Franco Califano - è noia. Ciò detto, però, la (non) partita del Napoli va analizzata criticamente perché quel che si è visto, indipendentemente dagli esiti concreti che ha determinato, non può non preoccupare. Ho tanto sentito parlare e ho anche letto di un uso indiscriminato da parte di Conte dei famosi fab four (Anguissa, Lobotka, McTominay e De Bruyne) che avrebbe penalizzato il gioco della squadra e dunque anche il rendimento. Francamente, però, non penso che sia a loro da addebitare la sconfitta così netta subita, anche perché lo sfacelo che si è visto è stato registrato anche dopo le sostituzioni effettuate dall’allenatore. La verità è che la squadra, tutta la squadra, pare non reggersi più in piedi e già a Parma si erano visti i primi sintomi di questo malessere atletico. Che poi il deficit di energie possa essere eventualmente legato anche a un aspetto psicologico della questione (la chiusura definitiva del sogno scudetto dopo il passo falso al Tardini e la contemporanea vittoria dell’Inter a Como) è un discorso che ci può stare, ma in proposito servono conferme nel prossimo futuro. Abbiamo visto tanti di quei passaggi, anche elementari, sbagliati da gente abituata da una vita a mandare il pallone esattamente nel punto voluto, che la preoccupazione è forte. Che cosa è successo a campioni come De Bruyne, Lobotka, McTominay? Per non parlare poi del rendimento dei difensori, infilzati a ripetizione come polli allo spiedo dagli avversari. È stato un momento di rilassamento e di perdizione o il problema è una condizione atletica ormai pregiudicata definitivamente? Attendiamo con ansia.

Mario Zaccaria
Napoli Magazine
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di Redazione
21/04/2026 - 10:00
NAPOLI - Buone notizie dal fronte. Anzi ottime. Ma come, vi chiederete, il Napoli ha subito un poderoso mazziatone e tu parli di buone notizie? Spiego. Dopo una (non) partita come quella che gli azzurri hanno disputato sabato con la Lazio sarebbe potuto accadere un vero e proprio dramma, vale a dire rimettere inopinatamente in discussione la qualificazione alla Champions League della prossima stagione. E invece ciò che è accaduto a Roma, con il pareggio tra giallorossi e bergamaschi, unito a quanto si era visto il giorno prima a Reggio Emilia, con la sconfitta del Como con il Sassuolo rende più vicino il raggiungimento del traguardo per gli azzurri. Infatti il vantaggio sulla quinta posizione in classifica (ora sono in due a occuparla, Como e Roma, ma la sostanza cambia poco) non è diminuito, mentre è diminuito il numero delle giornate che mancano alla fine del campionato. Per questo parlo di buone notizie. È anche vero che il Napoli, sprecando in un colpo solo quel che di buono aveva fatto nelle ultime settimane, si è fatto riagguantare (e teoricamente anche superare se si guarda alla differenza reti) dal Milan al secondo posto, ma questo ormai conta poco. L’unica missione da compiere è la qualificazione alla Champions League del prossimo anno. Tutto il resto - canterebbe Franco Califano - è noia. Ciò detto, però, la (non) partita del Napoli va analizzata criticamente perché quel che si è visto, indipendentemente dagli esiti concreti che ha determinato, non può non preoccupare. Ho tanto sentito parlare e ho anche letto di un uso indiscriminato da parte di Conte dei famosi fab four (Anguissa, Lobotka, McTominay e De Bruyne) che avrebbe penalizzato il gioco della squadra e dunque anche il rendimento. Francamente, però, non penso che sia a loro da addebitare la sconfitta così netta subita, anche perché lo sfacelo che si è visto è stato registrato anche dopo le sostituzioni effettuate dall’allenatore. La verità è che la squadra, tutta la squadra, pare non reggersi più in piedi e già a Parma si erano visti i primi sintomi di questo malessere atletico. Che poi il deficit di energie possa essere eventualmente legato anche a un aspetto psicologico della questione (la chiusura definitiva del sogno scudetto dopo il passo falso al Tardini e la contemporanea vittoria dell’Inter a Como) è un discorso che ci può stare, ma in proposito servono conferme nel prossimo futuro. Abbiamo visto tanti di quei passaggi, anche elementari, sbagliati da gente abituata da una vita a mandare il pallone esattamente nel punto voluto, che la preoccupazione è forte. Che cosa è successo a campioni come De Bruyne, Lobotka, McTominay? Per non parlare poi del rendimento dei difensori, infilzati a ripetizione come polli allo spiedo dagli avversari. È stato un momento di rilassamento e di perdizione o il problema è una condizione atletica ormai pregiudicata definitivamente? Attendiamo con ansia.

Mario Zaccaria
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