Leonardo Spinazzola, difensore del Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni a Sky Sport Insider.
Hai appena rinnovato con il Napoli fino al 2028. A 33 anni, potresti pensare di terminare la carriera qui?
"Era la mia intenzione già dall'anno scorso. L'ho sempre detto chiaramente anche alla società: questo era il mio desiderio. So che tra due anni avrò 35 anni, e nel calcio non si sa mai. Però il mio desiderio è questo".
Con Allegri hai vinto lo scudetto alla Juventus. Esistono i presupposti per farlo anche al Napoli?
"Adesso è presto parlarne. E' normale che tutti noi calciatori vogliamo vincere, e già abbiamo vinto: l'anno scorso abbiamo fatto un grande campionato nonostante tante difficoltà. Con il mister possiamo fare bene. Ho sempre fatto mia una cosa che ho imparato da lui alla Juventus: a febbraio o marzo inizi a vedere e a sperare in qualcosa. Adesso dobbiamo solo vincere più partite possibili e andare il più in alto possibile".
Cosa ti ha colpito di Allegri in questi primi giorni rispetto a quello che ricordavi dalla Juventus?
"Mi ricordavo l'intensità, però mi ricordavo meno lavoro a secco. L'aspetto fisico è cambiato, si lavora molto di più sulla forza. Per il resto è lo stesso Allegri: molto equilibrato, gli piace scherzare e creare un bel rapporto con tutti, però in campo in quell'ora e mezza ci fa andare veramente forte".
Si ritorna al 4-3-3. E' il sistema più congeniale alle tue caratteristiche e a quelle della squadra?
"Al momento penso di sì, però dipende anche dagli obiettivi che hai e dalle caratteristiche dei giocatori disponibili. Alla fine il modulo lo fanno i giocatori, non il contrario".
Stai migliorando l'intesa con Politano, siete anche grandi amici fuori dal campo: questo aiuta?
"Con Politano ci conosciamo da tantissimi anni, siamo molto simili a livello umano. Ci siamo sempre intesi da quando eravamo piccoli, in Nazionale stavamo sempre in camera insieme, frequentavamo le stesse persone. Conoscersi così bene fuori dal campo aiuta molto, perchè hai sempre una spalla su cui appoggiarti, qualcuno con cui ridere e scaricare la tensione nei momenti difficili. Spero che ci facciamo tanti assist a vicenda e che questo porti alle vittorie".
E' l'anno del Centenario. Cosa prometti ai tifosi?
"Prometto che il nostro impegno non cambierà, anzi il Centenario è uno stimolo in più. Dare il massimo fa parte del nostro lavoro, ma specialmente qui a Napoli, dove si respira un'aria diversa, giocare è sempre qualcosa di speciale. Lo facciamo per tutta la città, per ognuno che ci sostiene".
Senti di avere un ruolo diverso nello spogliatoio rispetto a quando sei arrivato?
"E' normale che sia così. All'inizio sei nuovo, anche se conoscevo già tanti compagni. Però dopo due anni ti integri ancora di più in tutto il mondo Napoli, a Castel Volturno, nella vita quotidiana del club. E' un processo naturale".
Qual è la sfida più grande che ti aspetta quest'anno?
"La sfida più grande è con noi stessi. Ogni partita devi cercare di dare di più e migliorarti in ogni zona del campo. Questa è la sfida principale, che poi si trasforma in successo di squadra. Ma prima è una sfida individuale, molto personale".
Tra Atalanta, Juventus, Roma e ora Napoli: c'è qualcosa che affronti in modo completamente diverso rispetto all'inizio della carriera?
"Sotto l'aspetto mentale direi di no. Ero molto tranquillo e andavo sereno alle partite anche quando ero giovane, quella cosa non è mai cambiata. Quello che è cambiato è la consapevolezza fisica e la lettura del gioco. Prima ero un po' più istintivo, adesso capisco e leggo meglio le partite grazie all'esperienza e a tutti gli allenatori che ho avuto".
Se ci rivedessimo tra un anno, come dovrebbe essere andata per poter definire questa stagione perfetta?
"Una stagione perfetta è quella in cui a fine anno tutti i tifosi sono felici. Questa per me è la stagione perfetta, che poi porta anche a qualcosa di concreto".
C'è ancora qualcosa che senti di dover dimostrare a te stesso?
"A me stesso devo dimostrare che posso continuare, che sto bene ogni giorno. Sono felice di fare questo sport, ho ancora la passione intatta. Questa è la cosa più importante".
di Redazione
27/08/2026 - 14:58
Leonardo Spinazzola, difensore del Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni a Sky Sport Insider.
Hai appena rinnovato con il Napoli fino al 2028. A 33 anni, potresti pensare di terminare la carriera qui?
"Era la mia intenzione già dall'anno scorso. L'ho sempre detto chiaramente anche alla società: questo era il mio desiderio. So che tra due anni avrò 35 anni, e nel calcio non si sa mai. Però il mio desiderio è questo".
Con Allegri hai vinto lo scudetto alla Juventus. Esistono i presupposti per farlo anche al Napoli?
"Adesso è presto parlarne. E' normale che tutti noi calciatori vogliamo vincere, e già abbiamo vinto: l'anno scorso abbiamo fatto un grande campionato nonostante tante difficoltà. Con il mister possiamo fare bene. Ho sempre fatto mia una cosa che ho imparato da lui alla Juventus: a febbraio o marzo inizi a vedere e a sperare in qualcosa. Adesso dobbiamo solo vincere più partite possibili e andare il più in alto possibile".
Cosa ti ha colpito di Allegri in questi primi giorni rispetto a quello che ricordavi dalla Juventus?
"Mi ricordavo l'intensità, però mi ricordavo meno lavoro a secco. L'aspetto fisico è cambiato, si lavora molto di più sulla forza. Per il resto è lo stesso Allegri: molto equilibrato, gli piace scherzare e creare un bel rapporto con tutti, però in campo in quell'ora e mezza ci fa andare veramente forte".
Si ritorna al 4-3-3. E' il sistema più congeniale alle tue caratteristiche e a quelle della squadra?
"Al momento penso di sì, però dipende anche dagli obiettivi che hai e dalle caratteristiche dei giocatori disponibili. Alla fine il modulo lo fanno i giocatori, non il contrario".
Stai migliorando l'intesa con Politano, siete anche grandi amici fuori dal campo: questo aiuta?
"Con Politano ci conosciamo da tantissimi anni, siamo molto simili a livello umano. Ci siamo sempre intesi da quando eravamo piccoli, in Nazionale stavamo sempre in camera insieme, frequentavamo le stesse persone. Conoscersi così bene fuori dal campo aiuta molto, perchè hai sempre una spalla su cui appoggiarti, qualcuno con cui ridere e scaricare la tensione nei momenti difficili. Spero che ci facciamo tanti assist a vicenda e che questo porti alle vittorie".
E' l'anno del Centenario. Cosa prometti ai tifosi?
"Prometto che il nostro impegno non cambierà, anzi il Centenario è uno stimolo in più. Dare il massimo fa parte del nostro lavoro, ma specialmente qui a Napoli, dove si respira un'aria diversa, giocare è sempre qualcosa di speciale. Lo facciamo per tutta la città, per ognuno che ci sostiene".
Senti di avere un ruolo diverso nello spogliatoio rispetto a quando sei arrivato?
"E' normale che sia così. All'inizio sei nuovo, anche se conoscevo già tanti compagni. Però dopo due anni ti integri ancora di più in tutto il mondo Napoli, a Castel Volturno, nella vita quotidiana del club. E' un processo naturale".
Qual è la sfida più grande che ti aspetta quest'anno?
"La sfida più grande è con noi stessi. Ogni partita devi cercare di dare di più e migliorarti in ogni zona del campo. Questa è la sfida principale, che poi si trasforma in successo di squadra. Ma prima è una sfida individuale, molto personale".
Tra Atalanta, Juventus, Roma e ora Napoli: c'è qualcosa che affronti in modo completamente diverso rispetto all'inizio della carriera?
"Sotto l'aspetto mentale direi di no. Ero molto tranquillo e andavo sereno alle partite anche quando ero giovane, quella cosa non è mai cambiata. Quello che è cambiato è la consapevolezza fisica e la lettura del gioco. Prima ero un po' più istintivo, adesso capisco e leggo meglio le partite grazie all'esperienza e a tutti gli allenatori che ho avuto".
Se ci rivedessimo tra un anno, come dovrebbe essere andata per poter definire questa stagione perfetta?
"Una stagione perfetta è quella in cui a fine anno tutti i tifosi sono felici. Questa per me è la stagione perfetta, che poi porta anche a qualcosa di concreto".
C'è ancora qualcosa che senti di dover dimostrare a te stesso?
"A me stesso devo dimostrare che posso continuare, che sto bene ogni giorno. Sono felice di fare questo sport, ho ancora la passione intatta. Questa è la cosa più importante".