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MR Z - Favasuli diventerà un punto di riferimento assoluto per il Napoli e per la nuova Nazionale di Mancini
15.09.2026 11:00 di Napoli Magazine
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NAPOLI - L’aver seguito con apprensione e ammirazione e... per interesse personale di natura affettiva (mia madre era originaria della provincia di Catanzaro) lo scorso anno il magnifico campionato disputato dalla squadra allenata da Aquilani, fino al deludente esito finale nello spareggio con il Monza per la promozione in serie A, ero stato facile profeta, qualche giorno fa, quando Costantino Favasuli si apprestava a debuttare in Champions League nella sfida con l’Arsenal. Seduto in tribuna stampa al fianco del direttore Antonio e di Vincenzo Petrazzuolo avevo detto che il ragazzo di Calabria, nato ad Africo, un piccolo paesino in provincia di Reggio Calabria, avrebbe dovuto essere lanciato senza altri indugi da Allegri perché avrebbe potuto cambiare i connotati della squadra. “Gli avversari – commentai – questo ragazzo se li mangia vivi”.  Avete visto tutti, dopo l’antipasto della partita di Coppa in cui, sia pure per una manciata di minuti, aveva già fatto vedere di che pasta è fatto, come è andata a finire contro il Bologna. Utilizzato in un ruolo non propriamente suo (in realtà è un terzino che copre in difesa ma che si lancia in continuazione lungo tutta la fascia per dare il suo generoso contributo anche in attacco) ha rappresentato la chiave di volta sulla quale si è poggiata la vittoria contro i rossoblù. E non è solo la questione del gol segnato da Lobotka che Favasuli ha propiziato con una giocata ‘feroce’ e con un cross che un giornalismo d’altri tempi sensibile ai luoghi comuni avrebbe definito ‘al bacio’. Favasuli, nonostante la giovanissima età e nonostante che fosse al debutto assoluto in serie A, ha dato l’esempio a tutti i compagni di squadra, chiarendo una volta e per tutte che cosa significa giocare con il sangue agli occhi, con forza e con coraggio, senza pensare a null’altro che non sia la supremazia sugli avversari e l’interesse per l’esito positivo della partita. Non è un caso che il ragazzo di Calabria in poche battute si sia ‘preso’ il Maradona. I tifosi sanno di calcio e capiscono immediatamente, a prima vista, le qualità di un calciatore. Questo ragazzo, anche qui faccio una facile previsione, diventerà un punto di riferimento assoluto per il Napoli e per la nuova Nazionale d Roberto Mancini, quella che dovrà restituire prestigio e gloria all’Italia calcistica, schiacciata e mortificata dal peso insopportabile delle tre consecutive eliminazioni dalla fase finale del Campionato del mondo. Il problema (ma fossero tutti questi i problemi…) per Allegri è ora quello di trovare al ragazzo una sistemazione definitiva in squadra. La duttilità tattica di Favasuli può aiutare il tecnico in quest’opera di valorizzazione dell’unico investimento fatto dal Napoli sul mercato. Può giocare come quarto o come quinto di difesa, oppure, come è avvenuto domenica, come esterno di attacco, eventualmente anche alternandosi in questo ruolo con lo stesso Di Lorenzo, a seconda dello sviluppo del gioco. Allegri deciderà ovviamente come regolarsi ma quel che è certo è che rinunciare ora al contributo di forza e di entusiasmo di Favasuli sarebbe un vero e proprio delitto sportivo che il Napoli, con tutti i problemi che ha, non può e non deve permettersi.

Mario Zaccaria

Napoli Magazine

Riproduzione del testo consentita previa citazione della fonte: www.napolimagazine.com

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MR Z - Favasuli diventerà un punto di riferimento assoluto per il Napoli e per la nuova Nazionale di Mancini

di Redazione

15/09/2026 - 11:00

NAPOLI - L’aver seguito con apprensione e ammirazione e... per interesse personale di natura affettiva (mia madre era originaria della provincia di Catanzaro) lo scorso anno il magnifico campionato disputato dalla squadra allenata da Aquilani, fino al deludente esito finale nello spareggio con il Monza per la promozione in serie A, ero stato facile profeta, qualche giorno fa, quando Costantino Favasuli si apprestava a debuttare in Champions League nella sfida con l’Arsenal. Seduto in tribuna stampa al fianco del direttore Antonio e di Vincenzo Petrazzuolo avevo detto che il ragazzo di Calabria, nato ad Africo, un piccolo paesino in provincia di Reggio Calabria, avrebbe dovuto essere lanciato senza altri indugi da Allegri perché avrebbe potuto cambiare i connotati della squadra. “Gli avversari – commentai – questo ragazzo se li mangia vivi”.  Avete visto tutti, dopo l’antipasto della partita di Coppa in cui, sia pure per una manciata di minuti, aveva già fatto vedere di che pasta è fatto, come è andata a finire contro il Bologna. Utilizzato in un ruolo non propriamente suo (in realtà è un terzino che copre in difesa ma che si lancia in continuazione lungo tutta la fascia per dare il suo generoso contributo anche in attacco) ha rappresentato la chiave di volta sulla quale si è poggiata la vittoria contro i rossoblù. E non è solo la questione del gol segnato da Lobotka che Favasuli ha propiziato con una giocata ‘feroce’ e con un cross che un giornalismo d’altri tempi sensibile ai luoghi comuni avrebbe definito ‘al bacio’. Favasuli, nonostante la giovanissima età e nonostante che fosse al debutto assoluto in serie A, ha dato l’esempio a tutti i compagni di squadra, chiarendo una volta e per tutte che cosa significa giocare con il sangue agli occhi, con forza e con coraggio, senza pensare a null’altro che non sia la supremazia sugli avversari e l’interesse per l’esito positivo della partita. Non è un caso che il ragazzo di Calabria in poche battute si sia ‘preso’ il Maradona. I tifosi sanno di calcio e capiscono immediatamente, a prima vista, le qualità di un calciatore. Questo ragazzo, anche qui faccio una facile previsione, diventerà un punto di riferimento assoluto per il Napoli e per la nuova Nazionale d Roberto Mancini, quella che dovrà restituire prestigio e gloria all’Italia calcistica, schiacciata e mortificata dal peso insopportabile delle tre consecutive eliminazioni dalla fase finale del Campionato del mondo. Il problema (ma fossero tutti questi i problemi…) per Allegri è ora quello di trovare al ragazzo una sistemazione definitiva in squadra. La duttilità tattica di Favasuli può aiutare il tecnico in quest’opera di valorizzazione dell’unico investimento fatto dal Napoli sul mercato. Può giocare come quarto o come quinto di difesa, oppure, come è avvenuto domenica, come esterno di attacco, eventualmente anche alternandosi in questo ruolo con lo stesso Di Lorenzo, a seconda dello sviluppo del gioco. Allegri deciderà ovviamente come regolarsi ma quel che è certo è che rinunciare ora al contributo di forza e di entusiasmo di Favasuli sarebbe un vero e proprio delitto sportivo che il Napoli, con tutti i problemi che ha, non può e non deve permettersi.

Mario Zaccaria

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