NAPOLI - Mi sembra francamente eccessivo l’atteggiamento di quella parte dei tifosi del Napoli che ha già decretato l’ostracismo al nuovo allenatore, addirittura prima ancora che firmi il contratto che lo legherà alla Società di De Laurentiis. Capisco che l’animosità di alcuni possa essere legata a una sorta di istintiva antipatia per un allenatore che è stato per tanti anni alla guida di due squadre, la Juventus e il Milan, che non sono proprio nei cuori dei napoletani, ma chi ha una simile reazione non si rende evidentemente conto che gli allenatori di calcio sono professionisti e come tali lavorano di volta in volta per i datori di lavoro che li ingaggiano e che offrono loro le migliori garanzie possibili sul piano tecnico e organizzativo. A tal proposito mi domando: perché ci sarebbe stata un’accoglienza positiva nei confronti di Sarri, qualora fosse stato scelto da De Laurentiis, che andò via da Napoli sbattendo la porta e viene invece bocciato a priori Allegri che in fondo è l’unico allenatore dell’era De Laurentiis a sedersi sulla panchina dopo aver indossato la maglia azzurra? Sarri quando arrivò a Napoli non aveva vinto niente, Allegri ha in bacheca sei scudetti e due finali di Champions League. E questo vorrà pur dire qualcosa. Personalmente nei confronti di Allegri non nutro sentimenti né di simpatia né di antipatia. Aspetto semplicemente i risultati del suo lavoro. E francamente non mi faccio minimamente condizionare dai discorsi sul corto muso, sul bel gioco, sugli atteggiamenti offensivi o su quelli difensivi. D’altronde non mi sembra che Conte abbia fatto esprimere al Napoli un gioco scintillante e divertente, eppure è stato osannato e acclamato da tutti perché i risultati che ha ottenuto sono stati più che soddisfacenti. E non dimentichiamo che Conte è arrivato a Napoli con una chiara etichetta di ‘juventinità’ che nessuno gli ha contestato né prima del suo arrivo né durante la sua permanenza sulla panchina degli azzurri. E anche dopo la sua partenza, a proposito della quale non abbiamo ancora capito i veri motivi, nessuno o quasi lo ha contestato. L’unico che ha avuto il coraggio di dire quello che realmente pensava sul tecnico leccese è stato - forte del suo prestigio personale - Kevin De Bruyne. Le parole del belga aprono uno squarcio di chiarezza sui rapporti tra l’allenatore e la squadra che erano rimasti sotto traccia per tutta la stagione. È chiaro ora che all’interno dello spogliatoio non tirasse una buona aria. Evidentemente i metodi di Conte non erano particolarmente graditi a una parte dei calciatori e forse c’è una connessione tra il suo chiudere anticipatamente il rapporto con la Società e l’umore della squadra. I calciatori, si sa, sono restii a raccontare ciò che accade nella sacralità dello spogliatoio, ma se ogni esperienza in panchina di Conte si conclude puntualmente dopo due anni, forse, un motivo ci sarà. E allora sorge spontanea la domanda: è proprio colpa dei ‘falliti’ (la cui identità è sempre rimasta nel vago) se Conte ha deciso di andar via?

Mario Zaccaria
Napoli Magazine
Riproduzione del testo consentita previa citazione della fonte: www.napolimagazine.coM
di Redazione
02/06/2026 - 21:00
NAPOLI - Mi sembra francamente eccessivo l’atteggiamento di quella parte dei tifosi del Napoli che ha già decretato l’ostracismo al nuovo allenatore, addirittura prima ancora che firmi il contratto che lo legherà alla Società di De Laurentiis. Capisco che l’animosità di alcuni possa essere legata a una sorta di istintiva antipatia per un allenatore che è stato per tanti anni alla guida di due squadre, la Juventus e il Milan, che non sono proprio nei cuori dei napoletani, ma chi ha una simile reazione non si rende evidentemente conto che gli allenatori di calcio sono professionisti e come tali lavorano di volta in volta per i datori di lavoro che li ingaggiano e che offrono loro le migliori garanzie possibili sul piano tecnico e organizzativo. A tal proposito mi domando: perché ci sarebbe stata un’accoglienza positiva nei confronti di Sarri, qualora fosse stato scelto da De Laurentiis, che andò via da Napoli sbattendo la porta e viene invece bocciato a priori Allegri che in fondo è l’unico allenatore dell’era De Laurentiis a sedersi sulla panchina dopo aver indossato la maglia azzurra? Sarri quando arrivò a Napoli non aveva vinto niente, Allegri ha in bacheca sei scudetti e due finali di Champions League. E questo vorrà pur dire qualcosa. Personalmente nei confronti di Allegri non nutro sentimenti né di simpatia né di antipatia. Aspetto semplicemente i risultati del suo lavoro. E francamente non mi faccio minimamente condizionare dai discorsi sul corto muso, sul bel gioco, sugli atteggiamenti offensivi o su quelli difensivi. D’altronde non mi sembra che Conte abbia fatto esprimere al Napoli un gioco scintillante e divertente, eppure è stato osannato e acclamato da tutti perché i risultati che ha ottenuto sono stati più che soddisfacenti. E non dimentichiamo che Conte è arrivato a Napoli con una chiara etichetta di ‘juventinità’ che nessuno gli ha contestato né prima del suo arrivo né durante la sua permanenza sulla panchina degli azzurri. E anche dopo la sua partenza, a proposito della quale non abbiamo ancora capito i veri motivi, nessuno o quasi lo ha contestato. L’unico che ha avuto il coraggio di dire quello che realmente pensava sul tecnico leccese è stato - forte del suo prestigio personale - Kevin De Bruyne. Le parole del belga aprono uno squarcio di chiarezza sui rapporti tra l’allenatore e la squadra che erano rimasti sotto traccia per tutta la stagione. È chiaro ora che all’interno dello spogliatoio non tirasse una buona aria. Evidentemente i metodi di Conte non erano particolarmente graditi a una parte dei calciatori e forse c’è una connessione tra il suo chiudere anticipatamente il rapporto con la Società e l’umore della squadra. I calciatori, si sa, sono restii a raccontare ciò che accade nella sacralità dello spogliatoio, ma se ogni esperienza in panchina di Conte si conclude puntualmente dopo due anni, forse, un motivo ci sarà. E allora sorge spontanea la domanda: è proprio colpa dei ‘falliti’ (la cui identità è sempre rimasta nel vago) se Conte ha deciso di andar via?

Mario Zaccaria
Napoli Magazine
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