NAPOLI - Così no. Così fa troppo male. Quando tutti ci saremmo aspettati di festeggiare lunedì sera, con una vittoria sul Bologna, la conquista matematica di un posto nella Champions Lague del prossimo anno, ecco arrivare la delusione più cocente e inattesa. Il 3-2 a favore della squadra di Italiano fa davvero male. Tuttavia la situazione, per dirla alla Ennio Flaiano, è grave, ma non è seria. Nel senso che a due giornate dalla fine del campionato al Napoli per raggiungere il traguardo senza doversi curare dei risultati delle dirette concorrenti (Juventus, Milan e Roma) bastano sempre tre punti. Potranno ottenerli gli azzurri nella prossima sfida, quella sul campo del Pisa, squadra che come è noto è già matematicamente retrocessa in serie B? Le forze in campo, almeno in teoria, dovrebbero rappresentare una garanzia. Il Pisa, assieme al Verona, ha dimostrato nel corso della stagione di essere la squadra meno attrezzata per competere con il resto delle partecipanti al campionato di serie A. Ma nel calcio, si sa, nulla si può dare per certo e per scontato e le sorprese, anche clamorose, possono sempre trovarsi appostate dietro l’angolo. Allora serve che il Napoli a questa penultima partita di campionato (che per il pasticcio organizzativo in atto non si sa ancora se si giocherà domenica alle 12.30 o lunedì alle 20.45) si presenti con un assetto e un approccio completamente diversi da quelli che ha mostrato l’altra sera. Gambe molli, poche idee e anche confuse, scarsissimo agonismo, schemi ripetitivi, lentezza della manovra: queste sono state le caratteristiche mostrate e si può essere certi che se gli azzurri si dovessero presentare a Pisa con le stesse modalità, la loro vita si farebbe davvero difficile. Conte in questa settimana dovrà lavorare molto soprattutto sulla testa dei suoi giocatori. Bisogna che si convincano (e lo dovrà fare anche chi, e non sono pochi, è in una chiara fase di deficit atletico) a scendere in campo con il sangue agli occhi, con il piglio e l’audacia che servono in certi casi. Ci vuole lo stesso spirito che alla fine dello scorso campionato vedemmo in campo in occasione della sfida con il Cagliari, decisiva per la conquista del tricolore. Diversamente è davvero difficile poter risolvere la questione con una giornata d’anticipo. E non dimentichiamo che nell’ultimo turno di campionato al Maradona scenderà in campo l’Udinese, la mina vagante per antonomasia, una squadra capace di fare miracoli anche contro tutti i pronostici. Dunque non perdiamo altro tempo. La missione da compiere è chiara: battere il Pisa e dare l’arrivederci ai tifosi al ritmo di UEFA Champions League Anthem, la celebre musichetta tanto cara ai frequentatori del Maradona.

Mario Zaccaria
Napoli Magazine
Riproduzione del testo consentita previa citazione della fonte: www.napolimagazine.com
di Redazione
13/05/2026 - 13:00
NAPOLI - Così no. Così fa troppo male. Quando tutti ci saremmo aspettati di festeggiare lunedì sera, con una vittoria sul Bologna, la conquista matematica di un posto nella Champions Lague del prossimo anno, ecco arrivare la delusione più cocente e inattesa. Il 3-2 a favore della squadra di Italiano fa davvero male. Tuttavia la situazione, per dirla alla Ennio Flaiano, è grave, ma non è seria. Nel senso che a due giornate dalla fine del campionato al Napoli per raggiungere il traguardo senza doversi curare dei risultati delle dirette concorrenti (Juventus, Milan e Roma) bastano sempre tre punti. Potranno ottenerli gli azzurri nella prossima sfida, quella sul campo del Pisa, squadra che come è noto è già matematicamente retrocessa in serie B? Le forze in campo, almeno in teoria, dovrebbero rappresentare una garanzia. Il Pisa, assieme al Verona, ha dimostrato nel corso della stagione di essere la squadra meno attrezzata per competere con il resto delle partecipanti al campionato di serie A. Ma nel calcio, si sa, nulla si può dare per certo e per scontato e le sorprese, anche clamorose, possono sempre trovarsi appostate dietro l’angolo. Allora serve che il Napoli a questa penultima partita di campionato (che per il pasticcio organizzativo in atto non si sa ancora se si giocherà domenica alle 12.30 o lunedì alle 20.45) si presenti con un assetto e un approccio completamente diversi da quelli che ha mostrato l’altra sera. Gambe molli, poche idee e anche confuse, scarsissimo agonismo, schemi ripetitivi, lentezza della manovra: queste sono state le caratteristiche mostrate e si può essere certi che se gli azzurri si dovessero presentare a Pisa con le stesse modalità, la loro vita si farebbe davvero difficile. Conte in questa settimana dovrà lavorare molto soprattutto sulla testa dei suoi giocatori. Bisogna che si convincano (e lo dovrà fare anche chi, e non sono pochi, è in una chiara fase di deficit atletico) a scendere in campo con il sangue agli occhi, con il piglio e l’audacia che servono in certi casi. Ci vuole lo stesso spirito che alla fine dello scorso campionato vedemmo in campo in occasione della sfida con il Cagliari, decisiva per la conquista del tricolore. Diversamente è davvero difficile poter risolvere la questione con una giornata d’anticipo. E non dimentichiamo che nell’ultimo turno di campionato al Maradona scenderà in campo l’Udinese, la mina vagante per antonomasia, una squadra capace di fare miracoli anche contro tutti i pronostici. Dunque non perdiamo altro tempo. La missione da compiere è chiara: battere il Pisa e dare l’arrivederci ai tifosi al ritmo di UEFA Champions League Anthem, la celebre musichetta tanto cara ai frequentatori del Maradona.

Mario Zaccaria
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