"Mi posso definire ormai un veterano di questo sport, visto che ci sono dentro dagli anni '90. Ho visto questo tipo di commenti essere presenti sempre, quindi non mi sono stupito del fatto che all'inizio, soprattutto chi era dietro in griglia, questo lo dobbiamo sottolineare, ha fatto in modo di porre in evidenza dei limiti legati a un regolamento che era perfettamente conosciuto da tutti da un paio d'anni". Così Stefano Domenicali, Presidente e CEO di Formula 1 è intervenuto a Tutti Convocati su Radio 24 a proposito di questi primi mesi di vita del nuovo regolamento F1. "Come sempre - prosegue a Radio 24 - quando ci sono dei cambi regolamentari, ci sono delle ragioni. Uno può apprezzarlo o non apprezzarlo, ma ripeto, ci sono ragioni che hanno portato a una necessità di avere una power unit di questo tipo, perché sennò non avremmo avuto costruttori partecipanti al mondiale di Formula 1 oggi. Già il prossimo ciclo, visto che ormai è cambiata la fattibilità di quello che è l'input del costruttore in Formula 1, vedrà una power unit tornare sicuramente a una situazione più classica, dove le macchine saranno più leggere, dove ci sarà la benzina sostenibile" rassicura gli ascoltatori Domenicali che aggiunge: "Già dopo i primi tre Gran Premi, all'ultimo a Miami, questi dettagli così tecnici per puristi sono già calati; già dalla prossima gara abbiamo preso delle misure per il prossimo anno per ridurre al minimo il commento dei cosiddetti puristi, come è giusto considerare, ci mancherebbe altro.". Il Numero Uno del Circus dell'automobilismo conclude a Tutti Convocati affermando che: "Le gare sono avvincenti, il pubblico cresce e quindi gli stimoli noi dobbiamo sempre raccoglierli e metterli in una prospettiva dove ci sono state delle ragioni per cui siamo andati in questa direzione. Il nostro obiettivo è quello di rimanere sempre in ascolto di chi ci segue. Oggi ci stanno seguendo milioni e milioni di persone in tutto il mondo, sempre più giovani, sempre più attratti da una Formula 1 che deve mantenere al centro la sfida dei grandi piloti e delle grandi macchine, ma che si è evoluta nel tempo. Perché, insomma, il cosiddetto lift and coast così tanto discusso nei primi Gran Premi, esisteva negli anni '80, ecco, per non dimenticarselo...".
di Redazione
12/05/2026 - 16:16
"Mi posso definire ormai un veterano di questo sport, visto che ci sono dentro dagli anni '90. Ho visto questo tipo di commenti essere presenti sempre, quindi non mi sono stupito del fatto che all'inizio, soprattutto chi era dietro in griglia, questo lo dobbiamo sottolineare, ha fatto in modo di porre in evidenza dei limiti legati a un regolamento che era perfettamente conosciuto da tutti da un paio d'anni". Così Stefano Domenicali, Presidente e CEO di Formula 1 è intervenuto a Tutti Convocati su Radio 24 a proposito di questi primi mesi di vita del nuovo regolamento F1. "Come sempre - prosegue a Radio 24 - quando ci sono dei cambi regolamentari, ci sono delle ragioni. Uno può apprezzarlo o non apprezzarlo, ma ripeto, ci sono ragioni che hanno portato a una necessità di avere una power unit di questo tipo, perché sennò non avremmo avuto costruttori partecipanti al mondiale di Formula 1 oggi. Già il prossimo ciclo, visto che ormai è cambiata la fattibilità di quello che è l'input del costruttore in Formula 1, vedrà una power unit tornare sicuramente a una situazione più classica, dove le macchine saranno più leggere, dove ci sarà la benzina sostenibile" rassicura gli ascoltatori Domenicali che aggiunge: "Già dopo i primi tre Gran Premi, all'ultimo a Miami, questi dettagli così tecnici per puristi sono già calati; già dalla prossima gara abbiamo preso delle misure per il prossimo anno per ridurre al minimo il commento dei cosiddetti puristi, come è giusto considerare, ci mancherebbe altro.". Il Numero Uno del Circus dell'automobilismo conclude a Tutti Convocati affermando che: "Le gare sono avvincenti, il pubblico cresce e quindi gli stimoli noi dobbiamo sempre raccoglierli e metterli in una prospettiva dove ci sono state delle ragioni per cui siamo andati in questa direzione. Il nostro obiettivo è quello di rimanere sempre in ascolto di chi ci segue. Oggi ci stanno seguendo milioni e milioni di persone in tutto il mondo, sempre più giovani, sempre più attratti da una Formula 1 che deve mantenere al centro la sfida dei grandi piloti e delle grandi macchine, ma che si è evoluta nel tempo. Perché, insomma, il cosiddetto lift and coast così tanto discusso nei primi Gran Premi, esisteva negli anni '80, ecco, per non dimenticarselo...".