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IL PENSIERO - Velasco: "Difendo l'Ucraina, ma boicottare gli eventi sportivi è ipocrita e sbagliato, gli sportivi non possono pagare le conseguenze dei propri governi"
23.03.2026 15:30 di Napoli Magazine
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Julio Velasco, ct della nazionale di pallavolo femminile, ha rilasciato alcune dichiarazioni durante la cerimonia di conferimento del premio "Sport e diritti umani 2026", istituito nel 2019 da Amnesty International Italia e Sport4Society in corso presso l'Università degli studi di Roma "Foro Italico". Ecco le sue parole: "Io difendo l'Ucraina senza se e senza ma e credo che oggi si debba essere contro la Russia, ma non bisogna fare il loro gioco, per questo a mio avviso parlare di boicottare le competizioni sportive è ipocrita e sbagliato, perché mentre pretendiamo che i russi non giochino intanto continuiamo a comprare i loro gas. Gli sportivi non possono pagare le conseguenze dei propri governi - ha aggiunto - E' vero che viviamo momenti difficili, ma non dobbiamo perdere la fiducia". Poi Velasco ha portato il suo esempio: "Nel '78 ero tra quelli contrari a boicottare il mondiale di calcio in Argentina, perché era stato assegnato molto prima del golpe ed era il sogno di qualunque tifoso. Boicottare quel mondiale era riconoscere la forza di una dittatura. Nell'82 quando ci fu poi il mondiale di pallavolo, e io c'ero, i tifosi li ricordo che cantavano "chi non salta è militare" e forse non sarebbe successo se nel '78 avessimo boicottato il mondiale di calcio".

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IL PENSIERO - Velasco: "Difendo l'Ucraina, ma boicottare gli eventi sportivi è ipocrita e sbagliato, gli sportivi non possono pagare le conseguenze dei propri governi"

di Redazione

23/03/2026 - 15:30

Julio Velasco, ct della nazionale di pallavolo femminile, ha rilasciato alcune dichiarazioni durante la cerimonia di conferimento del premio "Sport e diritti umani 2026", istituito nel 2019 da Amnesty International Italia e Sport4Society in corso presso l'Università degli studi di Roma "Foro Italico". Ecco le sue parole: "Io difendo l'Ucraina senza se e senza ma e credo che oggi si debba essere contro la Russia, ma non bisogna fare il loro gioco, per questo a mio avviso parlare di boicottare le competizioni sportive è ipocrita e sbagliato, perché mentre pretendiamo che i russi non giochino intanto continuiamo a comprare i loro gas. Gli sportivi non possono pagare le conseguenze dei propri governi - ha aggiunto - E' vero che viviamo momenti difficili, ma non dobbiamo perdere la fiducia". Poi Velasco ha portato il suo esempio: "Nel '78 ero tra quelli contrari a boicottare il mondiale di calcio in Argentina, perché era stato assegnato molto prima del golpe ed era il sogno di qualunque tifoso. Boicottare quel mondiale era riconoscere la forza di una dittatura. Nell'82 quando ci fu poi il mondiale di pallavolo, e io c'ero, i tifosi li ricordo che cantavano "chi non salta è militare" e forse non sarebbe successo se nel '78 avessimo boicottato il mondiale di calcio".