In Vetrina
IL PENSIERO - ADL: "I fondi pubblici andrebbero investiti nel cinema dopo l'uscita del film, l'imprenditoria italiana va rispettata"
23.03.2026 16:05 di Napoli Magazine
aA

Aurelio De Laurentiis, presidente della SSC Napoli e patron della Filmauro, ha preso parte alla conferenza stampa di presentazione di "Scuola di seduzione", il nuovo film di Carlo Verdone, soffermandosi su Alessandro Giuli, Ministro dei Beni Culturali: "Lui ha a disposizione 650 milioni di euro all'anno per il sostegno al cinema, ma se poi non li sa suddividere per competenze differenziate, sarebbe meglio non fare il ministro. O ci si prende questa responsabilità o ci si fa derubare, perché la verità è che il cinema italiano spesso ha derubato i soldi pubblici. Si dovrebbero mettere il 50% di quei fondi dopo l'uscita del film, a seconda del gradimento. Così se tu non vuoi fare l'imprenditore, ma solo il 'prenditore', allora quei soldi non te li diamo. Perché non viene a dirci come pensa di risolvere i problemi di un'imprenditoria italiana che deve essere considerata con grande rispetto? Non bisogna far produrre a dei macellai film che non escono nemmeno sullo schermo. E questo con tutto il rispetto per i macellai".

ULTIMISSIME IN VETRINA
TUTTE LE ULTIMISSIME
NOTIZIE SUCCESSIVE >>>
IL PENSIERO - ADL: "I fondi pubblici andrebbero investiti nel cinema dopo l'uscita del film, l'imprenditoria italiana va rispettata"

di Redazione

23/03/2026 - 16:05

Aurelio De Laurentiis, presidente della SSC Napoli e patron della Filmauro, ha preso parte alla conferenza stampa di presentazione di "Scuola di seduzione", il nuovo film di Carlo Verdone, soffermandosi su Alessandro Giuli, Ministro dei Beni Culturali: "Lui ha a disposizione 650 milioni di euro all'anno per il sostegno al cinema, ma se poi non li sa suddividere per competenze differenziate, sarebbe meglio non fare il ministro. O ci si prende questa responsabilità o ci si fa derubare, perché la verità è che il cinema italiano spesso ha derubato i soldi pubblici. Si dovrebbero mettere il 50% di quei fondi dopo l'uscita del film, a seconda del gradimento. Così se tu non vuoi fare l'imprenditore, ma solo il 'prenditore', allora quei soldi non te li diamo. Perché non viene a dirci come pensa di risolvere i problemi di un'imprenditoria italiana che deve essere considerata con grande rispetto? Non bisogna far produrre a dei macellai film che non escono nemmeno sullo schermo. E questo con tutto il rispetto per i macellai".