I quattro Slam devono distribuire ai tennisti una quota più elevata dei ricavi complessivi, l'obiettivo è arrivare al 22%, come nei grandi tornei del circuito ATP e WTA. Il Roland Garros l'anno scorso ha redistribuito in premi partita il 9,5% degli introiti e quest'anno, secondo una stima dell'Equipe, potrebbe attestarsi sotto il 15%. Così, nnel corso del Media Day, i tennisti hanno motivato le loro rivendicazioni. "Le richieste dei giocatori sono ragionevoli. E poiché facciamo tutti la stessa cosa, penso che sia positivo che i giocatori siano tutti uniti" ha sottolineato Mirra Andreeva. "Non si tratta di volere più soldi, ma di volere ciò che riteniamo giusto - ha aggiunto Taylor Fritz -. Naturalmente, quando i tornei guadagnano soldi, vogliamo che una parte consistente di questi torni ai giocatori". Più prudente lo statunitense sul tema 'boicottaggio': "Non sono sicuro di voler essere trascinato su quel terreno. Non credo che i giocatori debbano fare minacce di questo tipo". Secondo Andrey Rublev "il punto è soprattutto stare uniti e cercare di fare qualcosa insieme per far crescere questo sport (...), non ci si può limitare a sfruttare i giocatori. E a volte non li tratti nemmeno nel modo giusto. È grazie a loro che guadagni tutti quei soldi e tutto ciò che possiedi, quindi non è proprio il modo giusto di comportarsi".
di Redazione
22/05/2026 - 15:58
I quattro Slam devono distribuire ai tennisti una quota più elevata dei ricavi complessivi, l'obiettivo è arrivare al 22%, come nei grandi tornei del circuito ATP e WTA. Il Roland Garros l'anno scorso ha redistribuito in premi partita il 9,5% degli introiti e quest'anno, secondo una stima dell'Equipe, potrebbe attestarsi sotto il 15%. Così, nnel corso del Media Day, i tennisti hanno motivato le loro rivendicazioni. "Le richieste dei giocatori sono ragionevoli. E poiché facciamo tutti la stessa cosa, penso che sia positivo che i giocatori siano tutti uniti" ha sottolineato Mirra Andreeva. "Non si tratta di volere più soldi, ma di volere ciò che riteniamo giusto - ha aggiunto Taylor Fritz -. Naturalmente, quando i tornei guadagnano soldi, vogliamo che una parte consistente di questi torni ai giocatori". Più prudente lo statunitense sul tema 'boicottaggio': "Non sono sicuro di voler essere trascinato su quel terreno. Non credo che i giocatori debbano fare minacce di questo tipo". Secondo Andrey Rublev "il punto è soprattutto stare uniti e cercare di fare qualcosa insieme per far crescere questo sport (...), non ci si può limitare a sfruttare i giocatori. E a volte non li tratti nemmeno nel modo giusto. È grazie a loro che guadagni tutti quei soldi e tutto ciò che possiedi, quindi non è proprio il modo giusto di comportarsi".