Un altro team, il sesto, in rappresentanza di un altro continente, l'Oceania, si unisce alla schiera di sfidanti che tra un anno a Napoli proverà a strappare l'America's Cup al defender, New Zealand.
Si tratta di Team Australia che rappresenta il 'Royal Prince Edward Yacht Club' di Sydney e se la vedrà nella 'Louis Vuitton Cup' con Luna Rossa, GB1, Alinghi, La RochePosay Racing Team e American Racing per conquistare il diritto di contendere ai neozelandesi il trofeo che detengono dal 2017. L'Italia, che ospita per la prima volta la competizione sportiva più antica al mondo, può vantare così una delle edizioni più partecipate degli ultimi anni. Già tra pochi giorni, il 21 maggio, cominceranno a Cagliari le regate preliminari, antipasto della Louis Vuitton Cup in calendario nella primavera 2027 all'ombra del Vesuvio.
A ufficializzare la presenza del settimo team in lizza è arrivata nella notte l'accettatazione da parte del Royal New Zealand Yacht Squadron della sfida lanciata da team Australia col supporto di John Winning e della famiglia, che ha sostenuto le barche australiane nella Youth & Women's America's Cup di Barcellona 2024. Tanti nomi di spicco della vela faranno parte del team australiano.
Dall'olimpionico Tom Slingsby, pluricampione di foiling e due volte velista dell'anno, che sarà il responsabile della vela, a Glenn Ashby, vincitore di tre America's Cup (con New Zealand), responsabile delle prestazioni e del design, fino a Grant Simmer, componente della squadra 'Australia II' che nel 1983 che pose fine al dominio ultracentenario del New York Yacht Club, ad del team. In squadra c'è anche un talento emergente della vela, la 21enne Tash Bryant, dato che le nuove regole per gli AC75 prevedono almeno una velista donna in ogni team per la prima volta nella storia della competizione.
"Questa sfida ha un profondo significato per me , oltre a essere un'esperienza entusiasmante", ha detto Grant Simmer, sottolineando come "il talento australiano, disperso tra i team di tutto il mondo, si è riunito per tornare a competere per il nostro Paese". Un monito per tutte le altre barche sfidanti: Team Australia, che entra a far parte anche del cda dell'America's Cup Partnership (Acp), non verrà in Italia per fare da spettatore. "La vela dell'emisfero australe esprime il suo meglio nell'America's Cup - dice a proposito Frant Dalton -. Come Chairman dell'Acp e come ceo di Emirates Team New Zealand sono felice di dare il bentornato all'Australia. Riconosciamo la loro temibilità come avversari e conosciamo bene il grande talento velico presente in Australia. Non vediamo l'ora di affrontarli a Napoli nell'estate 2027".
Secondo il ceo dell'America's Cup Partnership, Marzio Perrelli, "il ritorno dell'Australia nell'America's Cup è un evento da celebrare che tutta la nazione può sostenere con orgoglio".
di Redazione
14/05/2026 - 16:13
Un altro team, il sesto, in rappresentanza di un altro continente, l'Oceania, si unisce alla schiera di sfidanti che tra un anno a Napoli proverà a strappare l'America's Cup al defender, New Zealand.
Si tratta di Team Australia che rappresenta il 'Royal Prince Edward Yacht Club' di Sydney e se la vedrà nella 'Louis Vuitton Cup' con Luna Rossa, GB1, Alinghi, La RochePosay Racing Team e American Racing per conquistare il diritto di contendere ai neozelandesi il trofeo che detengono dal 2017. L'Italia, che ospita per la prima volta la competizione sportiva più antica al mondo, può vantare così una delle edizioni più partecipate degli ultimi anni. Già tra pochi giorni, il 21 maggio, cominceranno a Cagliari le regate preliminari, antipasto della Louis Vuitton Cup in calendario nella primavera 2027 all'ombra del Vesuvio.
A ufficializzare la presenza del settimo team in lizza è arrivata nella notte l'accettatazione da parte del Royal New Zealand Yacht Squadron della sfida lanciata da team Australia col supporto di John Winning e della famiglia, che ha sostenuto le barche australiane nella Youth & Women's America's Cup di Barcellona 2024. Tanti nomi di spicco della vela faranno parte del team australiano.
Dall'olimpionico Tom Slingsby, pluricampione di foiling e due volte velista dell'anno, che sarà il responsabile della vela, a Glenn Ashby, vincitore di tre America's Cup (con New Zealand), responsabile delle prestazioni e del design, fino a Grant Simmer, componente della squadra 'Australia II' che nel 1983 che pose fine al dominio ultracentenario del New York Yacht Club, ad del team. In squadra c'è anche un talento emergente della vela, la 21enne Tash Bryant, dato che le nuove regole per gli AC75 prevedono almeno una velista donna in ogni team per la prima volta nella storia della competizione.
"Questa sfida ha un profondo significato per me , oltre a essere un'esperienza entusiasmante", ha detto Grant Simmer, sottolineando come "il talento australiano, disperso tra i team di tutto il mondo, si è riunito per tornare a competere per il nostro Paese". Un monito per tutte le altre barche sfidanti: Team Australia, che entra a far parte anche del cda dell'America's Cup Partnership (Acp), non verrà in Italia per fare da spettatore. "La vela dell'emisfero australe esprime il suo meglio nell'America's Cup - dice a proposito Frant Dalton -. Come Chairman dell'Acp e come ceo di Emirates Team New Zealand sono felice di dare il bentornato all'Australia. Riconosciamo la loro temibilità come avversari e conosciamo bene il grande talento velico presente in Australia. Non vediamo l'ora di affrontarli a Napoli nell'estate 2027".
Secondo il ceo dell'America's Cup Partnership, Marzio Perrelli, "il ritorno dell'Australia nell'America's Cup è un evento da celebrare che tutta la nazione può sostenere con orgoglio".