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A NAPOLI - Bimbo trapiantato con cuore danneggiato: stop all'accanimento terapeutico, ma l'Ecmo non sarà staccato
20.02.2026 12:22 di Napoli Magazine
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La riunione all'ospedale Monaldi di Napoli sulla nuova terapia per Domenico, il bambino ricoverato in gravi condizioni dopo il trapianto di un cuore danneggiato prevista il 20 febbraio vedrà al tavolo il pool dei medici dell'ospedale, il medico di fiducia della famiglia, la madre e il suo avvocato per affrontare nel dettaglio il nuovo percorso terapeutico richiesto dalla famiglia, che prevede l'alleviamento delle sofferenze. Non si tratta di eutanasia, ma di un'interruzione dell'accanimento terapeutico.

Secondo quanto si apprende da fonti ospedaliere, al bambino non sarà staccato l'Ecmo – la macchina che ossigena il sangue e sostiene la funzione cardiaca – perché un secondo dopo si rischia la morte. Verranno invece eliminate altre terapie ritenute non necessarie. Per Domenico non è possibile un nuovo trapianto di cuore.

La vicenda di Domenico è iniziata con un trapianto di cuore eseguito a Napoli. Subito dopo l'intervento erano però emerse gravi complicazioni: il cuore trapiantato risulta danneggiato e non in grado di garantire un'autonoma funzionalità. Il piccolo è stato così collegato all'Ecmo, un supporto meccanico fondamentale per mantenerlo in vita. Le condizioni appaiono da subito critiche e il quadro clinico si aggrava nelle ore successive all’operazione.

La famiglia ha chiesto chiarezza sulle responsabilità e sulle condizioni dell'organo trapiantato. Nel frattempo, i medici hanno escluso la possibilità di un secondo trapianto, spiegando che le condizioni del bambino non consentono un nuovo intervento chirurgico così invasivo. Nelle ultime ore la famiglia ha chiesto l'avvio di un percorso finalizzato ad alleviare le sofferenze del piccolo. La decisione arriva dopo giorni di confronto serrato tra sanitari e familiari. Il punto centrale resta il mantenimento dell'Ecmo: il macchinario non verrà disattivato, poiché rappresenta l'unico sostegno vitale immediato. Saranno però sospese le terapie considerate sproporzionate o non più utili, nel rispetto della volontà dei genitori e delle valutazioni cliniche.

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A NAPOLI - Bimbo trapiantato con cuore danneggiato: stop all'accanimento terapeutico, ma l'Ecmo non sarà staccato

di Redazione

20/02/2026 - 12:22

La riunione all'ospedale Monaldi di Napoli sulla nuova terapia per Domenico, il bambino ricoverato in gravi condizioni dopo il trapianto di un cuore danneggiato prevista il 20 febbraio vedrà al tavolo il pool dei medici dell'ospedale, il medico di fiducia della famiglia, la madre e il suo avvocato per affrontare nel dettaglio il nuovo percorso terapeutico richiesto dalla famiglia, che prevede l'alleviamento delle sofferenze. Non si tratta di eutanasia, ma di un'interruzione dell'accanimento terapeutico.

Secondo quanto si apprende da fonti ospedaliere, al bambino non sarà staccato l'Ecmo – la macchina che ossigena il sangue e sostiene la funzione cardiaca – perché un secondo dopo si rischia la morte. Verranno invece eliminate altre terapie ritenute non necessarie. Per Domenico non è possibile un nuovo trapianto di cuore.

La vicenda di Domenico è iniziata con un trapianto di cuore eseguito a Napoli. Subito dopo l'intervento erano però emerse gravi complicazioni: il cuore trapiantato risulta danneggiato e non in grado di garantire un'autonoma funzionalità. Il piccolo è stato così collegato all'Ecmo, un supporto meccanico fondamentale per mantenerlo in vita. Le condizioni appaiono da subito critiche e il quadro clinico si aggrava nelle ore successive all’operazione.

La famiglia ha chiesto chiarezza sulle responsabilità e sulle condizioni dell'organo trapiantato. Nel frattempo, i medici hanno escluso la possibilità di un secondo trapianto, spiegando che le condizioni del bambino non consentono un nuovo intervento chirurgico così invasivo. Nelle ultime ore la famiglia ha chiesto l'avvio di un percorso finalizzato ad alleviare le sofferenze del piccolo. La decisione arriva dopo giorni di confronto serrato tra sanitari e familiari. Il punto centrale resta il mantenimento dell'Ecmo: il macchinario non verrà disattivato, poiché rappresenta l'unico sostegno vitale immediato. Saranno però sospese le terapie considerate sproporzionate o non più utili, nel rispetto della volontà dei genitori e delle valutazioni cliniche.