Gilberto Pichetto, ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, è intervenuto a 24 Mattino su Radio 24 in merito al Dl Bollette. Rispetto a chi definisce il decreto bollette insufficiente, il ministro ha dichiarato: "è chiaro che è una situazione difficile perché c'è una parte" dei cittadini "che si vede tassata o tagliata e una parte che beneficia. Chi beneficia dice che non è sufficiente, chi viene tassato dice che è troppo. Diciamo che, rispetto alle famiglie vulnerabili, che sono 2,7 milioni, quella del blocco che già c'era con il bonus sociale da 200 euro, si arriva a superare il 50% di abbattimento della bolletta media. È un passo, io credo, importante per coloro che hanno più figli. Per quelli con Isee fino a 25 mila euro c'è anche un impegno da parte del sistema dei distributori per un ulteriore beneficio, in questo caso sarebbero 4 milioni e mezzo di famiglie. E naturalmente questa è una valutazione che vedremo più avanti", ha proseguito a Radio 24. Il ministro ha poi spiegato che "le famiglie con Isee fino a 25 mila euro hanno una riduzione di circa l'8%. Rispetto alla componente energia addirittura è del 25%. Pertanto anche per queste famiglie c'è una riduzione e c'è una riduzione anche per tutte le famiglie sulla componente energia del 5%. Peraltro questa riduzione complessiva sulla componente energia va anche ad aggiungersi ai 315 euro del bonus dei vulnerabili. È un provvedimento molto complesso che però determina una ricaduta su tutti i consumatori d'energia, famiglie ed imprese. C'è un provvedimento che chiede all'Unione europea di valutare il peso degli Ets (il sistema di scambio di emissioni di Co2 ndr.) rispetto al termoelettrico. Purtroppo, l'Italia, avendo fatto la scelta a suo tempo rispetto alla produzione dell'energia elettrica a partire da 40 anni fa con l'abbandono del nucleare, si trova ad avere un distanziamento rispetto a Francia e Spagna che non pagano gli Ets di almeno 30 euro al megawattora, che è una differenziazione pesante per la competitività del sistema delle imprese. Quindi si chiede di poter intervenire con una mitigazione, che dovrebbe correggere una stortura del sistema di calcolo che grava su tutte le bollette. È chiaro che un abbassamento del prezzo dell'energia determina da un lato che non tocca nulla sulle rinnovabili per quanto riguarda il sistema dei contratti e degli incentivi. Fa oscillare la parte differenziale di prezzo, ma la parte differenziale di prezzo è anche la valutazione del mercato. Noi da più tempo sosteniamo che la questione degli Ets debba essere affrontata in modo più serio con Bruxelles - ha spiegato a Radio 24 -, valutando quelle che sono le conseguenze, che rischiano di essere negative, che portano a un eccesso di rialzo nel prezzo dell'energia tale da scoraggiarne l'uso. Quello che era l'obiettivo degli Ets di abbassare l'emissione, di penalizzare chi faceva emissioni, in realtà rischia di portare ad un aumento delle emissioni. Il tema è stato posto al Presidente del Consiglio nell'ultimo ambito a livello europeo e alla Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, che ha dichiarato che sarà uno dei temi posti all'attenzione del secondo quadrimestre europeo. Il nostro piano B è riuscire ad andare avanti con le rinnovabili". Riguardo l'aumento dell'Irap, il ministro dell'Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin ha detto che "capisco l'effetto in borsa" che hanno avuto le imprese del settore, "che è del tutto fisiologico perché va ad incidere su quelle che sono gli equilibri di borsa". Durante la diretta di 24 Mattino su Radio 24 il ministro ha poi aggiunto che i costi "non credo che possano avere un'incidenza di quel genere sulle aziende" e dunque "non credo" scarichino il peso del costo dell'Irap sugli utenti.
di Redazione
20/02/2026 - 11:11
Gilberto Pichetto, ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, è intervenuto a 24 Mattino su Radio 24 in merito al Dl Bollette. Rispetto a chi definisce il decreto bollette insufficiente, il ministro ha dichiarato: "è chiaro che è una situazione difficile perché c'è una parte" dei cittadini "che si vede tassata o tagliata e una parte che beneficia. Chi beneficia dice che non è sufficiente, chi viene tassato dice che è troppo. Diciamo che, rispetto alle famiglie vulnerabili, che sono 2,7 milioni, quella del blocco che già c'era con il bonus sociale da 200 euro, si arriva a superare il 50% di abbattimento della bolletta media. È un passo, io credo, importante per coloro che hanno più figli. Per quelli con Isee fino a 25 mila euro c'è anche un impegno da parte del sistema dei distributori per un ulteriore beneficio, in questo caso sarebbero 4 milioni e mezzo di famiglie. E naturalmente questa è una valutazione che vedremo più avanti", ha proseguito a Radio 24. Il ministro ha poi spiegato che "le famiglie con Isee fino a 25 mila euro hanno una riduzione di circa l'8%. Rispetto alla componente energia addirittura è del 25%. Pertanto anche per queste famiglie c'è una riduzione e c'è una riduzione anche per tutte le famiglie sulla componente energia del 5%. Peraltro questa riduzione complessiva sulla componente energia va anche ad aggiungersi ai 315 euro del bonus dei vulnerabili. È un provvedimento molto complesso che però determina una ricaduta su tutti i consumatori d'energia, famiglie ed imprese. C'è un provvedimento che chiede all'Unione europea di valutare il peso degli Ets (il sistema di scambio di emissioni di Co2 ndr.) rispetto al termoelettrico. Purtroppo, l'Italia, avendo fatto la scelta a suo tempo rispetto alla produzione dell'energia elettrica a partire da 40 anni fa con l'abbandono del nucleare, si trova ad avere un distanziamento rispetto a Francia e Spagna che non pagano gli Ets di almeno 30 euro al megawattora, che è una differenziazione pesante per la competitività del sistema delle imprese. Quindi si chiede di poter intervenire con una mitigazione, che dovrebbe correggere una stortura del sistema di calcolo che grava su tutte le bollette. È chiaro che un abbassamento del prezzo dell'energia determina da un lato che non tocca nulla sulle rinnovabili per quanto riguarda il sistema dei contratti e degli incentivi. Fa oscillare la parte differenziale di prezzo, ma la parte differenziale di prezzo è anche la valutazione del mercato. Noi da più tempo sosteniamo che la questione degli Ets debba essere affrontata in modo più serio con Bruxelles - ha spiegato a Radio 24 -, valutando quelle che sono le conseguenze, che rischiano di essere negative, che portano a un eccesso di rialzo nel prezzo dell'energia tale da scoraggiarne l'uso. Quello che era l'obiettivo degli Ets di abbassare l'emissione, di penalizzare chi faceva emissioni, in realtà rischia di portare ad un aumento delle emissioni. Il tema è stato posto al Presidente del Consiglio nell'ultimo ambito a livello europeo e alla Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, che ha dichiarato che sarà uno dei temi posti all'attenzione del secondo quadrimestre europeo. Il nostro piano B è riuscire ad andare avanti con le rinnovabili". Riguardo l'aumento dell'Irap, il ministro dell'Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin ha detto che "capisco l'effetto in borsa" che hanno avuto le imprese del settore, "che è del tutto fisiologico perché va ad incidere su quelle che sono gli equilibri di borsa". Durante la diretta di 24 Mattino su Radio 24 il ministro ha poi aggiunto che i costi "non credo che possano avere un'incidenza di quel genere sulle aziende" e dunque "non credo" scarichino il peso del costo dell'Irap sugli utenti.