Gli Stati Uniti hanno revocato le sanzioni nei confronti di Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni unite sui territori palestinesi occupati. Una buona notizia per la special rapporteur che era finita nella lista nera del dipartimento del Tesoro Usa per aver duramente criticato Israele, arrivata però poco dopo un'altra meno positiva per la giurista: il Consiglio di Parigi ha respinto con 76 voti a favore della bocciatura e 48 contrari la proposta presentata da La France Insoumise per conferire la cittadinanza onoraria della città a Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sui Territori palestinesi occupati.
La revoca delle sanzioni arriva in ottemperanza a un'ordinanza giudiziaria. Un avviso pubblicato sul sito web del Dipartimento del Tesoro ha ufficializzato la rimozione dalla lista nera costatale un blocco a livello globale con l'impossibilità di usare le principali carte di credito o l'effettuazione di ogni transazione bancaria. La scorsa settimana, il giudice Richard Leon del District di Columbia ha accolto la richiesta di un'ingiunzione preliminare contro le sanzioni. Per il magistrato l'amministrazione Trump, quando nel luglio 2025 le ha imposto delle sanzioni basate quasi esclusivamente sulle sue critiche nei confronti del governo di Israele in relazione ai territori palestinesi occupati (e, in particolare, alla guerra a Gaza), avrebbe con ogni probabilità violato i diritti di Albanese garantiti dal Primo Emendamento.
La mozione al Consiglio cittadino di Parigi A sostenere la bocciatura della mozione sono stati i gruppi MoDem, Renaissance e socialisti e repubblicani. A favore del conferimento della cittadinanza hanno invece votato Verdi, La France Insoumise e i comunisti. Nel dibattito in aula è intervenuto anche Sandro Gozi, consigliere di Parigi in quota MoDem ed eurodeputato di Renew Europe, che ha contestato duramente la proposta. "La cittadinanza onoraria di Parigi non può diventare uno strumento militante né un simbolo di radicalizzazione politica", ha dichiarato Gozi nel suo intervento. "Come può una grande capitale europea, città del dialogo e dell'universalismo, onorare una personalità che da anni moltiplica dichiarazioni partigiane e provocazioni ideologiche?".
di Redazione
21/05/2026 - 12:32
Gli Stati Uniti hanno revocato le sanzioni nei confronti di Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni unite sui territori palestinesi occupati. Una buona notizia per la special rapporteur che era finita nella lista nera del dipartimento del Tesoro Usa per aver duramente criticato Israele, arrivata però poco dopo un'altra meno positiva per la giurista: il Consiglio di Parigi ha respinto con 76 voti a favore della bocciatura e 48 contrari la proposta presentata da La France Insoumise per conferire la cittadinanza onoraria della città a Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sui Territori palestinesi occupati.
La revoca delle sanzioni arriva in ottemperanza a un'ordinanza giudiziaria. Un avviso pubblicato sul sito web del Dipartimento del Tesoro ha ufficializzato la rimozione dalla lista nera costatale un blocco a livello globale con l'impossibilità di usare le principali carte di credito o l'effettuazione di ogni transazione bancaria. La scorsa settimana, il giudice Richard Leon del District di Columbia ha accolto la richiesta di un'ingiunzione preliminare contro le sanzioni. Per il magistrato l'amministrazione Trump, quando nel luglio 2025 le ha imposto delle sanzioni basate quasi esclusivamente sulle sue critiche nei confronti del governo di Israele in relazione ai territori palestinesi occupati (e, in particolare, alla guerra a Gaza), avrebbe con ogni probabilità violato i diritti di Albanese garantiti dal Primo Emendamento.
La mozione al Consiglio cittadino di Parigi A sostenere la bocciatura della mozione sono stati i gruppi MoDem, Renaissance e socialisti e repubblicani. A favore del conferimento della cittadinanza hanno invece votato Verdi, La France Insoumise e i comunisti. Nel dibattito in aula è intervenuto anche Sandro Gozi, consigliere di Parigi in quota MoDem ed eurodeputato di Renew Europe, che ha contestato duramente la proposta. "La cittadinanza onoraria di Parigi non può diventare uno strumento militante né un simbolo di radicalizzazione politica", ha dichiarato Gozi nel suo intervento. "Come può una grande capitale europea, città del dialogo e dell'universalismo, onorare una personalità che da anni moltiplica dichiarazioni partigiane e provocazioni ideologiche?".