Lionel Scaloni è stato accolto in Argentina, a Pujato (città d'origine), da un gruppo di concittadini. "Leo non se ne va" il coro inneggiato dai tifosi dell'Albiceleste, consapevoli che l'attuale commissario tecnico e vicecampione del mondo potrebbe dimettersi. "Non siamo riusciti a vincere. Ne siamo consapevoli, si gioca per regalare una gioia alla nostra gente ed è per questo che fa male. Continueremo a dare battaglia", la promessa fatta tuttavia dal 48enne.
Il Selezionatore è sceso dalla propria auto per ringraziare la gente per l'affetto dimostrato e, ai microfoni di TyC Sports, ha sottolineato: "Questi giorni sono dolorosi e complicati. Siamo soddisfatti di aver dato tutto. A volte si vince e altre no. Bisogna riconoscere che la Spagna ha giocato meglio. Questo ci rende migliori", ha detto Scaloni riguardo l'esito della finale del Mondiale. "Aggiungendo: La sensazione è sempre la stessa: si lotta fino alla fine anche quando le cose non vanno per il verso giusto. Da argentini dobbiamo sapere che l'avversario gioca e può rivelarsi superiore, ma che, ciò nonostante, gli abbiamo reso le cose difficili".
Ma il secondo posto ha portato qualcosa di più. "Non si è vinta la coppa, ma si è ottenuta l'unione di tutti", ha detto il ct dell'Argentina. "Porto sempre l'esempio di mio figlio di 10 anni: perde una partita, si arrabbia e poco dopo gli passa". Infine, ha concluso sul futuro: "Sono cose normali su cui ci si interroga, ma la cosa più importante è l'unione che si è creata. Questo va al di là del fatto che ci sia io o meno. Fino a dicembre saremo qui", ha garantito.
di Redazione
21/07/2026 - 21:15
Lionel Scaloni è stato accolto in Argentina, a Pujato (città d'origine), da un gruppo di concittadini. "Leo non se ne va" il coro inneggiato dai tifosi dell'Albiceleste, consapevoli che l'attuale commissario tecnico e vicecampione del mondo potrebbe dimettersi. "Non siamo riusciti a vincere. Ne siamo consapevoli, si gioca per regalare una gioia alla nostra gente ed è per questo che fa male. Continueremo a dare battaglia", la promessa fatta tuttavia dal 48enne.
Il Selezionatore è sceso dalla propria auto per ringraziare la gente per l'affetto dimostrato e, ai microfoni di TyC Sports, ha sottolineato: "Questi giorni sono dolorosi e complicati. Siamo soddisfatti di aver dato tutto. A volte si vince e altre no. Bisogna riconoscere che la Spagna ha giocato meglio. Questo ci rende migliori", ha detto Scaloni riguardo l'esito della finale del Mondiale. "Aggiungendo: La sensazione è sempre la stessa: si lotta fino alla fine anche quando le cose non vanno per il verso giusto. Da argentini dobbiamo sapere che l'avversario gioca e può rivelarsi superiore, ma che, ciò nonostante, gli abbiamo reso le cose difficili".
Ma il secondo posto ha portato qualcosa di più. "Non si è vinta la coppa, ma si è ottenuta l'unione di tutti", ha detto il ct dell'Argentina. "Porto sempre l'esempio di mio figlio di 10 anni: perde una partita, si arrabbia e poco dopo gli passa". Infine, ha concluso sul futuro: "Sono cose normali su cui ci si interroga, ma la cosa più importante è l'unione che si è creata. Questo va al di là del fatto che ci sia io o meno. Fino a dicembre saremo qui", ha garantito.