Calcio
CAGLIARI - Maldini: "Incidente? Ho fatto una cavolata e sto pagando, ma adesso si sa la verità"
16.10.2026 13:26 di Napoli Magazine
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Daniel Maldini, attaccante del Cagliari e della Nazionale, ha rilasciato un'intervista a Sky Sport.

La numero 70 del Cagliari: che cosa rappresenta per lei?
"Ha un significato forte, nuovo ma forte. Siamo partiti subito con il piede giusto, siamo contenti e vogliamo continuare così. Speriamo di dare ancora di più".

Quattro gol consecutivi, l’ultimo contro la Juventus nel giorno del suo compleanno. Qual è quello a cui è più legato?
"Di gol spettacolari non ce ne sono ancora stati, però credo che quello contro la Juve sia il più importante. Anche se non ha portato i tre punti, è stata comunque una partita molto bella".

Ora l'aspetta il Monza, una sua ex squadra. Ritrova le sensazioni vissute lì?
"Sì, a Monza mi sono sempre trovato molto bene e rivivo un po’ le emozioni che sto provando qui a Cagliari. Sarà una partita speciale".

Che cosa ha trovato a Cagliari che la sta aiutando a rendere così bene?
"Ho trovato sicuramente grande fiducia da parte del club, dello staff e dei miei compagni. Credo che questa sia la cosa più importante per me, quella che mi permette di rendere meglio in campo".

Lei, suo padre e suo nonno. Tre generazioni, tre maglie azzurre e un solo cognome. Che cosa prova?
"Sicuramente è motivo di orgoglio. Vestire la maglia azzurra credo sia il sogno di ogni ragazzo, soprattutto da bambino. Anche il fatto che, quando entri, ci siano le foto di mio papà o di mio nonno ti trasmette un’emozione veramente grande".

Il cognome Maldini è una grande eredità. Oggi lo vive come un peso o come un motivo d’orgoglio?
"Ormai credo che la questione del peso sia superata. È sempre stato così, quindi sono abbastanza abituato. Per me è più una felicità che un peso".

Che cosa direbbe suo nonno Cesare vedendola oggi in Nazionale?
"Sicuramente sarebbe molto felice e contento. Credo che questa sia la cosa che gli importerebbe di più. Per il resto, tutto viene dopo: la felicità è la cosa primaria".

Che cosa avrebbe voluto che vedesse dell’uomo e del calciatore che è diventato?
"Credo che lui sappia già come sono, quindi ci sarebbe poco da dire. Dal punto di vista calcistico, avrei voluto che vedesse le mie prestazioni in campo. Tutto il resto, secondo me, è meno importante".

Per anni è stato il figlio di Paolo e il nipote di Cesare. Oggi quanto le interessa essere riconosciuto per quello che è?
"Sinceramente, non mi interessa molto. Hanno sempre parlato tanto di me e credo sia normale. Il giudizio degli altri mi è sempre abbastanza scivolato addosso, quindi non mi importa molto".

È il campo, quindi, il posto in cui vuole dimostrare il suo valore?
"Certo, l’importante è sempre dimostrare quello che si sa fare. Però ho sempre considerato il giudizio degli altri una cosa di poco conto".

Mancini l'ha voluta nel suo progetto azzurro. Quanto è soddisfatto e quanto vuole essere protagonista in Nazionale?
"Sono sicuramente molto contento. Il mister riesce a trasmetterti una tranquillità invidiabile perché, anche quando le cose non vanno per il verso giusto, sa come farti stare sereno e come aiutarti a farle andare nel modo migliore".

Anche Pisacane sa trasmetterle serenità. Quanto conta sentirsi compresi dal proprio allenatore?
"Credo che far stare bene un giocatore sia la cosa più importante. Se l’allenatore riesce a farlo sentire bene, automaticamente si innesca un grande meccanismo che può portare a grandi cose".

Sua madre, suo padre e suo fratello. Quanto sono stati importanti nei momenti difficili?
"Sono fondamentali, sono la mia forza e lo sono sempre stati, soprattutto quando le cose vanno male. Loro sono tutto per me: mio fratello, mia mamma e mio papà. Mi sono sempre stati accanto e questa è la cosa più importante".

Di recente ha attraversato un momento difficile. Quanto è stato importante avere la sua famiglia al suo fianco?
"Sì, aggiungo che ho fatto una cavolata e giustamente pago per quello che ho fatto. Però credo sia giusto che io non paghi per cose che non ho fatto. Adesso si saprà la verità, e la verità si sa. L’importante è che tutto questo sia passato e che la mia famiglia sia stata al mio fianco. Siamo andati avanti, ed è questa la cosa più importante".

Ha ricevuto molta cattiveria. Come ha reagito al giudizio degli altri?
"Sì, tanta. Però credo sia normale. Come ho detto prima, il giudizio degli altri è abbastanza irrilevante. La cattiveria arriva, ma poi se ne va. Questa è la cosa importante".

Che rapporto ha con sua madre?
"È speciale, come quello di tutte le mamme, ma abbiamo un bellissimo rapporto. Viene spesso qui a Cagliari e le piace stare qui con me. È un rapporto speciale, quello tra mamma e figlio".

Da bambino vedeva suo padre come un supereroe?
"Sì, l’ho sempre visto come un supereroe, anche se ho vissuto questa cosa in maniera abbastanza normale. Per me è sempre stato qualcosa di naturale, anche se magari non lo era".

Ha realizzato i sogni di quel bambino?
"Sì, diciamo che molti sogni si sono realizzati, ma continuano a essercene di nuovi. È importante averne sempre".

Qual è il prossimo sogno?
"Per esempio, giocare un Mondiale con l’Italia o essere comunque una parte fondamentale della Nazionale. Credo sia il sogno di ogni ragazzo".

Che cosa direbbe oggi a quel bambino?
"Gli direi di stare tranquillo e di non pensare alle cose un po’ più inutili, a quello che dice la gente. Gli direi di continuare a essere sereno, come è sempre stato. Sono abbastanza felice di questo".

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CAGLIARI - Maldini: "Incidente? Ho fatto una cavolata e sto pagando, ma adesso si sa la verità"

di Redazione

16/10/2026 - 13:26

Daniel Maldini, attaccante del Cagliari e della Nazionale, ha rilasciato un'intervista a Sky Sport.

La numero 70 del Cagliari: che cosa rappresenta per lei?
"Ha un significato forte, nuovo ma forte. Siamo partiti subito con il piede giusto, siamo contenti e vogliamo continuare così. Speriamo di dare ancora di più".

Quattro gol consecutivi, l’ultimo contro la Juventus nel giorno del suo compleanno. Qual è quello a cui è più legato?
"Di gol spettacolari non ce ne sono ancora stati, però credo che quello contro la Juve sia il più importante. Anche se non ha portato i tre punti, è stata comunque una partita molto bella".

Ora l'aspetta il Monza, una sua ex squadra. Ritrova le sensazioni vissute lì?
"Sì, a Monza mi sono sempre trovato molto bene e rivivo un po’ le emozioni che sto provando qui a Cagliari. Sarà una partita speciale".

Che cosa ha trovato a Cagliari che la sta aiutando a rendere così bene?
"Ho trovato sicuramente grande fiducia da parte del club, dello staff e dei miei compagni. Credo che questa sia la cosa più importante per me, quella che mi permette di rendere meglio in campo".

Lei, suo padre e suo nonno. Tre generazioni, tre maglie azzurre e un solo cognome. Che cosa prova?
"Sicuramente è motivo di orgoglio. Vestire la maglia azzurra credo sia il sogno di ogni ragazzo, soprattutto da bambino. Anche il fatto che, quando entri, ci siano le foto di mio papà o di mio nonno ti trasmette un’emozione veramente grande".

Il cognome Maldini è una grande eredità. Oggi lo vive come un peso o come un motivo d’orgoglio?
"Ormai credo che la questione del peso sia superata. È sempre stato così, quindi sono abbastanza abituato. Per me è più una felicità che un peso".

Che cosa direbbe suo nonno Cesare vedendola oggi in Nazionale?
"Sicuramente sarebbe molto felice e contento. Credo che questa sia la cosa che gli importerebbe di più. Per il resto, tutto viene dopo: la felicità è la cosa primaria".

Che cosa avrebbe voluto che vedesse dell’uomo e del calciatore che è diventato?
"Credo che lui sappia già come sono, quindi ci sarebbe poco da dire. Dal punto di vista calcistico, avrei voluto che vedesse le mie prestazioni in campo. Tutto il resto, secondo me, è meno importante".

Per anni è stato il figlio di Paolo e il nipote di Cesare. Oggi quanto le interessa essere riconosciuto per quello che è?
"Sinceramente, non mi interessa molto. Hanno sempre parlato tanto di me e credo sia normale. Il giudizio degli altri mi è sempre abbastanza scivolato addosso, quindi non mi importa molto".

È il campo, quindi, il posto in cui vuole dimostrare il suo valore?
"Certo, l’importante è sempre dimostrare quello che si sa fare. Però ho sempre considerato il giudizio degli altri una cosa di poco conto".

Mancini l'ha voluta nel suo progetto azzurro. Quanto è soddisfatto e quanto vuole essere protagonista in Nazionale?
"Sono sicuramente molto contento. Il mister riesce a trasmetterti una tranquillità invidiabile perché, anche quando le cose non vanno per il verso giusto, sa come farti stare sereno e come aiutarti a farle andare nel modo migliore".

Anche Pisacane sa trasmetterle serenità. Quanto conta sentirsi compresi dal proprio allenatore?
"Credo che far stare bene un giocatore sia la cosa più importante. Se l’allenatore riesce a farlo sentire bene, automaticamente si innesca un grande meccanismo che può portare a grandi cose".

Sua madre, suo padre e suo fratello. Quanto sono stati importanti nei momenti difficili?
"Sono fondamentali, sono la mia forza e lo sono sempre stati, soprattutto quando le cose vanno male. Loro sono tutto per me: mio fratello, mia mamma e mio papà. Mi sono sempre stati accanto e questa è la cosa più importante".

Di recente ha attraversato un momento difficile. Quanto è stato importante avere la sua famiglia al suo fianco?
"Sì, aggiungo che ho fatto una cavolata e giustamente pago per quello che ho fatto. Però credo sia giusto che io non paghi per cose che non ho fatto. Adesso si saprà la verità, e la verità si sa. L’importante è che tutto questo sia passato e che la mia famiglia sia stata al mio fianco. Siamo andati avanti, ed è questa la cosa più importante".

Ha ricevuto molta cattiveria. Come ha reagito al giudizio degli altri?
"Sì, tanta. Però credo sia normale. Come ho detto prima, il giudizio degli altri è abbastanza irrilevante. La cattiveria arriva, ma poi se ne va. Questa è la cosa importante".

Che rapporto ha con sua madre?
"È speciale, come quello di tutte le mamme, ma abbiamo un bellissimo rapporto. Viene spesso qui a Cagliari e le piace stare qui con me. È un rapporto speciale, quello tra mamma e figlio".

Da bambino vedeva suo padre come un supereroe?
"Sì, l’ho sempre visto come un supereroe, anche se ho vissuto questa cosa in maniera abbastanza normale. Per me è sempre stato qualcosa di naturale, anche se magari non lo era".

Ha realizzato i sogni di quel bambino?
"Sì, diciamo che molti sogni si sono realizzati, ma continuano a essercene di nuovi. È importante averne sempre".

Qual è il prossimo sogno?
"Per esempio, giocare un Mondiale con l’Italia o essere comunque una parte fondamentale della Nazionale. Credo sia il sogno di ogni ragazzo".

Che cosa direbbe oggi a quel bambino?
"Gli direi di stare tranquillo e di non pensare alle cose un po’ più inutili, a quello che dice la gente. Gli direi di continuare a essere sereno, come è sempre stato. Sono abbastanza felice di questo".