Calcio
FIGC - I candidati Malagò e Abete presentano i programmi, i dettagli
14.05.2026 22:30 di Napoli Magazine
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Entra nel vivo la corsa alla presidenza della FIGC. Sono state ammesse le candidature di Giancarlo Abete e Giovanni Malagò, mentre è stato escluso Renato Miele. Il motivo è dato dall'assenza del necessario accredito da parte di almeno la metà più uno dei delegati assembleari di almeno una Lega o una componente tecnica - e la presentazione dei programmi elettorali dei due. Per Malagò, che sottolinea come il "nuovo percorso non dovrà assumere toni divisivi", gli obiettivi primari sono quelli di "rendere più competitivo il calcio italiano sul piano internazionale, rafforzare la sostenibilità del sistema, avviare una politica nazionale sulle infrastrutture, ricostruire una filiera del talento italiano, dal settore giovanile con particolare attenzione al vincolo sportivo alla prima squadra. Per l'ex numero 1 del Coni, sarà compito della FIGC "accompagnare la Serie A senza invadere l'autonomia della Lega," fare della Serie B "il principale laboratorio del talento italiano", così come della Lega Pro "il luogo di valorizzazione del talento". La Lnd, invece, sarà il cuore sociale del calcio italiano. Bisognerà poi aprire una riflessione sul tema del betting, con il recupero di una quota di risorse da destinare allo sviluppo del movimento, fare dell'Aia un sistema che può operare in autonomia con standard tecnici elevati e far assumere alla FIGC un ruolo attivo di collaborazione e interlocuzione permanente con il Commissario governativo, per la modernizzazione infrastrutturale del calcio italiano. La proposta dell'altro candidato, Abete, parte dal racconto di un quadro normativo nel quale "risulta difficile operare nell'interesse dell'intero sistema calcio". Per l'ex presidente federale, infatti, il "mondo del calcio è una realtà che non può essere limitata in termini di riconoscibilità al naturale prestigio di pochi importanti club". Le esigenze primarie per mantenere il calcio comunità sul territorio, per Abete, rimangono l'impiantistica sportiva, le convenzioni fra amministrazioni e società di calcio, una credit tax che supporti le piccole società per investimenti per la permanenza e al consolidamento delle realtà di base, norme statuali e federali che garantiscano l'impegno a continuare a valorizzare i vivai e la detassazione di una quota delle sponsorizzazioni delle imprese nei confronti del calcio. Bisognerà poi "individuare dei parametri che consentano in maniera programmata di giungere ad un ridimensionamento dell'area professionistica", oltre a favorire l'acquisto di giocatori nel mercato domestico. Fondamentali saranno anche premi di formazione per il riconoscimento del lavoro di chi ha formato il giocatore, oltre alla possibilità che il responsabile del Club Italia non sia più il presidente federale ma dirigenti manager del mondo del calcio. Insieme ai programmi, poi, la Federazione ha reso note anche le candidature alla carica di consigliere federale che vedono, in rappresentanza della Lega Serie A, Stefano Campoccia, Giorgio Chiellini e Giuseppe Marotta; Antonio Gozzi per la Lega B; Giulio Gallazzi e Donato Macchia per la Lega Pro oltre a Daniele Ortolano, Ilaria Bazzeria, Sergio Pedrazzini e Giacomo Fantazzini per la Lega dilettanti. In rappresentanza degli atleti, invece, ci sono Davide Biondini, Sara Gama, Valerio Bernardi e Umberto Calcagno. E per i tecnici Giancarlo Camolese e Silvia Citta. Programmi e nome che serviranno a delineare un calcio nuovo che punti a tornare protagonista in tutto il mondo.

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FIGC - I candidati Malagò e Abete presentano i programmi, i dettagli

di Redazione

14/05/2026 - 22:30

Entra nel vivo la corsa alla presidenza della FIGC. Sono state ammesse le candidature di Giancarlo Abete e Giovanni Malagò, mentre è stato escluso Renato Miele. Il motivo è dato dall'assenza del necessario accredito da parte di almeno la metà più uno dei delegati assembleari di almeno una Lega o una componente tecnica - e la presentazione dei programmi elettorali dei due. Per Malagò, che sottolinea come il "nuovo percorso non dovrà assumere toni divisivi", gli obiettivi primari sono quelli di "rendere più competitivo il calcio italiano sul piano internazionale, rafforzare la sostenibilità del sistema, avviare una politica nazionale sulle infrastrutture, ricostruire una filiera del talento italiano, dal settore giovanile con particolare attenzione al vincolo sportivo alla prima squadra. Per l'ex numero 1 del Coni, sarà compito della FIGC "accompagnare la Serie A senza invadere l'autonomia della Lega," fare della Serie B "il principale laboratorio del talento italiano", così come della Lega Pro "il luogo di valorizzazione del talento". La Lnd, invece, sarà il cuore sociale del calcio italiano. Bisognerà poi aprire una riflessione sul tema del betting, con il recupero di una quota di risorse da destinare allo sviluppo del movimento, fare dell'Aia un sistema che può operare in autonomia con standard tecnici elevati e far assumere alla FIGC un ruolo attivo di collaborazione e interlocuzione permanente con il Commissario governativo, per la modernizzazione infrastrutturale del calcio italiano. La proposta dell'altro candidato, Abete, parte dal racconto di un quadro normativo nel quale "risulta difficile operare nell'interesse dell'intero sistema calcio". Per l'ex presidente federale, infatti, il "mondo del calcio è una realtà che non può essere limitata in termini di riconoscibilità al naturale prestigio di pochi importanti club". Le esigenze primarie per mantenere il calcio comunità sul territorio, per Abete, rimangono l'impiantistica sportiva, le convenzioni fra amministrazioni e società di calcio, una credit tax che supporti le piccole società per investimenti per la permanenza e al consolidamento delle realtà di base, norme statuali e federali che garantiscano l'impegno a continuare a valorizzare i vivai e la detassazione di una quota delle sponsorizzazioni delle imprese nei confronti del calcio. Bisognerà poi "individuare dei parametri che consentano in maniera programmata di giungere ad un ridimensionamento dell'area professionistica", oltre a favorire l'acquisto di giocatori nel mercato domestico. Fondamentali saranno anche premi di formazione per il riconoscimento del lavoro di chi ha formato il giocatore, oltre alla possibilità che il responsabile del Club Italia non sia più il presidente federale ma dirigenti manager del mondo del calcio. Insieme ai programmi, poi, la Federazione ha reso note anche le candidature alla carica di consigliere federale che vedono, in rappresentanza della Lega Serie A, Stefano Campoccia, Giorgio Chiellini e Giuseppe Marotta; Antonio Gozzi per la Lega B; Giulio Gallazzi e Donato Macchia per la Lega Pro oltre a Daniele Ortolano, Ilaria Bazzeria, Sergio Pedrazzini e Giacomo Fantazzini per la Lega dilettanti. In rappresentanza degli atleti, invece, ci sono Davide Biondini, Sara Gama, Valerio Bernardi e Umberto Calcagno. E per i tecnici Giancarlo Camolese e Silvia Citta. Programmi e nome che serviranno a delineare un calcio nuovo che punti a tornare protagonista in tutto il mondo.