Il Mattino si sofferma sulla prestazione di Giovanni Di Lorenzo, terzino del Napoli, nella sconfitta in Champions contro il VIllarreal: Il cartesiano Di Lorenzo finisce vittima del caos calcistico. Gioca a sinistra e a destra, prova cross e corre salvando la sua partita, ma non quella del Napoli. Il suo carattere si vede, quello della squadra di Allegri no. Nel secondo tempo mollano tutti, non Di Lorenzo, ma serve a poco. Ci sarà molto da discutere sul secondo tempo del Napoli che cala fisicamente, perde il controllo del gioco e lascia al Villareal di Perez il campo e i gol. Di Lorenzo gioca la sua partita da capitano ma non serve perché il Napoli è proiettato verso una prestazione deludente, eppure nel primo tempo aveva dominato e avuto occasioni, poi è imploso. Le esitazioni, e poi la perdita d'essenza hanno portato a un abbassamento della squadra che non ha avuto più ritmo, e dove Di Lorenzo sembrava un defibrillatore. Persi incanto e sapienza rimane solo la volontà di Di Lorenzo che rimane a lottare, da una fascia all'altra e poi nel mezzo, cercando di proporsi come coscienza della squadra, opposizione alla caduta".
di Redazione
14/10/2026 - 14:11
Il Mattino si sofferma sulla prestazione di Giovanni Di Lorenzo, terzino del Napoli, nella sconfitta in Champions contro il VIllarreal: Il cartesiano Di Lorenzo finisce vittima del caos calcistico. Gioca a sinistra e a destra, prova cross e corre salvando la sua partita, ma non quella del Napoli. Il suo carattere si vede, quello della squadra di Allegri no. Nel secondo tempo mollano tutti, non Di Lorenzo, ma serve a poco. Ci sarà molto da discutere sul secondo tempo del Napoli che cala fisicamente, perde il controllo del gioco e lascia al Villareal di Perez il campo e i gol. Di Lorenzo gioca la sua partita da capitano ma non serve perché il Napoli è proiettato verso una prestazione deludente, eppure nel primo tempo aveva dominato e avuto occasioni, poi è imploso. Le esitazioni, e poi la perdita d'essenza hanno portato a un abbassamento della squadra che non ha avuto più ritmo, e dove Di Lorenzo sembrava un defibrillatore. Persi incanto e sapienza rimane solo la volontà di Di Lorenzo che rimane a lottare, da una fascia all'altra e poi nel mezzo, cercando di proporsi come coscienza della squadra, opposizione alla caduta".