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L'EDITORIALE - Antonio Petrazzuolo: "Napoli, la lezione di Vila-Real: la "distruzione" dal basso, il fatal Politano e la mancata reazione, bisogna ripartire dalle certezze!"
14.10.2026 08:00 di Napoli Magazine
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NAPOLI - La sconfitta contro il Villarreal lascia al Napoli l'amarezza per un'altra occasione mancata in Champions League, ma soprattutto consegna a Massimiliano Allegri una serie di riflessioni che non possono essere rimandate. Gli azzurri escono battuti per 3-1 dall'Estadio de la Cerámica, dopo essere passati in vantaggio con Amir Rrahmani e aver accarezzato l'idea di poter indirizzare la gara sui binari giusti. Poi, però, qualcosa si è inceppato: gli orrori difensivi, il fatale retropassaggio di Politano, la "distruzione" dal basso che continua a non convincere, la perdita delle distanze e la capacità degli spagnoli di approfittare delle disattenzioni azzurre hanno cambiato volto alla partita. Il Villarreal ha ribaltato il risultato già nel primo tempo e ha chiuso i conti nel finale con Oluwaseyi. Il dato più preoccupante non è soltanto il risultato, ma il modo in cui il Napoli ha smarrito il controllo della gara dopo averla iniziata con il piede giusto.

Il vantaggio di Rrahmani non è bastato

Il gol di Rrahmani avrebbe dovuto rappresentare una base solida sulla quale costruire una prestazione di personalità. Invece, dopo il vantaggio, il Napoli non è riuscito a consolidare quanto di buono aveva prodotto inizialmente. C'è una differenza sostanziale tra saper trovare la via della rete e riuscire a gestire i momenti successivi, soprattutto in una competizione nella quale ogni errore può costare carissimo.

La squadra di Allegri, le cui scelte iniziali non sono state premiate (a differenza di quanto visto col Frosinone), ha mostrato fragilità nelle letture difensive e nelle coperture, concedendo al Villarreal la possibilità di rientrare in partita e prendere fiducia. Il pareggio di Mikautadze, totalmente regalato da Politano (da apprezzare esclusivamente per le successive scuse pubbliche, dopo non essere riuscito a reagire) e il successivo splendido tiro dalla distanza di Mouriño hanno fotografato una fase di gioco nella quale gli azzurri non sono riusciti a opporre la necessaria lucidità. Due reti ravvicinate, due colpi che hanno modificato l'inerzia dell'incontro e messo a nudo le difficoltà di una squadra ancora alla ricerca della propria continuità.

La difesa deve ritrovare certezze

Quando si incassano tre gol in una partita europea, non è sufficiente soffermarsi sulle responsabilità del singolo. Occorre analizzare il funzionamento collettivo, la capacità di accorciare gli spazi, la protezione offerta dal centrocampo e la reattività nelle situazioni di transizione. Il Napoli deve migliorare sotto questi aspetti, perché il talento individuale non può essere considerato una garanzia sufficiente contro avversari capaci di colpire con rapidità.

Rrahmani aveva trovato la rete del vantaggio, ma anche la sua marcatura offensiva non può cancellare le difficoltà complessive della retroguardia. Rafa Marin e Badiashile, chiamati a dare solidità al reparto, sono stati inseriti in un contesto nel quale ogni disattenzione ha finito per pesare. Non si tratta di cercare capri espiatori, bensì di pretendere una maggiore attenzione da parte di tutti, a cominciare dalla fase di non possesso.

Il Napoli ha bisogno di ritrovare compattezza, perché una squadra che ambisce a essere competitiva su più fronti non può permettersi di concedere agli avversari la possibilità di ribaltare con tanta facilità una situazione favorevole.

De Bruyne e Hojlund: la qualità va accompagnata dalla concretezza

La presenza di Kevin De Bruyne rappresenta un patrimonio tecnico importante per il Napoli, ma anche il belga deve essere messo nelle condizioni di incidere con continuità. La sua capacità di leggere il gioco, trovare linee di passaggio e inventare soluzioni può fare la differenza, a patto che la squadra riesca a garantirgli riferimenti e movimenti adeguati. In tal senso Lobotka garantisce più certezze, rispetto all'ondeggiante Gilmour. Da McTominay, poi, in fase di recupero dopo l'operazione, si attendono segnali diversi.

Lo stesso discorso riguarda Rasmus Hojlund. Il centravanti danese ha bisogno di palloni giocabili, sostegno e presenza attorno a sé. Non può essere lasciato isolato tra i difensori avversari, soprattutto quando il Napoli deve recuperare il risultato. La sua occasione conclusa sulla traversa nel corso della gara avrebbe potuto rappresentare un momento importante, ma in Champions League gli episodi vanno sfruttati con maggiore cinismo.

Anche Giovane e Politano, così come Neres e Lang, sono chiamati ad offrire un contributo più incisivo nella costruzione delle occasioni. La qualità offensiva non manca, ma deve tradursi in una produzione costante e in una maggiore capacità di mettere in difficoltà le difese avversarie. Contro il Villarreal il Napoli ha avuto la necessità di rincorrere, senza riuscire a trovare la soluzione per riaprire davvero la partita prima del colpo definitivo degli spagnoli. Non me la sento invece di soffermarmi su Lucca, che sta cercando di sbloccarsi dai propri limiti mentali e fisici, con l'auspicio che riesca a vincere la propria battaglia personale.

Allegri, il lavoro non può prescindere dagli equilibri

Massimiliano Allegri è chiamato adesso a trovare le risposte giuste, senza lasciarsi condizionare eccessivamente dall'esito negativo della trasferta spagnola. La vittoria per 3-0 contro il Frosinone aveva restituito entusiasmo, grazie anche alla doppietta di De Bruyne e alla rete di Lang, ma il passaggio dal campionato alla Champions League ha evidenziato quanto sia ancora necessario lavorare sulla continuità del rendimento e sulla stabilità di un undici che sappia portare a casa il risultato. Gli esperimenti, probabilmente, andavano fatti più col Venezia che a Vila-Real, anche se è facile dirlo dopo una sconfitta per 3-1.

Il tecnico azzurro dovrà interrogarsi sulla gestione dei momenti delicati, sull'organizzazione difensiva e sulla capacità della squadra di reagire alle difficoltà. Cambiare uomini o sistema di gioco può essere una soluzione, ma non rappresenta automaticamente la risposta a ogni problema. Prima di tutto occorre restituire certezze ai calciatori, affinché sappiano come comportarsi quando la partita assume una direzione sfavorevole.

Anche le sostituzioni e la capacità di incidere dalla panchina diventano aspetti determinanti. Il Napoli deve imparare a mantenere alta l'intensità, a leggere le esigenze dell'incontro e a trovare alternative quando le soluzioni iniziali non funzionano. In Europa, infatti, non basta avere una rosa di qualità: serve saperla utilizzare nel modo più efficace possibile.

Champions, adesso servono risposte

Dopo la sconfitta contro l'Arsenal, anche il passo falso contro il Villarreal complica il cammino europeo del Napoli. La classifica impone una reazione, ma sarebbe sbagliato trasformare questa battuta d'arresto in una sentenza definitiva sulle ambizioni della squadra. Il percorso è ancora lungo, sebbene il margine per commettere altri errori si sia inevitabilmente ridotto.

Il Napoli deve ripartire dalle cose semplici: maggiore attenzione nelle coperture, distanze più corte tra i reparti, più aggressività nei duelli e una gestione del pallone capace di ridurre i rischi inutili. Quando si passa in vantaggio, bisogna avere la maturità per proteggere il risultato; quando si va sotto, occorre mantenere lucidità e non perdere l'organizzazione.

La sconfitta di Vila-Real deve diventare un campanello d'allarme, non un alibi. Allegri ha il compito di trasformare la delusione in una presa di coscienza collettiva, mentre i calciatori sono chiamati a dimostrare sul campo di aver compreso la lezione, a partire dalla prossima trasferta a Venezia.

Il Napoli dispone di qualità, esperienza e individualità capaci di cambiare il volto di una partita. Ma queste risorse devono essere accompagnate da attenzione, equilibrio e spirito di sacrificio. In Champions League, ogni disattenzione presenta il conto e ogni occasione sprecata può diventare decisiva.

A Vila-Real gli azzurri hanno dimostrato di poter colpire, ma non di saper gestire la partita nei suoi momenti cruciali. È da questa contraddizione che bisogna ripartire. Perché il Napoli non può accontentarsi di giocare a tratti una buona partita: deve imparare ad essere squadra per novanta minuti. Solo così sarà possibile trasformare le qualità individuali in risultati concreti e tenere vive le ambizioni europee.

Antonio Petrazzuolo
 
Napoli Magazine
 
Riproduzione del testo consentita previa citazione della fonte: www.napolimagazine.com
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L'EDITORIALE - Antonio Petrazzuolo: "Napoli, la lezione di Vila-Real: la "distruzione" dal basso, il fatal Politano e la mancata reazione, bisogna ripartire dalle certezze!"

di Redazione

14/10/2026 - 08:00

NAPOLI - La sconfitta contro il Villarreal lascia al Napoli l'amarezza per un'altra occasione mancata in Champions League, ma soprattutto consegna a Massimiliano Allegri una serie di riflessioni che non possono essere rimandate. Gli azzurri escono battuti per 3-1 dall'Estadio de la Cerámica, dopo essere passati in vantaggio con Amir Rrahmani e aver accarezzato l'idea di poter indirizzare la gara sui binari giusti. Poi, però, qualcosa si è inceppato: gli orrori difensivi, il fatale retropassaggio di Politano, la "distruzione" dal basso che continua a non convincere, la perdita delle distanze e la capacità degli spagnoli di approfittare delle disattenzioni azzurre hanno cambiato volto alla partita. Il Villarreal ha ribaltato il risultato già nel primo tempo e ha chiuso i conti nel finale con Oluwaseyi. Il dato più preoccupante non è soltanto il risultato, ma il modo in cui il Napoli ha smarrito il controllo della gara dopo averla iniziata con il piede giusto.

Il vantaggio di Rrahmani non è bastato

Il gol di Rrahmani avrebbe dovuto rappresentare una base solida sulla quale costruire una prestazione di personalità. Invece, dopo il vantaggio, il Napoli non è riuscito a consolidare quanto di buono aveva prodotto inizialmente. C'è una differenza sostanziale tra saper trovare la via della rete e riuscire a gestire i momenti successivi, soprattutto in una competizione nella quale ogni errore può costare carissimo.

La squadra di Allegri, le cui scelte iniziali non sono state premiate (a differenza di quanto visto col Frosinone), ha mostrato fragilità nelle letture difensive e nelle coperture, concedendo al Villarreal la possibilità di rientrare in partita e prendere fiducia. Il pareggio di Mikautadze, totalmente regalato da Politano (da apprezzare esclusivamente per le successive scuse pubbliche, dopo non essere riuscito a reagire) e il successivo splendido tiro dalla distanza di Mouriño hanno fotografato una fase di gioco nella quale gli azzurri non sono riusciti a opporre la necessaria lucidità. Due reti ravvicinate, due colpi che hanno modificato l'inerzia dell'incontro e messo a nudo le difficoltà di una squadra ancora alla ricerca della propria continuità.

La difesa deve ritrovare certezze

Quando si incassano tre gol in una partita europea, non è sufficiente soffermarsi sulle responsabilità del singolo. Occorre analizzare il funzionamento collettivo, la capacità di accorciare gli spazi, la protezione offerta dal centrocampo e la reattività nelle situazioni di transizione. Il Napoli deve migliorare sotto questi aspetti, perché il talento individuale non può essere considerato una garanzia sufficiente contro avversari capaci di colpire con rapidità.

Rrahmani aveva trovato la rete del vantaggio, ma anche la sua marcatura offensiva non può cancellare le difficoltà complessive della retroguardia. Rafa Marin e Badiashile, chiamati a dare solidità al reparto, sono stati inseriti in un contesto nel quale ogni disattenzione ha finito per pesare. Non si tratta di cercare capri espiatori, bensì di pretendere una maggiore attenzione da parte di tutti, a cominciare dalla fase di non possesso.

Il Napoli ha bisogno di ritrovare compattezza, perché una squadra che ambisce a essere competitiva su più fronti non può permettersi di concedere agli avversari la possibilità di ribaltare con tanta facilità una situazione favorevole.

De Bruyne e Hojlund: la qualità va accompagnata dalla concretezza

La presenza di Kevin De Bruyne rappresenta un patrimonio tecnico importante per il Napoli, ma anche il belga deve essere messo nelle condizioni di incidere con continuità. La sua capacità di leggere il gioco, trovare linee di passaggio e inventare soluzioni può fare la differenza, a patto che la squadra riesca a garantirgli riferimenti e movimenti adeguati. In tal senso Lobotka garantisce più certezze, rispetto all'ondeggiante Gilmour. Da McTominay, poi, in fase di recupero dopo l'operazione, si attendono segnali diversi.

Lo stesso discorso riguarda Rasmus Hojlund. Il centravanti danese ha bisogno di palloni giocabili, sostegno e presenza attorno a sé. Non può essere lasciato isolato tra i difensori avversari, soprattutto quando il Napoli deve recuperare il risultato. La sua occasione conclusa sulla traversa nel corso della gara avrebbe potuto rappresentare un momento importante, ma in Champions League gli episodi vanno sfruttati con maggiore cinismo.

Anche Giovane e Politano, così come Neres e Lang, sono chiamati ad offrire un contributo più incisivo nella costruzione delle occasioni. La qualità offensiva non manca, ma deve tradursi in una produzione costante e in una maggiore capacità di mettere in difficoltà le difese avversarie. Contro il Villarreal il Napoli ha avuto la necessità di rincorrere, senza riuscire a trovare la soluzione per riaprire davvero la partita prima del colpo definitivo degli spagnoli. Non me la sento invece di soffermarmi su Lucca, che sta cercando di sbloccarsi dai propri limiti mentali e fisici, con l'auspicio che riesca a vincere la propria battaglia personale.

Allegri, il lavoro non può prescindere dagli equilibri

Massimiliano Allegri è chiamato adesso a trovare le risposte giuste, senza lasciarsi condizionare eccessivamente dall'esito negativo della trasferta spagnola. La vittoria per 3-0 contro il Frosinone aveva restituito entusiasmo, grazie anche alla doppietta di De Bruyne e alla rete di Lang, ma il passaggio dal campionato alla Champions League ha evidenziato quanto sia ancora necessario lavorare sulla continuità del rendimento e sulla stabilità di un undici che sappia portare a casa il risultato. Gli esperimenti, probabilmente, andavano fatti più col Venezia che a Vila-Real, anche se è facile dirlo dopo una sconfitta per 3-1.

Il tecnico azzurro dovrà interrogarsi sulla gestione dei momenti delicati, sull'organizzazione difensiva e sulla capacità della squadra di reagire alle difficoltà. Cambiare uomini o sistema di gioco può essere una soluzione, ma non rappresenta automaticamente la risposta a ogni problema. Prima di tutto occorre restituire certezze ai calciatori, affinché sappiano come comportarsi quando la partita assume una direzione sfavorevole.

Anche le sostituzioni e la capacità di incidere dalla panchina diventano aspetti determinanti. Il Napoli deve imparare a mantenere alta l'intensità, a leggere le esigenze dell'incontro e a trovare alternative quando le soluzioni iniziali non funzionano. In Europa, infatti, non basta avere una rosa di qualità: serve saperla utilizzare nel modo più efficace possibile.

Champions, adesso servono risposte

Dopo la sconfitta contro l'Arsenal, anche il passo falso contro il Villarreal complica il cammino europeo del Napoli. La classifica impone una reazione, ma sarebbe sbagliato trasformare questa battuta d'arresto in una sentenza definitiva sulle ambizioni della squadra. Il percorso è ancora lungo, sebbene il margine per commettere altri errori si sia inevitabilmente ridotto.

Il Napoli deve ripartire dalle cose semplici: maggiore attenzione nelle coperture, distanze più corte tra i reparti, più aggressività nei duelli e una gestione del pallone capace di ridurre i rischi inutili. Quando si passa in vantaggio, bisogna avere la maturità per proteggere il risultato; quando si va sotto, occorre mantenere lucidità e non perdere l'organizzazione.

La sconfitta di Vila-Real deve diventare un campanello d'allarme, non un alibi. Allegri ha il compito di trasformare la delusione in una presa di coscienza collettiva, mentre i calciatori sono chiamati a dimostrare sul campo di aver compreso la lezione, a partire dalla prossima trasferta a Venezia.

Il Napoli dispone di qualità, esperienza e individualità capaci di cambiare il volto di una partita. Ma queste risorse devono essere accompagnate da attenzione, equilibrio e spirito di sacrificio. In Champions League, ogni disattenzione presenta il conto e ogni occasione sprecata può diventare decisiva.

A Vila-Real gli azzurri hanno dimostrato di poter colpire, ma non di saper gestire la partita nei suoi momenti cruciali. È da questa contraddizione che bisogna ripartire. Perché il Napoli non può accontentarsi di giocare a tratti una buona partita: deve imparare ad essere squadra per novanta minuti. Solo così sarà possibile trasformare le qualità individuali in risultati concreti e tenere vive le ambizioni europee.

Antonio Petrazzuolo
 
Napoli Magazine
 
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