Calcio
INTER - Barella: "Voglio restare qui per sempre, vincere è un obbligo, ma ora sogno la Champions"
21.07.2026 19:38 di Napoli Magazine
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L'Inter è pronta a ripartire dopo la conquista dello scudetto e Nicolò Barella resta uno dei punti fermi del progetto nerazzurro. Alla vigilia della sua ottava stagione in maglia nerazzurra, guarda al futuro con un obiettivo preciso: continuare a vincere. A La Gazzetta dello Sport il centrocampista sardo parla del lavoro con Cristian Chivu, del ruolo sempre più centrale nello spogliatoio e del sogno di alzare la Champions League.

Tra i temi affrontati anche il futuro all'Inter, il percorso in Nazionale e la crescita dei tanti giovani che stanno trovando spazio in prima squadra. Barella non si nasconde e rilancia le ambizioni del club: "Vincere qui è un obbligo".

Il numero 23 nerazzurro ha raccontato le prime settimane di lavoro con Cristian Chivu, sottolineando il rapporto instaurato con l'allenatore dallo scorso anno: "Ci chiede di migliorarci ancora rispetto all'anno scorso. Vogliamo ripartire da dove avevamo finito, cercando di esprimere il nostro miglior calcio", ha spiegato Barella. L'ex difensore rumeno gli ha affidato anche maggiori responsabilità nello spogliatoio, soprattutto in assenza di Lautaro Martinez, di rientro dal Mondiale: "Mi ha chiesto di farmi sentire di più e di fare un po' il capitano. Fin dal primo giorno mi ha dato grande fiducia e mi ha trattato in maniera incredibile". A quasi trent'anni, Barella sente di essere entrato in una nuova fase della carriera: "Sto cercando di sviluppare un calcio diverso, più intelligente nella gestione delle energie. Non ho più 22 anni come quando sono arrivato all'Inter".

Il centrocampista ha poi dedicato parole importanti ai giovani nerazzurri e ai compagni più promettenti. Su Pio Esposito non ha dubbi: "Ha dimostrato di essere un giocatore forte e importante sia per l'Inter che per la Nazionale. Ha il gol nel sangue e noi dobbiamo proteggerlo, coccolarlo e aiutarlo a gestire le pressioni". Parole di stima anche per Aleksandar Stankovic: "È cresciuto tantissimo dopo l'esperienza all'estero. Era già un ragazzo maturo, oggi lo è ancora di più. Sono sicuro che ci darà una mano". Infine un pensiero anche per Sucic e Massolin: "Quando Petar tocca il pallone si vede che ha il calcio dentro. Massolin, invece, abbina una fisicità importante a un'ottima tecnica: qualità non facili da trovare insieme".

Tra gli obiettivi personali e di squadra ce n'è uno che continua a tornare nei pensieri di Barella: "Quando sento parlare di Champions penso subito a un sogno. L'abbiamo sfiorata due volte e non mi è mai andata giù. È un pensiero costante". Il centrocampista riconosce le difficoltà economiche rispetto ad altre big europee, ma ribadisce la forza del gruppo: "Noi dobbiamo sempre fare qualcosa in più rispetto a chi investe centinaia di milioni. Ci siamo arrivati vicini con il gioco, le idee e il sacrificio. Speriamo che la terza occasione sia quella giusta". Anche per il campionato il messaggio è chiaro: "Da quando sono arrivato all'Inter l'obiettivo è sempre stato vincere. Dopo aver conquistato campionato e Coppa Italia dobbiamo provare a ripeterci, senza smettere di alzare l'asticella".

Il desiderio è quello di legare definitivamente la propria carriera ai colori nerazzurri: "Sì, immagino di chiudere la carriera all'Inter. Poi dipenderà anche da quanto invecchierò velocemente...", scherza il centrocampista. Tra i sogni resta anche quello della Coppa del Mondo con l'Italia, dopo le delusioni delle ultime qualificazioni mancate: "Vorrei più di ogni altra cosa partecipare almeno una volta a un Mondiale. Ho iniziato il mio percorso in azzurro vincendo un Europeo, poi non ho giocato due Mondiali. È una sensazione che mi lascia incompleto e spero di poter vivere quella del 2030".

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INTER - Barella: "Voglio restare qui per sempre, vincere è un obbligo, ma ora sogno la Champions"

di Redazione

21/07/2026 - 19:38

L'Inter è pronta a ripartire dopo la conquista dello scudetto e Nicolò Barella resta uno dei punti fermi del progetto nerazzurro. Alla vigilia della sua ottava stagione in maglia nerazzurra, guarda al futuro con un obiettivo preciso: continuare a vincere. A La Gazzetta dello Sport il centrocampista sardo parla del lavoro con Cristian Chivu, del ruolo sempre più centrale nello spogliatoio e del sogno di alzare la Champions League.

Tra i temi affrontati anche il futuro all'Inter, il percorso in Nazionale e la crescita dei tanti giovani che stanno trovando spazio in prima squadra. Barella non si nasconde e rilancia le ambizioni del club: "Vincere qui è un obbligo".

Il numero 23 nerazzurro ha raccontato le prime settimane di lavoro con Cristian Chivu, sottolineando il rapporto instaurato con l'allenatore dallo scorso anno: "Ci chiede di migliorarci ancora rispetto all'anno scorso. Vogliamo ripartire da dove avevamo finito, cercando di esprimere il nostro miglior calcio", ha spiegato Barella. L'ex difensore rumeno gli ha affidato anche maggiori responsabilità nello spogliatoio, soprattutto in assenza di Lautaro Martinez, di rientro dal Mondiale: "Mi ha chiesto di farmi sentire di più e di fare un po' il capitano. Fin dal primo giorno mi ha dato grande fiducia e mi ha trattato in maniera incredibile". A quasi trent'anni, Barella sente di essere entrato in una nuova fase della carriera: "Sto cercando di sviluppare un calcio diverso, più intelligente nella gestione delle energie. Non ho più 22 anni come quando sono arrivato all'Inter".

Il centrocampista ha poi dedicato parole importanti ai giovani nerazzurri e ai compagni più promettenti. Su Pio Esposito non ha dubbi: "Ha dimostrato di essere un giocatore forte e importante sia per l'Inter che per la Nazionale. Ha il gol nel sangue e noi dobbiamo proteggerlo, coccolarlo e aiutarlo a gestire le pressioni". Parole di stima anche per Aleksandar Stankovic: "È cresciuto tantissimo dopo l'esperienza all'estero. Era già un ragazzo maturo, oggi lo è ancora di più. Sono sicuro che ci darà una mano". Infine un pensiero anche per Sucic e Massolin: "Quando Petar tocca il pallone si vede che ha il calcio dentro. Massolin, invece, abbina una fisicità importante a un'ottima tecnica: qualità non facili da trovare insieme".

Tra gli obiettivi personali e di squadra ce n'è uno che continua a tornare nei pensieri di Barella: "Quando sento parlare di Champions penso subito a un sogno. L'abbiamo sfiorata due volte e non mi è mai andata giù. È un pensiero costante". Il centrocampista riconosce le difficoltà economiche rispetto ad altre big europee, ma ribadisce la forza del gruppo: "Noi dobbiamo sempre fare qualcosa in più rispetto a chi investe centinaia di milioni. Ci siamo arrivati vicini con il gioco, le idee e il sacrificio. Speriamo che la terza occasione sia quella giusta". Anche per il campionato il messaggio è chiaro: "Da quando sono arrivato all'Inter l'obiettivo è sempre stato vincere. Dopo aver conquistato campionato e Coppa Italia dobbiamo provare a ripeterci, senza smettere di alzare l'asticella".

Il desiderio è quello di legare definitivamente la propria carriera ai colori nerazzurri: "Sì, immagino di chiudere la carriera all'Inter. Poi dipenderà anche da quanto invecchierò velocemente...", scherza il centrocampista. Tra i sogni resta anche quello della Coppa del Mondo con l'Italia, dopo le delusioni delle ultime qualificazioni mancate: "Vorrei più di ogni altra cosa partecipare almeno una volta a un Mondiale. Ho iniziato il mio percorso in azzurro vincendo un Europeo, poi non ho giocato due Mondiali. È una sensazione che mi lascia incompleto e spero di poter vivere quella del 2030".