Intervistato da Tuttosport, Alberico Evani, ex collaboratore tecnico di Roberto Mancini e ct delle Nazionali giovanili, ha parlato dell'Italia e di Gennaro Gattuso: "Mi sembra che sia entrato bene in empatia col gruppo. Quando c'è sintonia si riescono a superare tutti gli ostacoli".
Sulla partita, l'ex tecnico della Sampdoria ha precisato: "L’Italia deve fare la partita, ha le qualità per condurre ed essere padrona del gioco. Loro hanno giocatori importanti, ma il tempo passa: Dzeko sei anni fa era un altro giocatore, poi va temuto, per carità. Ma in quella squadra c’era anche Pjanic, altro grande talento. Se era più forte? Aveva più talento. A livello individuale, quella attuale mi sembra avere qualcosa in meno".
Infine un commento sull'esultanza di alcuni giocatori azzurri al passaggio del turno della Bosnia sul Galles: "Non solo per una questione ambientale, anche per il loro tipo di gioco, molto fisico e veloce. Può darsi ci fosse una piccola preferenza e, se uno spera anche in misura minima che vinca una squadra, poi ci sta che reagisca. Può capitare, non mi pare che abbia mancato di rispetto a nessuno. Del resto, credo che anche i bosniaci avrebbero voluto incontrare l’Irlanda del Nord al posto nostro".
di Redazione
29/03/2026 - 10:41
Intervistato da Tuttosport, Alberico Evani, ex collaboratore tecnico di Roberto Mancini e ct delle Nazionali giovanili, ha parlato dell'Italia e di Gennaro Gattuso: "Mi sembra che sia entrato bene in empatia col gruppo. Quando c'è sintonia si riescono a superare tutti gli ostacoli".
Sulla partita, l'ex tecnico della Sampdoria ha precisato: "L’Italia deve fare la partita, ha le qualità per condurre ed essere padrona del gioco. Loro hanno giocatori importanti, ma il tempo passa: Dzeko sei anni fa era un altro giocatore, poi va temuto, per carità. Ma in quella squadra c’era anche Pjanic, altro grande talento. Se era più forte? Aveva più talento. A livello individuale, quella attuale mi sembra avere qualcosa in meno".
Infine un commento sull'esultanza di alcuni giocatori azzurri al passaggio del turno della Bosnia sul Galles: "Non solo per una questione ambientale, anche per il loro tipo di gioco, molto fisico e veloce. Può darsi ci fosse una piccola preferenza e, se uno spera anche in misura minima che vinca una squadra, poi ci sta che reagisca. Può capitare, non mi pare che abbia mancato di rispetto a nessuno. Del resto, credo che anche i bosniaci avrebbero voluto incontrare l’Irlanda del Nord al posto nostro".