Calcio
L'ANALISI - Tacchinardi: "La mia critica è ai giocatori, non a Spalletti, non so perché Gatti non stia giocando, è uno di quelli in grado di trascinare"
14.10.2026 15:25 di Napoli Magazine
aA

Alessio Tacchinardi, allenatore di calcio ed ex calciatore, ha parlato al quotidiano Tuttosport del momento della Juve: "La mia critica è ai giocatori, non a Spalletti. Con rispetto: devono dare di più. E devono ripartire dagli ultimi venti minuti (della sfida al Cagliari, ndr), durante i quali hanno giocato con un veleno addosso diverso. Poi magari possiamo parlare della tattica. Cosa manca? Fame. A me pare che Spalletti ce l’abbia ancora, ma nei calciatori non vedo la ferocia. Kolo Muani? L’ho criticato perché tecnicamente ha fatto una brutta partita. Ma Randal non è una prima punta, e incastrarlo in questa Juventus, per come gioca, è di una difficoltà estrema. L’area, il francese, non la riempie mai. E se le difese sono schierate fa fatica ed è insofferente. Mentalità? La sensazione è che purtroppo siano in pochi ad avere quella mentalità lì. Il problema è che a pensare a come giocava la mia Juve, o magari quella dei nove scudetti, si può perdere il contesto reale. Siamo abituati tutti a quella roba lì, però negli anni si è perso parte dello spirito. Certo, qualcuno resiste, però gioca poco. Per esempio? Federico Gatti. A me dà la sensazione di rispecchiare il carattere juventino: è scorbutico, e in senso buono. È tosto e carica la gente. Carica pure i compagni. Non so perché non stia giocando, però mi sembra uno di quelli in grado di trascinare. Se sono pochi, che almeno vadano in campo. Cosa serve? C'è bisogno di un attaccante centrale: è determinante il modo in cui si chiude la manovra. Vedo Kolo Muani e si sbatte tantissimo: ha più personalità di David, lo capisci dalla voglia che ha di uscire da queste difficoltà. Un consiglio: sia più leggero, altrimenti sembra di rivedere Openda e David. Le loro maglie pesavano una tonnellata. Woltemade? Un calciatore sufficiente. Mi auguro si trasformi: non è una prima punta, è un’altra roba. Comunque, non si colpevolizzi Spalletti: è lui l’unico a poter apportare modifiche, a tracciare una nuova strada. Sperando sia quella giusta".

ULTIMISSIME CALCIO
TUTTE LE ULTIMISSIME
NOTIZIE SUCCESSIVE >>>
L'ANALISI - Tacchinardi: "La mia critica è ai giocatori, non a Spalletti, non so perché Gatti non stia giocando, è uno di quelli in grado di trascinare"

di Redazione

14/10/2026 - 15:25

Alessio Tacchinardi, allenatore di calcio ed ex calciatore, ha parlato al quotidiano Tuttosport del momento della Juve: "La mia critica è ai giocatori, non a Spalletti. Con rispetto: devono dare di più. E devono ripartire dagli ultimi venti minuti (della sfida al Cagliari, ndr), durante i quali hanno giocato con un veleno addosso diverso. Poi magari possiamo parlare della tattica. Cosa manca? Fame. A me pare che Spalletti ce l’abbia ancora, ma nei calciatori non vedo la ferocia. Kolo Muani? L’ho criticato perché tecnicamente ha fatto una brutta partita. Ma Randal non è una prima punta, e incastrarlo in questa Juventus, per come gioca, è di una difficoltà estrema. L’area, il francese, non la riempie mai. E se le difese sono schierate fa fatica ed è insofferente. Mentalità? La sensazione è che purtroppo siano in pochi ad avere quella mentalità lì. Il problema è che a pensare a come giocava la mia Juve, o magari quella dei nove scudetti, si può perdere il contesto reale. Siamo abituati tutti a quella roba lì, però negli anni si è perso parte dello spirito. Certo, qualcuno resiste, però gioca poco. Per esempio? Federico Gatti. A me dà la sensazione di rispecchiare il carattere juventino: è scorbutico, e in senso buono. È tosto e carica la gente. Carica pure i compagni. Non so perché non stia giocando, però mi sembra uno di quelli in grado di trascinare. Se sono pochi, che almeno vadano in campo. Cosa serve? C'è bisogno di un attaccante centrale: è determinante il modo in cui si chiude la manovra. Vedo Kolo Muani e si sbatte tantissimo: ha più personalità di David, lo capisci dalla voglia che ha di uscire da queste difficoltà. Un consiglio: sia più leggero, altrimenti sembra di rivedere Openda e David. Le loro maglie pesavano una tonnellata. Woltemade? Un calciatore sufficiente. Mi auguro si trasformi: non è una prima punta, è un’altra roba. Comunque, non si colpevolizzi Spalletti: è lui l’unico a poter apportare modifiche, a tracciare una nuova strada. Sperando sia quella giusta".