Napoli torna protagonista con una serata che mette al centro il territorio, la cultura gastronomica e la capacità di fare rete. Venerdì 13 febbraio 2026, nel cuore dei Quartieri Spagnoli, Quostro ha ospitato una nuova edizione di StarSupper, il format promosso da NAStartUp, trasformando una cena in un momento di confronto concreto tra imprenditori, professionisti e operatori del mondo food.
Non un evento mondano, ma un convivio pensato per mettere in dialogo tradizione e innovazione, con Napoli come punto di partenza e di ritorno. Attorno allo stesso tavolo si sono incontrate esperienze diverse – dall’artigianato alla ricerca, dal giornalismo all’agritech – accomunate dalla volontà di costruire nuove traiettorie per il territorio campano.
La serata ha rappresentato anche l’annuncio ufficiale della partnership tra Quostro e NAStartUp, un passaggio che rafforza l’idea di un ecosistema locale capace di crescere attraverso alleanze, contaminazioni e progettualità condivise.
Quostro: un progetto nato nei Quartieri Spagnoli
Quostro nasce nei Quartieri Spagnoli, all’interno di FOQUS, contesto simbolo della rinascita culturale e sociale della città. Il bistrot è stato fondato dallo chef Francesco Frascione, con esperienze internazionali tra Italia ed Europa, e da Mario Celotto, professionista dell’hospitality e del beverage.
Qui la cucina diventa strumento di attivazione culturale: stagionalità, materia prima campana e tecnica contemporanea si intrecciano in un racconto che valorizza produttori, artigiani e comunità locali.
Il menù: Napoli che evolve senza perdere le radici
Per StarSupper, il menù è stato concepito come un viaggio che parte dalle radici e ritorna a casa trasformato.
Welcome
Tre cotture, tre consistenze, tre ore di sonno
French fries & bollicine
Amuse-bouche – Le origini
Bruschetta in tre consistenze di pomodoro del Piennolo
(confit, semi-dry, polvere)
Starter – Tate Modern Tartelletta Kandinskij
Tartelletta al Parmigiano Reggiano, topinambur, zucca napoletana, tre carote in tre aceti
Primo piatto – Ogni mondo è paese
Risotto con crema di papaccelle, salsa di cipollotto DOP dell’Agro Nocerino bruciato, polvere di olive caiazzane, capperi fritti
Dessert – Tradizionalmente futuristico
Tarte au Citron
Un percorso che racconta come un’esperienza internazionale possa tornare a Napoli senza perdere identità, ma anzi rafforzandola.
Il pairing: Campania e visione contemporanea
Il pairing ha accompagnato il menu con un percorso liquido coerente con la filosofia di Quostro. Dalle bollicine del “Le bollicine… e tien ’ncap!” al calice di Falanghina DOC 2024 dell’Azienda Agricola Bellaria, fino allo Sparkling Tea Lyserød Rosé e ai classici reinterpretati come il Negroni “a modo mio” e il Moka-Martini, la proposta beverage ha unito territorio e contemporaneità.
Gli ospiti
Alla serata hanno partecipato imprenditori e professionisti campani come Andrea Cammarota (Sartoria Da Napoli), Massimo Morgante (startupper seriale), Daniela Senatore (Biancamore), Enzo Barlotti (Eccellenza Sud), Giuseppe Di Fiore (DigitalMens), Enzo Tucci (settore bancario), Carlo Licenziato (Filmitpro), Vittorio Stile (ricercatore) Adriano Giordano (designer e artista), Vincenzo Notaristefano (esperto di agritech), Monica Piscitelli (FoodExperience), Stefano Consiglio (Fondazione Con il Sud), Giovanna Moresco (Associazione Getta la Rete), Luigi Nardullo (CreazioneImpresaIt), Antonio Savarese (FoodMaker), Giancarlo Donadio (giornalista business), Christian Leperino (artista) e Paolo Nappi, commercialisti ed organizzatore di eventi.
Le dichiarazioni dei protagonisti
Francesco Frascione, chef e co-fondatore di Quostro:
«Siamo contenti di aver potuto esprimere la nostra concezione del cibo, che per noi di Quostro è cultura, storia e scienza. Dietro ogni piatto c’è un patrimonio fatto di passione, ricerca e tecniche che meritano di essere comprese e riscoperte. Siamo altrettanto soddisfatti di aver annunciato la nostra partnership con NAStartUp. In questo contesto abbiamo trovato persone pragmatiche e operative. Antonio Prigiobbo ha costruito negli anni un network reale, non di facciata, capace di ottimizzare tempi e decisioni. Mario ed io siamo sempre stati molto focalizzati sull’operatività quotidiana. Proprio per questo, nel tempo, abbiamo compreso quanto sia fondamentale affiancarsi ai partner giusti per completare la crescita di un’azienda: servono competenze diverse, figure complementari, un vero acceleratore di conoscenze che, fino a oggi, ci era mancato».
Mario Celotto, co-fondatore di Quostro:
«Siamo molto soddisfatti di questo evento, che ci ha dato l’opportunità di raccontare in modo autentico il nostro percorso e l’esperienza maturata nel tempo. È stato un momento di confronto reale, capace di mettere in relazione visioni diverse e di valorizzare il lavoro quotidiano che sta dietro ogni progetto. La relazione appena avviata con NAStartUp ci offre una finestra concreta e qualificata sul mondo dell’innovazione, che oggi – in un contesto in costante evoluzione – rappresenta una risorsa sempre più necessaria per chi fa impresa. Sentiamo l’esigenza di continuare a sperimentare, di aprirci a nuove formule e a nuove idee, evitando qualsiasi forma di stagnazione creativa e progettuale».
Antonio Prigiobbo, fondatore di NAStartUp:
«Questa cena è speciale per diversi motivi. È in momenti come questi che un network può davvero esprimere il proprio valore, confrontandosi in modo aperto e concreto su progetti belli, ambiziosi e capaci di guardare lontano. Occasioni come questa permettono di trasformare le relazioni in visione condivisa e di far emergere idee che hanno il potenziale per crescere nel tempo. È anche un momento significativo perché segna l’interesse di Mario Celotto e Francesco Frascione a diventare partner di NAStartUp, portando all’interno del network una cultura profonda dell’ospitalità e dell’enogastronomia. Un patrimonio di competenze che può generare valore non solo per Quostro, ma per tutto l’ecosistema. Crediamo che l’incontro tra mondi diversi – come quello dell’innovazione e quello del food – possa aprire nuove opportunità reciproche, in particolare nel campo del foodtech, dove tecnologia, cultura, sostenibilità e impresa sono chiamate sempre più a dialogare».
di Redazione
17/02/2026 - 15:30
Napoli torna protagonista con una serata che mette al centro il territorio, la cultura gastronomica e la capacità di fare rete. Venerdì 13 febbraio 2026, nel cuore dei Quartieri Spagnoli, Quostro ha ospitato una nuova edizione di StarSupper, il format promosso da NAStartUp, trasformando una cena in un momento di confronto concreto tra imprenditori, professionisti e operatori del mondo food.
Non un evento mondano, ma un convivio pensato per mettere in dialogo tradizione e innovazione, con Napoli come punto di partenza e di ritorno. Attorno allo stesso tavolo si sono incontrate esperienze diverse – dall’artigianato alla ricerca, dal giornalismo all’agritech – accomunate dalla volontà di costruire nuove traiettorie per il territorio campano.
La serata ha rappresentato anche l’annuncio ufficiale della partnership tra Quostro e NAStartUp, un passaggio che rafforza l’idea di un ecosistema locale capace di crescere attraverso alleanze, contaminazioni e progettualità condivise.
Quostro: un progetto nato nei Quartieri Spagnoli
Quostro nasce nei Quartieri Spagnoli, all’interno di FOQUS, contesto simbolo della rinascita culturale e sociale della città. Il bistrot è stato fondato dallo chef Francesco Frascione, con esperienze internazionali tra Italia ed Europa, e da Mario Celotto, professionista dell’hospitality e del beverage.
Qui la cucina diventa strumento di attivazione culturale: stagionalità, materia prima campana e tecnica contemporanea si intrecciano in un racconto che valorizza produttori, artigiani e comunità locali.
Il menù: Napoli che evolve senza perdere le radici
Per StarSupper, il menù è stato concepito come un viaggio che parte dalle radici e ritorna a casa trasformato.
Welcome
Tre cotture, tre consistenze, tre ore di sonno
French fries & bollicine
Amuse-bouche – Le origini
Bruschetta in tre consistenze di pomodoro del Piennolo
(confit, semi-dry, polvere)
Starter – Tate Modern Tartelletta Kandinskij
Tartelletta al Parmigiano Reggiano, topinambur, zucca napoletana, tre carote in tre aceti
Primo piatto – Ogni mondo è paese
Risotto con crema di papaccelle, salsa di cipollotto DOP dell’Agro Nocerino bruciato, polvere di olive caiazzane, capperi fritti
Dessert – Tradizionalmente futuristico
Tarte au Citron
Un percorso che racconta come un’esperienza internazionale possa tornare a Napoli senza perdere identità, ma anzi rafforzandola.
Il pairing: Campania e visione contemporanea
Il pairing ha accompagnato il menu con un percorso liquido coerente con la filosofia di Quostro. Dalle bollicine del “Le bollicine… e tien ’ncap!” al calice di Falanghina DOC 2024 dell’Azienda Agricola Bellaria, fino allo Sparkling Tea Lyserød Rosé e ai classici reinterpretati come il Negroni “a modo mio” e il Moka-Martini, la proposta beverage ha unito territorio e contemporaneità.
Gli ospiti
Alla serata hanno partecipato imprenditori e professionisti campani come Andrea Cammarota (Sartoria Da Napoli), Massimo Morgante (startupper seriale), Daniela Senatore (Biancamore), Enzo Barlotti (Eccellenza Sud), Giuseppe Di Fiore (DigitalMens), Enzo Tucci (settore bancario), Carlo Licenziato (Filmitpro), Vittorio Stile (ricercatore) Adriano Giordano (designer e artista), Vincenzo Notaristefano (esperto di agritech), Monica Piscitelli (FoodExperience), Stefano Consiglio (Fondazione Con il Sud), Giovanna Moresco (Associazione Getta la Rete), Luigi Nardullo (CreazioneImpresaIt), Antonio Savarese (FoodMaker), Giancarlo Donadio (giornalista business), Christian Leperino (artista) e Paolo Nappi, commercialisti ed organizzatore di eventi.
Le dichiarazioni dei protagonisti
Francesco Frascione, chef e co-fondatore di Quostro:
«Siamo contenti di aver potuto esprimere la nostra concezione del cibo, che per noi di Quostro è cultura, storia e scienza. Dietro ogni piatto c’è un patrimonio fatto di passione, ricerca e tecniche che meritano di essere comprese e riscoperte. Siamo altrettanto soddisfatti di aver annunciato la nostra partnership con NAStartUp. In questo contesto abbiamo trovato persone pragmatiche e operative. Antonio Prigiobbo ha costruito negli anni un network reale, non di facciata, capace di ottimizzare tempi e decisioni. Mario ed io siamo sempre stati molto focalizzati sull’operatività quotidiana. Proprio per questo, nel tempo, abbiamo compreso quanto sia fondamentale affiancarsi ai partner giusti per completare la crescita di un’azienda: servono competenze diverse, figure complementari, un vero acceleratore di conoscenze che, fino a oggi, ci era mancato».
Mario Celotto, co-fondatore di Quostro:
«Siamo molto soddisfatti di questo evento, che ci ha dato l’opportunità di raccontare in modo autentico il nostro percorso e l’esperienza maturata nel tempo. È stato un momento di confronto reale, capace di mettere in relazione visioni diverse e di valorizzare il lavoro quotidiano che sta dietro ogni progetto. La relazione appena avviata con NAStartUp ci offre una finestra concreta e qualificata sul mondo dell’innovazione, che oggi – in un contesto in costante evoluzione – rappresenta una risorsa sempre più necessaria per chi fa impresa. Sentiamo l’esigenza di continuare a sperimentare, di aprirci a nuove formule e a nuove idee, evitando qualsiasi forma di stagnazione creativa e progettuale».
Antonio Prigiobbo, fondatore di NAStartUp:
«Questa cena è speciale per diversi motivi. È in momenti come questi che un network può davvero esprimere il proprio valore, confrontandosi in modo aperto e concreto su progetti belli, ambiziosi e capaci di guardare lontano. Occasioni come questa permettono di trasformare le relazioni in visione condivisa e di far emergere idee che hanno il potenziale per crescere nel tempo. È anche un momento significativo perché segna l’interesse di Mario Celotto e Francesco Frascione a diventare partner di NAStartUp, portando all’interno del network una cultura profonda dell’ospitalità e dell’enogastronomia. Un patrimonio di competenze che può generare valore non solo per Quostro, ma per tutto l’ecosistema. Crediamo che l’incontro tra mondi diversi – come quello dell’innovazione e quello del food – possa aprire nuove opportunità reciproche, in particolare nel campo del foodtech, dove tecnologia, cultura, sostenibilità e impresa sono chiamate sempre più a dialogare».