Sabato 21 febbraio 2026, alle ore 19.00, nella Chiesa di Santa Caterina da Siena, a Napoli, la Fondazione Pietà de’ Turchini accoglie i Theresia Harmonie con il concerto “Opera senza parole”, appuntamento che si annuncia come una delle residenze artistiche più attese della stagione. Ensemble di riferimento per la prassi esecutiva storicamente informata, questa compagine d’élite, diretta da Lorenzo Coppola, riunisce i migliori strumentisti a fiato della Theresia Orchestra.
Opera senza parole onora la Harmoniemusik, ovvero la raffinata tradizione cameristica viennese per fiati, riproducendo l’eccellenza musicale dell’epoca e mostrando come un organico di otto strumenti possa unire l’energia teatrale dell’opera alla complessità della scrittura sinfonica.
L'Ensemble: I migliori talenti d’Europa
Pochi ensemble oggi riescono a restituire con tale precisione e brillantezza lo spirito della Harmoniemusik viennese come la Theresia Harmonie. Alla guida del gruppo c’è Lorenzo Coppola, clarinettista storico di fama internazionale e docente presso l’Escola Superior de Música de Catalunya, noto per la sua capacità di unire rigore tecnico e sensibilità interpretativa. La formazione è composta da Phyllis Breit e Amadeo Castille Vidonne agli oboi, Luigi Giannini e Carolina Guiducci ai clarinetti, Luis Tasso Athayde Santos e Carlos Bertão ai fagotti, e Giacomo Giromella e Sergio Notarangelo ai corni, che offrono un’interpretazione brillante, unendo precisione tecnica, dialogo musicale e piena autonomia esecutiva. La loro esibizione non è solo un concerto, ma il culmine di un lavoro analitico sul suono d’insieme e sull’equilibrio timbrico, come esito della loro prima residenza a Napoli, grazie all’accoglienza della Pietà de’ Turchini con cui condividono la partecipazione alla rete europea della musica antica REMA. Gli obiettivi raggiunti dal progetto Theresia hanno permesso di ricevere un cofinanziamento dalla Commissione Europea, accanto a istituzioni come la European Union Youth Orchestra (EUYO), l’orchestra sinfonica composta da giovani musicisti provenienti dai 27 Stati membri dell’Unione Europea.
La tradizione della Harmoniemusik
Diffusa in Austria e Germania tra Sette e Ottocento, la Harmoniemusik nasce dall’evoluzione delle bande militari e si afferma come raffinata formazione da camera per fiati, composta da coppie di oboi, clarinetti, corni e fagotti. L’organico conquista autonomia esecutiva grazie all’abilità dei musicisti, sviluppando un equilibrio timbrico e una chiarezza sonora che ne fanno uno strumento ideale per trascrivere opere, sinfonie e serenate. Grazie a questa versatilità, ogni esecuzione diventa un momento di dialogo musicale elegante e vivido, testimone del gusto raffinato delle corti e delle città viennesi.
Il Programma: L'architettura del fiato
Il programma esplora l’indipendenza espressiva dei fiati, connotando la Chiesa di Santa Caterina dell’aura di una corte viennese di fine Settecento. Saranno eseguite pagine di Franz Krommer, Wolfgang Amadeus Mozart e Ludwig van Beethoven, protagonisti indiscussi del linguaggio strumentale tra Sette e Ottocento. Il percorso si apre con la Partita op. 78 di Franz Krommer, emblema di una scrittura solida che esalta la brillantezza degli strumenti per poi addentrarsi nella teatralità pura con le trascrizioni d'epoca de Le Nozze di Figaro di Mozart. In questa rilettura del boemo Wendt, maestro dell'arrangiamento viennese e specializzato nel tradurre i capolavori teatrali per fiati, le linee vocali vengono ridistribuite con equilibrio tra oboi e clarinetti, restituendo il nitore e la vivacità dell’originale. La chiusura è affidata alla densità quasi orchestrale dell’Ottetto op. 103 di Beethoven, un'opera che già tradisce la futura forza sinfonica del compositore attraverso temi energici e una struttura di straordinaria compattezza.
PROGRAMMA
Franz Krommer (1759-1831) – Partita in Sib op. 78
Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791) – Le Nozze di Figaro,
arrangiamento di Johann Nepomuk Wendt: Ouverture e selezione di arie
Ludwig van Beethoven (1770-1827) – Ottetto in Mib maggiore op. 103
di Redazione
17/02/2026 - 14:43
Sabato 21 febbraio 2026, alle ore 19.00, nella Chiesa di Santa Caterina da Siena, a Napoli, la Fondazione Pietà de’ Turchini accoglie i Theresia Harmonie con il concerto “Opera senza parole”, appuntamento che si annuncia come una delle residenze artistiche più attese della stagione. Ensemble di riferimento per la prassi esecutiva storicamente informata, questa compagine d’élite, diretta da Lorenzo Coppola, riunisce i migliori strumentisti a fiato della Theresia Orchestra.
Opera senza parole onora la Harmoniemusik, ovvero la raffinata tradizione cameristica viennese per fiati, riproducendo l’eccellenza musicale dell’epoca e mostrando come un organico di otto strumenti possa unire l’energia teatrale dell’opera alla complessità della scrittura sinfonica.
L'Ensemble: I migliori talenti d’Europa
Pochi ensemble oggi riescono a restituire con tale precisione e brillantezza lo spirito della Harmoniemusik viennese come la Theresia Harmonie. Alla guida del gruppo c’è Lorenzo Coppola, clarinettista storico di fama internazionale e docente presso l’Escola Superior de Música de Catalunya, noto per la sua capacità di unire rigore tecnico e sensibilità interpretativa. La formazione è composta da Phyllis Breit e Amadeo Castille Vidonne agli oboi, Luigi Giannini e Carolina Guiducci ai clarinetti, Luis Tasso Athayde Santos e Carlos Bertão ai fagotti, e Giacomo Giromella e Sergio Notarangelo ai corni, che offrono un’interpretazione brillante, unendo precisione tecnica, dialogo musicale e piena autonomia esecutiva. La loro esibizione non è solo un concerto, ma il culmine di un lavoro analitico sul suono d’insieme e sull’equilibrio timbrico, come esito della loro prima residenza a Napoli, grazie all’accoglienza della Pietà de’ Turchini con cui condividono la partecipazione alla rete europea della musica antica REMA. Gli obiettivi raggiunti dal progetto Theresia hanno permesso di ricevere un cofinanziamento dalla Commissione Europea, accanto a istituzioni come la European Union Youth Orchestra (EUYO), l’orchestra sinfonica composta da giovani musicisti provenienti dai 27 Stati membri dell’Unione Europea.
La tradizione della Harmoniemusik
Diffusa in Austria e Germania tra Sette e Ottocento, la Harmoniemusik nasce dall’evoluzione delle bande militari e si afferma come raffinata formazione da camera per fiati, composta da coppie di oboi, clarinetti, corni e fagotti. L’organico conquista autonomia esecutiva grazie all’abilità dei musicisti, sviluppando un equilibrio timbrico e una chiarezza sonora che ne fanno uno strumento ideale per trascrivere opere, sinfonie e serenate. Grazie a questa versatilità, ogni esecuzione diventa un momento di dialogo musicale elegante e vivido, testimone del gusto raffinato delle corti e delle città viennesi.
Il Programma: L'architettura del fiato
Il programma esplora l’indipendenza espressiva dei fiati, connotando la Chiesa di Santa Caterina dell’aura di una corte viennese di fine Settecento. Saranno eseguite pagine di Franz Krommer, Wolfgang Amadeus Mozart e Ludwig van Beethoven, protagonisti indiscussi del linguaggio strumentale tra Sette e Ottocento. Il percorso si apre con la Partita op. 78 di Franz Krommer, emblema di una scrittura solida che esalta la brillantezza degli strumenti per poi addentrarsi nella teatralità pura con le trascrizioni d'epoca de Le Nozze di Figaro di Mozart. In questa rilettura del boemo Wendt, maestro dell'arrangiamento viennese e specializzato nel tradurre i capolavori teatrali per fiati, le linee vocali vengono ridistribuite con equilibrio tra oboi e clarinetti, restituendo il nitore e la vivacità dell’originale. La chiusura è affidata alla densità quasi orchestrale dell’Ottetto op. 103 di Beethoven, un'opera che già tradisce la futura forza sinfonica del compositore attraverso temi energici e una struttura di straordinaria compattezza.
PROGRAMMA
Franz Krommer (1759-1831) – Partita in Sib op. 78
Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791) – Le Nozze di Figaro,
arrangiamento di Johann Nepomuk Wendt: Ouverture e selezione di arie
Ludwig van Beethoven (1770-1827) – Ottetto in Mib maggiore op. 103