Sabato 28 febbraio, la Fondazione Pietà de’ Turchini e le Gallerie d’Italia – Napoli, museo di Intesa Sanpaolo, presentano alle ore 19.00, negli spazi museali di via Toledo 177, in prima assoluta, la nuova produzione affidata all’ensemble Talenti Vulcanici dal titolo Giulia. Principessa di Napoli. Il progetto è dedicato a Giulia de Caro, protagonista di una sezione della mostra Donne nella Napoli spagnola. Un altro Seicento, in programma alle Gallerie d’Italia – Napoli fino al 22 marzo 2026. Il concerto avrà altre tappe tra cui Stoccolma, Torino, Genova e Viterbo. Cantante prodigiosa, impresaria teatrale e prostituta d’alto bordo, Giulia de Caro fu una delle figure più scandalose della Napoli del Seicento. Il concerto restituisce, grazie alle cantate inedite del principe Giovanni Cicinelli composte per lei e una drammaturgia originale, il profilo umano e artistico di una donna fuori dal comune, la cui parabola è emblema di emancipazione e riscatto sociale attraverso la pratica della scena.
Gallerie d’Italia – Napoli e Fondazione Pietà de’ Turchini: un impegno condiviso
Il progetto – frutto della collaborazione tra le Gallerie d’Italia e la Fondazione Pietà de’ Turchini – si inserisce in un più ampio percorso espositivo che esplora il ruolo delle donne nelle arti del Seicento a Napoli, riportando alla luce figure storicamente marginalizzate. “Il sodalizio con le Gallerie si rafforza e rinnova grazie alla nostra capacità di dialogare con gli spazi e di ideare progetti che arricchiscono i percorsi culturali del Museo, valorizzando opere e storie cui dedicano mostre ed iniziative”, afferma Federica Castaldo, direttrice artistica della Fondazione. “L’obiettivo comune - aggiunge - è offrire al pubblico strumenti di approfondimento sul patrimonio musicale, storico e artistico della città, contribuendo in modo originale e innovativo alla sua valorizzazione e divulgazione”.
Un racconto in musica: drammaturgia, interpreti e costumi
Sul piano musicale, Giulia. Principessa di Napoli affida ai Talenti Vulcanici – ensemble diretto da Stefano Demicheli – la restituzione sonora di un universo espressivo complesso e stratificato. Le cantate intonate da Laura Zecchini, tra le vincitrici dell’ultima edizione del concorso di Canto Barocco “Francesco Provenzale”, la drammaturgia originale di Angela Di Maso e la voce narrante di Giuliana Carbone intrecciano racconto e musica in un percorso che ricostruisce il profilo umano e artistico della “Ciulla della Pignasecca”. La preziosa consulenza musicologica di Paologiovanni Maione e il lavoro filologico sulle partiture contribuiscono a restituire con precisione storica e forza teatrale una vicenda emblematica della Napoli barocca. Oggetto della coproduzione con il Mordente Maghini Young Festival, i costumi portano la firma di Progetto Exito, sartoria sociale nata in una comunità madre-bambino per la fragilità femminile, dove il lavoro diventa leva di autonomia e riscatto. Il progetto è promosso dalla Cooperativa Esserci, attiva dal 1986 in ambito educativo e socio-assistenziale con percorsi che intrecciano inclusione, cultura e inserimento lavorativo.
I brani in programma e la struttura musicale
Il percorso musicale e drammaturgico del concerto restituisce il ritratto sonoro di una diva capace di incarnare gli affetti, le tensioni e le contraddizioni del suo tempo. Le cantate per soprano e basso continuo di Cicinelli, rimaste finora manoscritte, sono qui presentate in una nuova trascrizione. Le musiche dialogano con una drammaturgia originale che intreccia fonti storiche e materiali musicali, accompagnando l’ascolto in un racconto che illumina il contesto culturale, teatrale e sociale in cui la figura di Giulia de Caro prese forma. Le quattro sezioni del concerto offrono un’esperienza narrativa completa ed evidenziano la complessità del personaggio. Tale ripartizione permette di porre l’attenzione su aspetti diversi della vita di Giulia: dalla sua formazione e affermazione come soprano, passando per le sue espressioni più intime e drammatiche, fino a una riflessione sul ruolo delle donne nell'arte e nella società del tempo. La quarta sezione, infine, celebra la maestria della cantante, consolidando il suo posto nella storia della musica di Scuola napoletana.
Tra marginalità e potere, la parabola teatrale di Giulia
Nata nell’affollata insula della Pignasecca il 13 luglio 1646, Giulia de Caro – nota alle cronache come Ciulla della Pignasecca – fu una delle figure più controverse e temerarie della Napoli vicereale. Cantante, attrice e impresaria teatrale, seppe costruire una traiettoria di ascesa sociale fondata sulla piena consapevolezza dei propri mezzi, trasformando la voce, il corpo e la scena in strumenti di affermazione personale. Definita senza ambiguità dalle fonti coeve come «comediante cantarinola armonica, puttana», Giulia percorse con determinazione un confine instabile tra marginalità e potere, conquistando un ruolo inedito nel sistema teatrale cittadino. Dopo un periodo di formazione e attività tra Napoli e Roma, rientrò nella capitale del Regno alla fine degli anni Sessanta del Seicento, imponendosi rapidamente come protagonista sulle scene del Teatro di San Bartolomeo, fino ad assumerne la direzione tra il 1673 e il 1675: un incarico rarissimo per una donna. Protetta e sostenuta da un influente entourage aristocratico, fu al centro di scandali, cronache feroci e violenti attacchi misogini, ma anche di un’intensa produzione musicale che ne riflette il carisma artistico, come attestano le cantate a lei dedicate dal principe Giovanni Cicinelli. Dopo il matrimonio, nel 1676, Giulia si ritirò progressivamente dalla vita pubblica, morendo nel 1697 a Capodimonte, ricca e ormai lontana dai clamori che avevano accompagnato la sua parabola.
La mostra: donne e cultura nella Napoli spagnola
Il concerto si inserisce all’interno della mostra Donne nella Napoli spagnola. Un altro Seicento, a cura di Antonio Ernesto Denunzio, Raffaella Morselli, Giuseppe Porzio ed Eve Straussman- Pflanzer. L’esposizione, in programma alle Gallerie d’Italia – Napoli dal 20 novembre 2025 al 22 marzo 2026, realizzata con il patrocinio dell’Ambasciata di Spagna in Italia, del Comune di Napoli e la partecipazione dell’Università di Napoli L’Orientale, presenta sessantanove opere tra dipinti, disegni, manoscritti, sculture e manifatture provenienti da importanti musei italiani e internazionali. Il percorso della mostra si concentra sul contributo femminile alla cultura artistica napoletana del Seicento, dai soggiorni di artiste forestiere come Lavinia Fontana e Fede Galizia, alla presenza di Artemisia Gentileschi e Giovanna Garzoni, fino a figure locali come Diana Di Rosa, Andreana Basile e Giulia de Caro. La sezione dedicata a quest’ultima dialoga con l’universo musicale e teatrale che il concerto porta in scena, creando un filo diretto tra arte visiva, storia e musica. Il catalogo della mostra è realizzato da Società Editrice Allemandi.

di Redazione
23/02/2026 - 13:12
Sabato 28 febbraio, la Fondazione Pietà de’ Turchini e le Gallerie d’Italia – Napoli, museo di Intesa Sanpaolo, presentano alle ore 19.00, negli spazi museali di via Toledo 177, in prima assoluta, la nuova produzione affidata all’ensemble Talenti Vulcanici dal titolo Giulia. Principessa di Napoli. Il progetto è dedicato a Giulia de Caro, protagonista di una sezione della mostra Donne nella Napoli spagnola. Un altro Seicento, in programma alle Gallerie d’Italia – Napoli fino al 22 marzo 2026. Il concerto avrà altre tappe tra cui Stoccolma, Torino, Genova e Viterbo. Cantante prodigiosa, impresaria teatrale e prostituta d’alto bordo, Giulia de Caro fu una delle figure più scandalose della Napoli del Seicento. Il concerto restituisce, grazie alle cantate inedite del principe Giovanni Cicinelli composte per lei e una drammaturgia originale, il profilo umano e artistico di una donna fuori dal comune, la cui parabola è emblema di emancipazione e riscatto sociale attraverso la pratica della scena.
Gallerie d’Italia – Napoli e Fondazione Pietà de’ Turchini: un impegno condiviso
Il progetto – frutto della collaborazione tra le Gallerie d’Italia e la Fondazione Pietà de’ Turchini – si inserisce in un più ampio percorso espositivo che esplora il ruolo delle donne nelle arti del Seicento a Napoli, riportando alla luce figure storicamente marginalizzate. “Il sodalizio con le Gallerie si rafforza e rinnova grazie alla nostra capacità di dialogare con gli spazi e di ideare progetti che arricchiscono i percorsi culturali del Museo, valorizzando opere e storie cui dedicano mostre ed iniziative”, afferma Federica Castaldo, direttrice artistica della Fondazione. “L’obiettivo comune - aggiunge - è offrire al pubblico strumenti di approfondimento sul patrimonio musicale, storico e artistico della città, contribuendo in modo originale e innovativo alla sua valorizzazione e divulgazione”.
Un racconto in musica: drammaturgia, interpreti e costumi
Sul piano musicale, Giulia. Principessa di Napoli affida ai Talenti Vulcanici – ensemble diretto da Stefano Demicheli – la restituzione sonora di un universo espressivo complesso e stratificato. Le cantate intonate da Laura Zecchini, tra le vincitrici dell’ultima edizione del concorso di Canto Barocco “Francesco Provenzale”, la drammaturgia originale di Angela Di Maso e la voce narrante di Giuliana Carbone intrecciano racconto e musica in un percorso che ricostruisce il profilo umano e artistico della “Ciulla della Pignasecca”. La preziosa consulenza musicologica di Paologiovanni Maione e il lavoro filologico sulle partiture contribuiscono a restituire con precisione storica e forza teatrale una vicenda emblematica della Napoli barocca. Oggetto della coproduzione con il Mordente Maghini Young Festival, i costumi portano la firma di Progetto Exito, sartoria sociale nata in una comunità madre-bambino per la fragilità femminile, dove il lavoro diventa leva di autonomia e riscatto. Il progetto è promosso dalla Cooperativa Esserci, attiva dal 1986 in ambito educativo e socio-assistenziale con percorsi che intrecciano inclusione, cultura e inserimento lavorativo.
I brani in programma e la struttura musicale
Il percorso musicale e drammaturgico del concerto restituisce il ritratto sonoro di una diva capace di incarnare gli affetti, le tensioni e le contraddizioni del suo tempo. Le cantate per soprano e basso continuo di Cicinelli, rimaste finora manoscritte, sono qui presentate in una nuova trascrizione. Le musiche dialogano con una drammaturgia originale che intreccia fonti storiche e materiali musicali, accompagnando l’ascolto in un racconto che illumina il contesto culturale, teatrale e sociale in cui la figura di Giulia de Caro prese forma. Le quattro sezioni del concerto offrono un’esperienza narrativa completa ed evidenziano la complessità del personaggio. Tale ripartizione permette di porre l’attenzione su aspetti diversi della vita di Giulia: dalla sua formazione e affermazione come soprano, passando per le sue espressioni più intime e drammatiche, fino a una riflessione sul ruolo delle donne nell'arte e nella società del tempo. La quarta sezione, infine, celebra la maestria della cantante, consolidando il suo posto nella storia della musica di Scuola napoletana.
Tra marginalità e potere, la parabola teatrale di Giulia
Nata nell’affollata insula della Pignasecca il 13 luglio 1646, Giulia de Caro – nota alle cronache come Ciulla della Pignasecca – fu una delle figure più controverse e temerarie della Napoli vicereale. Cantante, attrice e impresaria teatrale, seppe costruire una traiettoria di ascesa sociale fondata sulla piena consapevolezza dei propri mezzi, trasformando la voce, il corpo e la scena in strumenti di affermazione personale. Definita senza ambiguità dalle fonti coeve come «comediante cantarinola armonica, puttana», Giulia percorse con determinazione un confine instabile tra marginalità e potere, conquistando un ruolo inedito nel sistema teatrale cittadino. Dopo un periodo di formazione e attività tra Napoli e Roma, rientrò nella capitale del Regno alla fine degli anni Sessanta del Seicento, imponendosi rapidamente come protagonista sulle scene del Teatro di San Bartolomeo, fino ad assumerne la direzione tra il 1673 e il 1675: un incarico rarissimo per una donna. Protetta e sostenuta da un influente entourage aristocratico, fu al centro di scandali, cronache feroci e violenti attacchi misogini, ma anche di un’intensa produzione musicale che ne riflette il carisma artistico, come attestano le cantate a lei dedicate dal principe Giovanni Cicinelli. Dopo il matrimonio, nel 1676, Giulia si ritirò progressivamente dalla vita pubblica, morendo nel 1697 a Capodimonte, ricca e ormai lontana dai clamori che avevano accompagnato la sua parabola.
La mostra: donne e cultura nella Napoli spagnola
Il concerto si inserisce all’interno della mostra Donne nella Napoli spagnola. Un altro Seicento, a cura di Antonio Ernesto Denunzio, Raffaella Morselli, Giuseppe Porzio ed Eve Straussman- Pflanzer. L’esposizione, in programma alle Gallerie d’Italia – Napoli dal 20 novembre 2025 al 22 marzo 2026, realizzata con il patrocinio dell’Ambasciata di Spagna in Italia, del Comune di Napoli e la partecipazione dell’Università di Napoli L’Orientale, presenta sessantanove opere tra dipinti, disegni, manoscritti, sculture e manifatture provenienti da importanti musei italiani e internazionali. Il percorso della mostra si concentra sul contributo femminile alla cultura artistica napoletana del Seicento, dai soggiorni di artiste forestiere come Lavinia Fontana e Fede Galizia, alla presenza di Artemisia Gentileschi e Giovanna Garzoni, fino a figure locali come Diana Di Rosa, Andreana Basile e Giulia de Caro. La sezione dedicata a quest’ultima dialoga con l’universo musicale e teatrale che il concerto porta in scena, creando un filo diretto tra arte visiva, storia e musica. Il catalogo della mostra è realizzato da Società Editrice Allemandi.
