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IL DOLORE - Biagio Antonacci: "Mio padre? Io mi sono ritrovato a cantare tre giorni dopo il funerale"
11.05.2026 15:24 di Napoli Magazine
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Il cantante Biagio Antonacci ha parlato dei genitori ai microfoni di Domenica In: "Mamma è stata il punto di riferimento della mia vita, è una donna moderna, mi seguiva in tournée anche con papà. Mi sentivo protetto da loro sul palco: tutte le paranoie che si crea un artista finiscono, perché sai che lì c’è qualcuno pronto a difenderti, sai che salterebbero sul palco per te. Lui era sempre lì che osservava, mi controllava. Lui se n’è andato nel 2014, è mancato una settimana prima del mio concerto a Bari, nello stadio della sua città. Aveva organizzato una festa con tutti gli zii rimasti, l’albergo, gli aerei per tutti. Poi si è ammalato ed è morto abbastanza in fretta e io mi sono ritrovato a cantare tre giorni dopo il funerale. Questa è una cosa che mi ha fatto capire la potenza che ha la vita, e anche la morte, perché trasferisce un onore, i desideri. Se hai quel coraggio, quella forza di fare un concerto davanti a 30.000 persone con il magone, vuol dire che c’è qualcosa di superiore lassù".

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IL DOLORE - Biagio Antonacci: "Mio padre? Io mi sono ritrovato a cantare tre giorni dopo il funerale"

di Redazione

11/05/2026 - 15:24

Il cantante Biagio Antonacci ha parlato dei genitori ai microfoni di Domenica In: "Mamma è stata il punto di riferimento della mia vita, è una donna moderna, mi seguiva in tournée anche con papà. Mi sentivo protetto da loro sul palco: tutte le paranoie che si crea un artista finiscono, perché sai che lì c’è qualcuno pronto a difenderti, sai che salterebbero sul palco per te. Lui era sempre lì che osservava, mi controllava. Lui se n’è andato nel 2014, è mancato una settimana prima del mio concerto a Bari, nello stadio della sua città. Aveva organizzato una festa con tutti gli zii rimasti, l’albergo, gli aerei per tutti. Poi si è ammalato ed è morto abbastanza in fretta e io mi sono ritrovato a cantare tre giorni dopo il funerale. Questa è una cosa che mi ha fatto capire la potenza che ha la vita, e anche la morte, perché trasferisce un onore, i desideri. Se hai quel coraggio, quella forza di fare un concerto davanti a 30.000 persone con il magone, vuol dire che c’è qualcosa di superiore lassù".