Una giornata di riflessione e teatro per interrogarsi su uno dei fenomeni più complessi e attuali della contemporaneità: la solitudine nelle sue molteplici forme.
Il 21 maggio 2026 Sala Assoli Moscato ospita “Assenze e Mutamenti – Le nuove solitudini”, un progetto a cura di Adolfo Ferraro che unisce approfondimento teorico e rappresentazione scenica, offrendo uno sguardo articolato sulle trasformazioni dei rapporti umani negli ultimi decenni.
In una società in cui il senso di collettività sembra progressivamente dissolversi, tra progresso tecnologico, allarmi sociali e fragilità diffuse, emergono nuove forme di isolamento. La solitudine, oggi più che mai, si rivela una condizione plurale: può essere sofferenza o rifugio, malattia o cura, chiusura o possibilità di riconnessione autentica con sé e con gli altri.
La giornata si apre alle ore 10.00 con il convegno “Diario dei mutamenti / Diario delle assenze” (ore 10.00 – 13.00), momento di confronto e analisi che vedrà la partecipazione di Pino Ferraro, Luciana Cappabianca, Umberto Serra (online), Carlo Falcone e Luca Trapanese (online). Un’occasione per indagare le trasformazioni delle strutture relazionali contemporanee e il loro impatto sulle vite individuali e sulle espressioni artistiche degli ultimi trent’anni, dalla letteratura al teatro, dalla musica alle arti visive.
La riflessione prosegue in serata, alle ore 20.30, con lo spettacolo Sono viva per miracolo, scritto e diretto da Adolfo Ferraro, con Antonella Morea.
La pièce racconta la storia di Marina, una donna di mezza età che vive sola in una monocamera, circondata da presenze artificiali e relazioni surrogate: un uccellino in gabbia e un assistente vocale, Lello, con cui intrattiene un rapporto sempre più intimo e totalizzante. Segnata da un passato di fragilità psicologica e da una vita vissuta ai margini delle relazioni umane, Marina trova in Lello un interlocutore capace di comprendere e soddisfare ogni suo bisogno.
Ma quando il sistema comincia a mostrare anomalie e il fragile equilibrio si incrina, la solitudine della protagonista si rivela in tutta la sua drammaticità. In un finale sospeso tra realtà e allucinazione, la tecnologia si trasforma in presenza inquietante, mettendo in discussione il senso stesso dell’amore, della dipendenza e dell’esistenza.
Con le luci e il suono di Vincenzo Grieco e la voce di Lello interpretata da Renato De Rienzo, lo spettacolo, prodotto da Casa del Contemporaneo e della durata di 50 minuti, rappresenta un intenso affondo teatrale sui rischi dell’isolamento e sulla sostituzione dei rapporti umani con quelli artificiali.
“Assenze e Mutamenti” si configura così come un percorso unitario che intreccia pensiero e scena, invitando il pubblico a riflettere su cosa significhi oggi essere soli e su quali nuove forme di relazione siano ancora possibili.
Il convegno sarà a ingresso libero fino a esaurimento posti.
di Redazione
14/05/2026 - 15:25
Una giornata di riflessione e teatro per interrogarsi su uno dei fenomeni più complessi e attuali della contemporaneità: la solitudine nelle sue molteplici forme.
Il 21 maggio 2026 Sala Assoli Moscato ospita “Assenze e Mutamenti – Le nuove solitudini”, un progetto a cura di Adolfo Ferraro che unisce approfondimento teorico e rappresentazione scenica, offrendo uno sguardo articolato sulle trasformazioni dei rapporti umani negli ultimi decenni.
In una società in cui il senso di collettività sembra progressivamente dissolversi, tra progresso tecnologico, allarmi sociali e fragilità diffuse, emergono nuove forme di isolamento. La solitudine, oggi più che mai, si rivela una condizione plurale: può essere sofferenza o rifugio, malattia o cura, chiusura o possibilità di riconnessione autentica con sé e con gli altri.
La giornata si apre alle ore 10.00 con il convegno “Diario dei mutamenti / Diario delle assenze” (ore 10.00 – 13.00), momento di confronto e analisi che vedrà la partecipazione di Pino Ferraro, Luciana Cappabianca, Umberto Serra (online), Carlo Falcone e Luca Trapanese (online). Un’occasione per indagare le trasformazioni delle strutture relazionali contemporanee e il loro impatto sulle vite individuali e sulle espressioni artistiche degli ultimi trent’anni, dalla letteratura al teatro, dalla musica alle arti visive.
La riflessione prosegue in serata, alle ore 20.30, con lo spettacolo Sono viva per miracolo, scritto e diretto da Adolfo Ferraro, con Antonella Morea.
La pièce racconta la storia di Marina, una donna di mezza età che vive sola in una monocamera, circondata da presenze artificiali e relazioni surrogate: un uccellino in gabbia e un assistente vocale, Lello, con cui intrattiene un rapporto sempre più intimo e totalizzante. Segnata da un passato di fragilità psicologica e da una vita vissuta ai margini delle relazioni umane, Marina trova in Lello un interlocutore capace di comprendere e soddisfare ogni suo bisogno.
Ma quando il sistema comincia a mostrare anomalie e il fragile equilibrio si incrina, la solitudine della protagonista si rivela in tutta la sua drammaticità. In un finale sospeso tra realtà e allucinazione, la tecnologia si trasforma in presenza inquietante, mettendo in discussione il senso stesso dell’amore, della dipendenza e dell’esistenza.
Con le luci e il suono di Vincenzo Grieco e la voce di Lello interpretata da Renato De Rienzo, lo spettacolo, prodotto da Casa del Contemporaneo e della durata di 50 minuti, rappresenta un intenso affondo teatrale sui rischi dell’isolamento e sulla sostituzione dei rapporti umani con quelli artificiali.
“Assenze e Mutamenti” si configura così come un percorso unitario che intreccia pensiero e scena, invitando il pubblico a riflettere su cosa significhi oggi essere soli e su quali nuove forme di relazione siano ancora possibili.
Il convegno sarà a ingresso libero fino a esaurimento posti.