Cultura & Gossip
SPETTACOLI - "Fotografia di una donna" al Teatro Ivelise di Roma
05.11.2026 17:14 di Napoli Magazine
aA

FOTOGRAFIA DI UNA DONNA DI MASSIMO STINCO

UNA CONFESSIONE TEATRALE 

TRA MEMORIA, IDENTITÀ E FERITE DELL’ANIMA 

Il 6 e 7 novembre al Teatro Ivelise di Roma, a due passi dal Colosseo, Massimo Stinco porta in scena una storia profondamente personale che si trasforma in un viaggio nella memoria, nel dolore e nel difficile rapporto tra madre e figlio. Tutto comincia con una fotografia in bianco e nero, scattata nel 1951. Un’immagine ritrovata quasi per caso, il ritratto di una donna di trent’anni: sua madre. Da quello scatto prende forma un’indagine intima e dolorosa, un dialogo con il passato in cui i ricordi riaffiorano, le ferite tornano a parlare e il confine tra ciò che è stato e ciò che continua a vivere dentro di noi si fa sempre più sottile. Con Fotografia di una donna, Massimo Stinco trasforma la propria esperienza di vita in una confessione teatrale intensa e sincera, dando voce a un legame complesso, segnato dalla sofferenza, dalla fragilità psicologica e da un’infanzia che ha lasciato tracce profonde. Un racconto che, pur affondando le radici in una vicenda autobiografica, aspira a superare i confini della dimensione individuale per incontrare le esperienze, le paure e le emozioni di chiunque abbia conosciuto il peso dei legami familiari e la difficoltà di trovare la propria strada. Attraverso il ricordo, Massimo Stinco ripercorre le tappe di un rapporto madre-figlio complesso e doloroso, segnato da fragilità psicologiche, paure e ferite che continuano a influenzare il presente. La fotografia diventa così il punto di partenza di un viaggio nella memoria e nella ricerca della propria identità. Il palcoscenico diventa uno spazio di espressione e confronto, in cui una vicenda profondamente personale si apre a interrogativi universali sul peso dei legami familiari, sul dolore e sulla possibilità di riconciliarsi con la propria storia. Con Fotografia di una donna, il pubblico è invitato a guardare oltre un'immagine e a interrogarsi sulle tracce che le persone amate lasciano dentro di noi. Perché raccontare la propria storia può essere anche un modo per scoprire che, in fondo, non siamo soli.

MASSIMO STINCO

Massimo Stinco è un regista, autore, attore e insegnante fiorentino. Ha iniziato la sua carriera teatrale nel 1978, studiando recitazione a Firenze. Dal 1988 al 1999 ha insegnato e diplomato numerosi allievi, alcuni dei quali oggi sono attori professionisti. Dal 1991 si dedica alla regia e alla scrittura, creando e dirigendo oltre un centinaio di spettacoli in Italia e all’estero. Dal 2008, il suo teatro è noto come “omoteatro” e affronta tematiche gay e storie “scomode” e vere. I suoi spettacoli sono spesso drammatici e forti, con scene di nudo, ma mai gratuiti o volgari. Stinco lavora principalmente con attori uomini e giovani, mettendo in scena il “non detto” e le difficoltà dei giovani. Ha rappresentato i suoi spettacoli in varie città italiane e all’estero, tra cui Francia, Inghilterra, Scozia, Germania, Paesi Bassi, Stati Uniti e Estonia. Ha girato quattro cortometraggi a tematica omosessuale e dirige una compagnia comica amatoriale a Firenze. Stinco ha collaborato con attori come Eva Robins, Vladimir Luxuria, Barbara Enrichi, Rossella Falk e Valentina Cortese.

ULTIMISSIME CULTURA & GOSSIP
TUTTE LE ULTIMISSIME
NOTIZIE SUCCESSIVE >>>
SPETTACOLI - "Fotografia di una donna" al Teatro Ivelise di Roma

di Redazione

05/11/2026 - 17:14

FOTOGRAFIA DI UNA DONNA DI MASSIMO STINCO

UNA CONFESSIONE TEATRALE 

TRA MEMORIA, IDENTITÀ E FERITE DELL’ANIMA 

Il 6 e 7 novembre al Teatro Ivelise di Roma, a due passi dal Colosseo, Massimo Stinco porta in scena una storia profondamente personale che si trasforma in un viaggio nella memoria, nel dolore e nel difficile rapporto tra madre e figlio. Tutto comincia con una fotografia in bianco e nero, scattata nel 1951. Un’immagine ritrovata quasi per caso, il ritratto di una donna di trent’anni: sua madre. Da quello scatto prende forma un’indagine intima e dolorosa, un dialogo con il passato in cui i ricordi riaffiorano, le ferite tornano a parlare e il confine tra ciò che è stato e ciò che continua a vivere dentro di noi si fa sempre più sottile. Con Fotografia di una donna, Massimo Stinco trasforma la propria esperienza di vita in una confessione teatrale intensa e sincera, dando voce a un legame complesso, segnato dalla sofferenza, dalla fragilità psicologica e da un’infanzia che ha lasciato tracce profonde. Un racconto che, pur affondando le radici in una vicenda autobiografica, aspira a superare i confini della dimensione individuale per incontrare le esperienze, le paure e le emozioni di chiunque abbia conosciuto il peso dei legami familiari e la difficoltà di trovare la propria strada. Attraverso il ricordo, Massimo Stinco ripercorre le tappe di un rapporto madre-figlio complesso e doloroso, segnato da fragilità psicologiche, paure e ferite che continuano a influenzare il presente. La fotografia diventa così il punto di partenza di un viaggio nella memoria e nella ricerca della propria identità. Il palcoscenico diventa uno spazio di espressione e confronto, in cui una vicenda profondamente personale si apre a interrogativi universali sul peso dei legami familiari, sul dolore e sulla possibilità di riconciliarsi con la propria storia. Con Fotografia di una donna, il pubblico è invitato a guardare oltre un'immagine e a interrogarsi sulle tracce che le persone amate lasciano dentro di noi. Perché raccontare la propria storia può essere anche un modo per scoprire che, in fondo, non siamo soli.

MASSIMO STINCO

Massimo Stinco è un regista, autore, attore e insegnante fiorentino. Ha iniziato la sua carriera teatrale nel 1978, studiando recitazione a Firenze. Dal 1988 al 1999 ha insegnato e diplomato numerosi allievi, alcuni dei quali oggi sono attori professionisti. Dal 1991 si dedica alla regia e alla scrittura, creando e dirigendo oltre un centinaio di spettacoli in Italia e all’estero. Dal 2008, il suo teatro è noto come “omoteatro” e affronta tematiche gay e storie “scomode” e vere. I suoi spettacoli sono spesso drammatici e forti, con scene di nudo, ma mai gratuiti o volgari. Stinco lavora principalmente con attori uomini e giovani, mettendo in scena il “non detto” e le difficoltà dei giovani. Ha rappresentato i suoi spettacoli in varie città italiane e all’estero, tra cui Francia, Inghilterra, Scozia, Germania, Paesi Bassi, Stati Uniti e Estonia. Ha girato quattro cortometraggi a tematica omosessuale e dirige una compagnia comica amatoriale a Firenze. Stinco ha collaborato con attori come Eva Robins, Vladimir Luxuria, Barbara Enrichi, Rossella Falk e Valentina Cortese.