Silvio Baldini, c.t. ad interim dell'Italia, ha parlato in conferenza stampa dall'Aula Magna del Centro Tecnico Federale.
Il motivo di queste convocazioni? Ha speranze di essere confermato?
"Credo che per allenare la Nazionale Italiana ci voglia un certo curriculum. E io questo curriculum non ce l'ho. Oggi la maggior parte dei tifosi fa il tifo perché vede un cambiamento, ma io non faccio il pavone. Per arrivare sulla panchina della Nazionale serve un curriculum. Io ho la possibilità di fare l'Europeo Under 21 e magari vincerlo, le Olimpiadi e magari vincerle. A quel punto avrei speranza. Io credo nel merito, non nei colpi di fortuna. Io oggi sono qua perché Gattuso si è dimesso, non l'avesse fatto non ci sarei. Io ho rispetto di tutto e tutti, ogni volta che sono stata coinvolto nelle discussioni ho sempre sentito affetto. A volte vedo squadre di Serie A che mettono in panchina i tecnici della Primavera... Non lo condivido, l'approfittare delle disgrazie per entrare in gioco. Farò queste due partite che spero siano di aiuto, chi arriverà deve sapere anche quale è il lavoro dell'Under 21. Ho convocato il mio gruppo e due giocatori di livello come Donnarumma e Pio Esposito perché anche in funzione delle Olimpiadi vedo la possibilità di avere questi giocatori. Loro due rientrano in questa possibilità".
Qualcuno l'ha contattata? Che messaggio ha mandato?
"Mi ha contattato solo Donnarumma dandomi disponibilità e a me non è parso il vero. Il messaggio è chiaro: il calcio italiano vuole vedere un cambiamento e più di così cosa si poteva fare... Sono convintissimo che i ragazzi faranno benissimo, abbiamo visto con l'Under 21 che il gruppo è coeso e ha ampi margini di miglioramento. In più c'è l'aggiunta di due grandi giocatori come Donnarumma e Pio Esposito".
Deluso dalla chiamata del solo Donnarumma?
"No, penso che la ferita sia ancora troppo grande dopo la Bosnia. Anche se mi avessero chiamato avrei circoscritto le convocazioni a questi due anche nell''ottica del mio lavoro futuro. A volte è meglio starsene a riposo e non partecipare".
La sua spiegazione sul momento del calcio italiano?
"La mia è semplice: il calcio italiano è in mano a dei dirigenti che pensano ai propri interessi e non alla crescita del gioco del calcio. Si punta a fare mercato con giocatori anziani e non coi giovani perché questo aiuta a fare i propri interessi. Non mi devo nascondere, sono cose che ho sempre detto. Alcune persone le chiamo 'lestofanti', e spesso questi hanno in mano le redini di questo gioco. Finché non ci saranno dirigenti seri sarà un problema".
Perché il calcio italiano è più lento rispetto agli altri? E perché c'è paura di puntare sui giovani?
"L'esperienza la fai giocando... Se l'esperienza è limitata a poche partite il tuo valore rimane ingabbiato. A livello giovanile le Nazionali sono andate bene, poi il problema è sempre stato il salto in Nazionale maggiore. Serve farli giocare, ma non è un problema di Federazione. E' un problema di squadre. Dov'è il vantaggio nel comprare un giocatore di 39 anni invece che trovarne uno nel vivaio? Fino a quando non ci saranno persone serie a capo di squadre italiane sarà un problema. In campo andiamo più piano per lo stesso motivo: i giovani portano entusiasmo, ritmo, velocità. I giocatori più sono adulti più gestiscono le loro fatiche e non aggrediscono, pensate al PSG o all'Aston Villa... Vogliamo ripartire, ma poi ci fa comodo la densità perché puoi rifiatare. Con un avversario di medio livello può bastare, con uno di alto livello fai fatica".
Cosa rappresentano per lei queste partite?
"Sono due partite che riempiono d'orgoglio. Le amichevoli in Nazionale non esistono, ti confronti con altre Nazioni. Anche se non c'è in palio nulla, c'è in palio l'onore. L'orgoglio non lo devi mai dimenticare. Per me è un premio inaspettato, il destino ha fatto combinare queste cose e per questo mi ritrovo qua".
Che qualità ha questo gruppo?
"E' molto unito, hanno il piacere di stare insieme, ridono e scherzano. C'è socialità, nessuno si isola. Alcuni giocatori mi hanno detto che firmerebbero a vita per ritrovare le stesse emozioni dell'Under 21 anche nei club. Camarda da infortunato è venuto con noi in ritiro prima della Macedonia del Nord, lo ha fatto solo per il gusto di stare con noi. L'altro era Mané, ma il Borussia Dortmund non lo ha mandato. Questo significa che il gruppo è sano, che i ragazzi vogliono essere aiutati. Se abbiamo in mano del materiale del genere non possiamo sbagliare perché questo è il nostro futuro".
Chi sceglierebbe come ct?
"Io prenderei allenatori con curriculum... Inutile dire nomi, tipo Guardiola o Fabregas... In Italia abbiamo tanti allenatori bravi e non voglio fare nomi di tecnici italiani. Quelli che si sentono sono in grado di dare un'impronta. Io spero che chi arriverà possa essere una persona a cui io sia utile, non un impiccio".
Cosa ha chiesto ai suoi ragazzi e cosa vuol vedere in campo?
"Gli ho chiesto di essere se stessi, di giocare con entusiasmo, di pensare che sono i più forti. La vita a volte fa delle sorprese e loro non devono perdere l'occasione. Devono far vedere di essere bravi, ma serve essere squadra. Quindi aiutare i compagni quando sono in difficoltà".
C'è un allargamento della base da cui si sceglie? Quanto è importante per i giovani andare a giocare all'estero?
"Hanno modo di vedere campionati e culture diverse. In comune tutti hanno il fatto che sono innamorati di ciò che fanno, sono puliti, non sono inquinati dal denaro o dal successo. Io cerco di fargli capire che il calcio è anche uno stile di vita, per andare alla ricerca delle risposte che vogliono".
Come sta vivendo questa avventura? I suoi principi possono arrivare a questa Nazionale?
"L'emozione è stata bella fino a ieri, l'attesa era la cosa più bella perché era una cosa che mai avrei pensato di fare. Io cerco di traslare i principi e il rispetto alla squadra. Io metto delle regole e voglio che siano rispettate. Non ci sono multe, per me è riduttivo, non fa capire che hai sbagliato. Per me chi sbaglia va a casa. I ragazzi sanno che sono una persona credibile, trasparente, senza filtri. Io gli ho spiegato che non sono qua per mettere regole o fare il comandante, voglio però fargli capire che senza regole non ci sono principi e senza principi non c'è una squadra. Bisogna essere inquadrati nelle regole: alimentazione, sveglia, andare in palestra, recuperare bene. In generale il dedicare tutto al proprio corpo per arrivare in partita ed esprimersi al meglio".
Quali sono i calciatori già pronti?
"Se li ho convocati, sono convinto che con libertà e senza pressioni possono vincere queste due partite. Conoscendoli so che hanno grandissime qualità tecniche".
Il ct della Grecia ha polemizzato sui tanti giovani...
"Al ct della Grecia non rispondo, lui può esprimere ciò che crede. E' stata una sua opinione. Mi stupisce che nel paese dove è nata la democrazia, la Grecia, ci si preoccupi di quello che fanno gli altri".
Perdere sarebbe dannoso anche per il ranking...
"Ci può essere questo rischio, ma nessuno può prevedere cosa succede nelle partite. Io però cosa posso fare? Io non ho paura di giocare queste partite, sono sicuro che i ragazzi possono vincerle e quindi non mi pongo il problema. Se parto con l'idea di perdere non ho entusiasmo e non ho fiducia, e i ragazzi questo lo sentono".
Lei si è sempre considerato un anarchico... Cosa sta portando e come sta cambiando la Nazionale?
"Io mi sento un uomo libero, l'anarchia oggi è un concetto complicato. Non è più l'anarchia di una volta, per questo mi definisco una persona libera. Io porterò qua la libertà di sprigionare il proprio talento senza troppi blocchi. Poi chiedo che soprattutto senza palla bisogna correre per recuperarla il prima possibile, se uno perde palla gli altri devono scalare e stringere per non prendere gol. Io voglio dargli il senso di responsabilità, non consideriamoli solo ragazzini".
di Redazione
29/05/2026 - 15:35
Silvio Baldini, c.t. ad interim dell'Italia, ha parlato in conferenza stampa dall'Aula Magna del Centro Tecnico Federale.
Il motivo di queste convocazioni? Ha speranze di essere confermato?
"Credo che per allenare la Nazionale Italiana ci voglia un certo curriculum. E io questo curriculum non ce l'ho. Oggi la maggior parte dei tifosi fa il tifo perché vede un cambiamento, ma io non faccio il pavone. Per arrivare sulla panchina della Nazionale serve un curriculum. Io ho la possibilità di fare l'Europeo Under 21 e magari vincerlo, le Olimpiadi e magari vincerle. A quel punto avrei speranza. Io credo nel merito, non nei colpi di fortuna. Io oggi sono qua perché Gattuso si è dimesso, non l'avesse fatto non ci sarei. Io ho rispetto di tutto e tutti, ogni volta che sono stata coinvolto nelle discussioni ho sempre sentito affetto. A volte vedo squadre di Serie A che mettono in panchina i tecnici della Primavera... Non lo condivido, l'approfittare delle disgrazie per entrare in gioco. Farò queste due partite che spero siano di aiuto, chi arriverà deve sapere anche quale è il lavoro dell'Under 21. Ho convocato il mio gruppo e due giocatori di livello come Donnarumma e Pio Esposito perché anche in funzione delle Olimpiadi vedo la possibilità di avere questi giocatori. Loro due rientrano in questa possibilità".
Qualcuno l'ha contattata? Che messaggio ha mandato?
"Mi ha contattato solo Donnarumma dandomi disponibilità e a me non è parso il vero. Il messaggio è chiaro: il calcio italiano vuole vedere un cambiamento e più di così cosa si poteva fare... Sono convintissimo che i ragazzi faranno benissimo, abbiamo visto con l'Under 21 che il gruppo è coeso e ha ampi margini di miglioramento. In più c'è l'aggiunta di due grandi giocatori come Donnarumma e Pio Esposito".
Deluso dalla chiamata del solo Donnarumma?
"No, penso che la ferita sia ancora troppo grande dopo la Bosnia. Anche se mi avessero chiamato avrei circoscritto le convocazioni a questi due anche nell''ottica del mio lavoro futuro. A volte è meglio starsene a riposo e non partecipare".
La sua spiegazione sul momento del calcio italiano?
"La mia è semplice: il calcio italiano è in mano a dei dirigenti che pensano ai propri interessi e non alla crescita del gioco del calcio. Si punta a fare mercato con giocatori anziani e non coi giovani perché questo aiuta a fare i propri interessi. Non mi devo nascondere, sono cose che ho sempre detto. Alcune persone le chiamo 'lestofanti', e spesso questi hanno in mano le redini di questo gioco. Finché non ci saranno dirigenti seri sarà un problema".
Perché il calcio italiano è più lento rispetto agli altri? E perché c'è paura di puntare sui giovani?
"L'esperienza la fai giocando... Se l'esperienza è limitata a poche partite il tuo valore rimane ingabbiato. A livello giovanile le Nazionali sono andate bene, poi il problema è sempre stato il salto in Nazionale maggiore. Serve farli giocare, ma non è un problema di Federazione. E' un problema di squadre. Dov'è il vantaggio nel comprare un giocatore di 39 anni invece che trovarne uno nel vivaio? Fino a quando non ci saranno persone serie a capo di squadre italiane sarà un problema. In campo andiamo più piano per lo stesso motivo: i giovani portano entusiasmo, ritmo, velocità. I giocatori più sono adulti più gestiscono le loro fatiche e non aggrediscono, pensate al PSG o all'Aston Villa... Vogliamo ripartire, ma poi ci fa comodo la densità perché puoi rifiatare. Con un avversario di medio livello può bastare, con uno di alto livello fai fatica".
Cosa rappresentano per lei queste partite?
"Sono due partite che riempiono d'orgoglio. Le amichevoli in Nazionale non esistono, ti confronti con altre Nazioni. Anche se non c'è in palio nulla, c'è in palio l'onore. L'orgoglio non lo devi mai dimenticare. Per me è un premio inaspettato, il destino ha fatto combinare queste cose e per questo mi ritrovo qua".
Che qualità ha questo gruppo?
"E' molto unito, hanno il piacere di stare insieme, ridono e scherzano. C'è socialità, nessuno si isola. Alcuni giocatori mi hanno detto che firmerebbero a vita per ritrovare le stesse emozioni dell'Under 21 anche nei club. Camarda da infortunato è venuto con noi in ritiro prima della Macedonia del Nord, lo ha fatto solo per il gusto di stare con noi. L'altro era Mané, ma il Borussia Dortmund non lo ha mandato. Questo significa che il gruppo è sano, che i ragazzi vogliono essere aiutati. Se abbiamo in mano del materiale del genere non possiamo sbagliare perché questo è il nostro futuro".
Chi sceglierebbe come ct?
"Io prenderei allenatori con curriculum... Inutile dire nomi, tipo Guardiola o Fabregas... In Italia abbiamo tanti allenatori bravi e non voglio fare nomi di tecnici italiani. Quelli che si sentono sono in grado di dare un'impronta. Io spero che chi arriverà possa essere una persona a cui io sia utile, non un impiccio".
Cosa ha chiesto ai suoi ragazzi e cosa vuol vedere in campo?
"Gli ho chiesto di essere se stessi, di giocare con entusiasmo, di pensare che sono i più forti. La vita a volte fa delle sorprese e loro non devono perdere l'occasione. Devono far vedere di essere bravi, ma serve essere squadra. Quindi aiutare i compagni quando sono in difficoltà".
C'è un allargamento della base da cui si sceglie? Quanto è importante per i giovani andare a giocare all'estero?
"Hanno modo di vedere campionati e culture diverse. In comune tutti hanno il fatto che sono innamorati di ciò che fanno, sono puliti, non sono inquinati dal denaro o dal successo. Io cerco di fargli capire che il calcio è anche uno stile di vita, per andare alla ricerca delle risposte che vogliono".
Come sta vivendo questa avventura? I suoi principi possono arrivare a questa Nazionale?
"L'emozione è stata bella fino a ieri, l'attesa era la cosa più bella perché era una cosa che mai avrei pensato di fare. Io cerco di traslare i principi e il rispetto alla squadra. Io metto delle regole e voglio che siano rispettate. Non ci sono multe, per me è riduttivo, non fa capire che hai sbagliato. Per me chi sbaglia va a casa. I ragazzi sanno che sono una persona credibile, trasparente, senza filtri. Io gli ho spiegato che non sono qua per mettere regole o fare il comandante, voglio però fargli capire che senza regole non ci sono principi e senza principi non c'è una squadra. Bisogna essere inquadrati nelle regole: alimentazione, sveglia, andare in palestra, recuperare bene. In generale il dedicare tutto al proprio corpo per arrivare in partita ed esprimersi al meglio".
Quali sono i calciatori già pronti?
"Se li ho convocati, sono convinto che con libertà e senza pressioni possono vincere queste due partite. Conoscendoli so che hanno grandissime qualità tecniche".
Il ct della Grecia ha polemizzato sui tanti giovani...
"Al ct della Grecia non rispondo, lui può esprimere ciò che crede. E' stata una sua opinione. Mi stupisce che nel paese dove è nata la democrazia, la Grecia, ci si preoccupi di quello che fanno gli altri".
Perdere sarebbe dannoso anche per il ranking...
"Ci può essere questo rischio, ma nessuno può prevedere cosa succede nelle partite. Io però cosa posso fare? Io non ho paura di giocare queste partite, sono sicuro che i ragazzi possono vincerle e quindi non mi pongo il problema. Se parto con l'idea di perdere non ho entusiasmo e non ho fiducia, e i ragazzi questo lo sentono".
Lei si è sempre considerato un anarchico... Cosa sta portando e come sta cambiando la Nazionale?
"Io mi sento un uomo libero, l'anarchia oggi è un concetto complicato. Non è più l'anarchia di una volta, per questo mi definisco una persona libera. Io porterò qua la libertà di sprigionare il proprio talento senza troppi blocchi. Poi chiedo che soprattutto senza palla bisogna correre per recuperarla il prima possibile, se uno perde palla gli altri devono scalare e stringere per non prendere gol. Io voglio dargli il senso di responsabilità, non consideriamoli solo ragazzini".