In Evidenza
ON AIR - Morales: "Il gol di Maradona contro l’Inghilterra è stato un momento storico unico, sarò sempre grato alla vita di aver potuto fare quella telecronaca, amo l'Italia e Napoli"
29.05.2026 14:54 di Napoli Magazine
aA

Su Radio CRC, nel corso della trasmissione “A Pranzo con Chiariello”, è intervenuto in collegamento da Buenos Aires il telecronista argentino Victor Hugo Morales per raccontare “Il Gol del Secolo” di Diego Armando Maradona: "Quel gol di Diego Armando Maradona contro l’Inghilterra è stato un momento storico unico. Nel corso degli anni mi sono sempre preoccupato di raccontare la mia telecronaca poiché mi sembrava ci fosse molta pazzia nelle mie parole. Al di là di tutto, sarò sempre grato alla vita, a Dio e a Diego di aver potuto fare quella telecronaca, di essere stato lì per quella partita e di tutte le grandi soddisfazioni che ho avuto grazie ad esso. In Argentina amiamo l’Italia e in particolar modo Napoli. Ogni volta che dovevo descrivere una giocata di Maradona nelle altre partite del Mondiale del 1986 usavo l’espressione “barrilete”, usata dal grandissimo direttore Flaco Menotti che chiamava così Maradona per via del fatto che cambiava spesso idea. Io ho sempre trovato quell’espressione ingiusta. Quando è arrivato il gol contro l’Inghilterra, usai l’espressione “barrilete cosmico” poiché quando racconti le partite del Mondiale parli sempre di qualcosa nelle grazie, nell'eternità, nelle stelle e di tutto ciò che l’immaginazione vuole. Per questo cerchi un’idea, una parola o una metafora che permetta di stare all’altezza della giocata e della bellezza che ha fatto Maradona nel corso di quella partita contro l’Inghilterra. “Aquilone” va anche bene perché vuol dire una cosa libera e non facile da immaginare. Diego Armando Maradona è stato sempre contro l’organizzazione della FIFA. Lo ha sempre detto ad alta voce e lo disse anche quando facevamo insieme un programma televisivo in Brasile dove denunciò tutto quello che poi abbiamo saputo successivamente per conto della FIFA. Tutto ciò prima o poi normalmente si paga e Diego lo pagò carissimo. Per questo non ha potuto vedere nessuna partita del Mondiale allo stadio poiché la FIFA non gli abilitava la possibilità di farlo. Ha sempre avuto un coraggio incredibile in questo, infatti Maradona è sempre stato dalla parte del suo popolo, dei poveri e di quei politici che si battevano per la felicità del proprio popolo, lottando contro tutto. Maradona è una personalità immensa e un simbolo che va oltre il grandissimo calciatore artistico che abbiamo visto in campo e amiamo. Per questo non amo comparare la mia vita con quella di Diego, anzi, non mi sta bene ad essere sincero. Diego Armando Maradona e Mohammed Alì sono stati due personaggi che hanno lottato moltissimo contro le ingiustizie, i crimini, i regimi politici e la guerra. Nel caso di Mohammed Alì che ho conosciuto personalmente questo gli è costato tre anni della sua carriera. Nessuno è riuscito a fargli cambiare questa convinzione. Personaggi come Mohammed Alì e Diego Armando Maradona hanno lottato moltissimo per la felicità delle persone che gli erano intorno e hanno permesso la crescita e la possibilità a persone come me di essere persone migliori in futuro tramite i loro insegnamenti. Mohammed Alì e Diego Armando Maradona hanno lottato per la felicità delle persone di tutto il mondo. Non amo il Mondiale che verrà disputato tra qualche mese. Mi sembra una vera operazione di marketing dove si vanno a disputare le partite in tre paesi diversi tra cui gli Stati Uniti dove c’è una grande distanza tra una città e l’altra, ci sono 48 squadre in competizione e la prima parte di esso è solo per alimentare il negozio del calcio. Non mi piace in questo modo, è solo marketing. Se devo ricordare un momento particolare legato ai mondiali mi piace riportare alla mente il Mondiale dell’Italia del 1982 che è stato il momento più felice della mia vita professionale. Io amo davvero l’Italia, amo Napoli e tutti gli amici con cui condivido il ricordo di Diego. Campionati mondiali come quelli dell’Italia, della Spagna, della Francia e dell’Inghilterra erano diversi. Giocare in Messico, in Canada e negli Stati Uniti poiché lo impone il marketing non mi va bene come neanche il fatto che ci sono 48 squadre e che si gioca nel momento in cui Trump è Presidente degli Stati Uniti e c’è un clima teso con un conflitto in atto. Questo Mondiale di calcio è una copertura che faccio solo professionalmente e non amorosamente".

ULTIMISSIME IN EVIDENZA
TUTTE LE ULTIMISSIME
NOTIZIE SUCCESSIVE >>>
ON AIR - Morales: "Il gol di Maradona contro l’Inghilterra è stato un momento storico unico, sarò sempre grato alla vita di aver potuto fare quella telecronaca, amo l'Italia e Napoli"

di Redazione

29/05/2026 - 14:54

Su Radio CRC, nel corso della trasmissione “A Pranzo con Chiariello”, è intervenuto in collegamento da Buenos Aires il telecronista argentino Victor Hugo Morales per raccontare “Il Gol del Secolo” di Diego Armando Maradona: "Quel gol di Diego Armando Maradona contro l’Inghilterra è stato un momento storico unico. Nel corso degli anni mi sono sempre preoccupato di raccontare la mia telecronaca poiché mi sembrava ci fosse molta pazzia nelle mie parole. Al di là di tutto, sarò sempre grato alla vita, a Dio e a Diego di aver potuto fare quella telecronaca, di essere stato lì per quella partita e di tutte le grandi soddisfazioni che ho avuto grazie ad esso. In Argentina amiamo l’Italia e in particolar modo Napoli. Ogni volta che dovevo descrivere una giocata di Maradona nelle altre partite del Mondiale del 1986 usavo l’espressione “barrilete”, usata dal grandissimo direttore Flaco Menotti che chiamava così Maradona per via del fatto che cambiava spesso idea. Io ho sempre trovato quell’espressione ingiusta. Quando è arrivato il gol contro l’Inghilterra, usai l’espressione “barrilete cosmico” poiché quando racconti le partite del Mondiale parli sempre di qualcosa nelle grazie, nell'eternità, nelle stelle e di tutto ciò che l’immaginazione vuole. Per questo cerchi un’idea, una parola o una metafora che permetta di stare all’altezza della giocata e della bellezza che ha fatto Maradona nel corso di quella partita contro l’Inghilterra. “Aquilone” va anche bene perché vuol dire una cosa libera e non facile da immaginare. Diego Armando Maradona è stato sempre contro l’organizzazione della FIFA. Lo ha sempre detto ad alta voce e lo disse anche quando facevamo insieme un programma televisivo in Brasile dove denunciò tutto quello che poi abbiamo saputo successivamente per conto della FIFA. Tutto ciò prima o poi normalmente si paga e Diego lo pagò carissimo. Per questo non ha potuto vedere nessuna partita del Mondiale allo stadio poiché la FIFA non gli abilitava la possibilità di farlo. Ha sempre avuto un coraggio incredibile in questo, infatti Maradona è sempre stato dalla parte del suo popolo, dei poveri e di quei politici che si battevano per la felicità del proprio popolo, lottando contro tutto. Maradona è una personalità immensa e un simbolo che va oltre il grandissimo calciatore artistico che abbiamo visto in campo e amiamo. Per questo non amo comparare la mia vita con quella di Diego, anzi, non mi sta bene ad essere sincero. Diego Armando Maradona e Mohammed Alì sono stati due personaggi che hanno lottato moltissimo contro le ingiustizie, i crimini, i regimi politici e la guerra. Nel caso di Mohammed Alì che ho conosciuto personalmente questo gli è costato tre anni della sua carriera. Nessuno è riuscito a fargli cambiare questa convinzione. Personaggi come Mohammed Alì e Diego Armando Maradona hanno lottato moltissimo per la felicità delle persone che gli erano intorno e hanno permesso la crescita e la possibilità a persone come me di essere persone migliori in futuro tramite i loro insegnamenti. Mohammed Alì e Diego Armando Maradona hanno lottato per la felicità delle persone di tutto il mondo. Non amo il Mondiale che verrà disputato tra qualche mese. Mi sembra una vera operazione di marketing dove si vanno a disputare le partite in tre paesi diversi tra cui gli Stati Uniti dove c’è una grande distanza tra una città e l’altra, ci sono 48 squadre in competizione e la prima parte di esso è solo per alimentare il negozio del calcio. Non mi piace in questo modo, è solo marketing. Se devo ricordare un momento particolare legato ai mondiali mi piace riportare alla mente il Mondiale dell’Italia del 1982 che è stato il momento più felice della mia vita professionale. Io amo davvero l’Italia, amo Napoli e tutti gli amici con cui condivido il ricordo di Diego. Campionati mondiali come quelli dell’Italia, della Spagna, della Francia e dell’Inghilterra erano diversi. Giocare in Messico, in Canada e negli Stati Uniti poiché lo impone il marketing non mi va bene come neanche il fatto che ci sono 48 squadre e che si gioca nel momento in cui Trump è Presidente degli Stati Uniti e c’è un clima teso con un conflitto in atto. Questo Mondiale di calcio è una copertura che faccio solo professionalmente e non amorosamente".