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L'EX - El Kaddouri: "Il salto dal Brescia al Napoli fu grande, mi confrontai con dei campioni, lì c'è una grande passione, mi sono trovato benissimo in città e con i tifosi azzurri"
23.03.2026 23:51 di Napoli Magazine
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Omar El Kaddouri, ex centrocampista del Napoli, ha rilasciato un'intervista a La Casa dello Sport: "Il salto dal Brescia al Napoli è stato, diciamo, un grande cambiamento di livello. L'anno prima ero in Serie C al Sudtirol, dove ho fatto un po' di fatica: paradossalmente, i miei due anni in Serie C in Italia sono stati i peggiori a livello di prestazioni. Poi sono tornato a Brescia e ho fatto bene in Serie B, dove ho giocato quasi tutte le partite, tranne nel finale, quando ho sofferto un po' di pubalgia. Penso di aver fatto 38 presenze in campionato, più qualche presenza in Coppa. Successivamente sono passato al Napoli, dove mi sono confrontato con campioni come Hamsik, Cavani, Pandev, Cannavaro, Inler, Zuniga e altri che sicuramente dimentico. E' stato bellissimo: un sogno che diventava realtà. Mi sono trovato benissimo con la città e con la gente. Ho giocato poco, anche se secondo me piacevo molto a mister Mazzarri. Però arrivavo dalla Serie B e il Napoli lottava per vincere lo scudetto: infatti abbiamo chiuso al secondo posto in classifica. Ho giocato qualche partita in Europa League, in Coppa e anche in campionato: alla fine ho fatto 12 presenze. E' stato comunque un anno importante: anche se ho giocato poco, allenarmi con quei campioni ti fa capire il livello alto e ti aiuta a crescere tantissimo. E' stata davvero un esperienza incredibile. A Napoli la passione è a un livello altissimo".

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L'EX - El Kaddouri: "Il salto dal Brescia al Napoli fu grande, mi confrontai con dei campioni, lì c'è una grande passione, mi sono trovato benissimo in città e con i tifosi azzurri"

di Redazione

23/03/2026 - 23:51

Omar El Kaddouri, ex centrocampista del Napoli, ha rilasciato un'intervista a La Casa dello Sport: "Il salto dal Brescia al Napoli è stato, diciamo, un grande cambiamento di livello. L'anno prima ero in Serie C al Sudtirol, dove ho fatto un po' di fatica: paradossalmente, i miei due anni in Serie C in Italia sono stati i peggiori a livello di prestazioni. Poi sono tornato a Brescia e ho fatto bene in Serie B, dove ho giocato quasi tutte le partite, tranne nel finale, quando ho sofferto un po' di pubalgia. Penso di aver fatto 38 presenze in campionato, più qualche presenza in Coppa. Successivamente sono passato al Napoli, dove mi sono confrontato con campioni come Hamsik, Cavani, Pandev, Cannavaro, Inler, Zuniga e altri che sicuramente dimentico. E' stato bellissimo: un sogno che diventava realtà. Mi sono trovato benissimo con la città e con la gente. Ho giocato poco, anche se secondo me piacevo molto a mister Mazzarri. Però arrivavo dalla Serie B e il Napoli lottava per vincere lo scudetto: infatti abbiamo chiuso al secondo posto in classifica. Ho giocato qualche partita in Europa League, in Coppa e anche in campionato: alla fine ho fatto 12 presenze. E' stato comunque un anno importante: anche se ho giocato poco, allenarmi con quei campioni ti fa capire il livello alto e ti aiuta a crescere tantissimo. E' stata davvero un esperienza incredibile. A Napoli la passione è a un livello altissimo".