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L'EX - Magoni: "Napoli? Il secondo posto è un risultato importante, Conte? Lo terrei"
08.05.2026 13:10 di Napoli Magazine
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A "1 Football Club", su 1 Station Radio, è intervenuto Oscar Magoni, direttore sportivo del Renate ed ex centrocampista, tra le tante, di Napoli, Bologna ed Atalanta. 

Il Napoli ha attraversato momenti difficili tra infortuni e un mercato che in tanti hanno definito quasi fallimentare. Qual è stato il segreto di questo secondo posto conquistato da Antonio Conte?

“Non sono d’accordo con l'analisi sul mercato fallimentare. Se una squadra riesce ad arrivare seconda significa che chi è subentrato nei momenti difficili ha saputo mantenere la barra dritta. Penso, ad esempio, a un giocatore spesso sottovalutato come Eljif Elmas, che ha disputato un campionato straordinario in un momento delicatissimo della stagione oppure a Antonio Vergara, che si è ritrovato a giocare con continuità e ha risposto molto bene. Il segreto del Napoli è stato proprio questo: avere calciatori che inizialmente magari non erano considerati protagonisti assoluti, ma che si sono fatti trovare pronti. Arrivare secondi in Serie A resta un risultato importante. Certo, in Europa qualcosa è mancato, ma quando perdi sette, otto, nove giocatori titolari per tanto tempo è inevitabile che la squadra ne risenta".

Direttore, un ascoltatore scrive: “Il Napoli aveva il materiale umano per vincere lo scudetto, ma gli infortuni hanno sabotato la stagione”. Secondo lei questa lunga serie di problemi muscolari è dipesa da errori interni, magari dello staff tecnico?

“No, questo non lo condivido. Nessuno allena una squadra pensando di autolesionarsi o di sabotarsi. Gli infortuni ci sono stati, sono stati tanti, ed è evidente. Però per capire davvero le cause bisogna conoscere il lavoro quotidiano, i carichi, la situazione di ogni singolo calciatore. Queste analisi possono farle solo gli addetti ai lavori e sono sicuro che Conte e il suo staff le abbiano fatte. Parliamo di professionisti di altissimo livello. Nel calcio succede anche questo e comunque il Napoli, in un anno di transizione, è riuscito ad arrivare secondo e a conquistare la qualificazione in Champions League. In Europa invece sì, lì è mancato qualcosa".

Secondo lei, da cosa dovrà ripartire Aurelio De Laurentiis per la prossima stagione?

“Intanto bisogna riconoscere ciò che ha fatto Aurelio De Laurentiis. Ha preso il Napoli nel 2004 in una situazione disastrosa e ha costruito una società solida e vincente. Io credo che sia un grandissimo presidente. Il Napoli deve ripartire dalle sue certezze e dai giocatori forti. Servono calciatori pronti, con voglia di stare a Napoli, perché lì la pressione è altissima ma anche l’entusiasmo della città è straordinario. Per affrontare quella realtà servono personalità, energia e contenuti importanti".

Per lei rivedremo Romelu Lukaku in campo in queste ultime giornate?

“Sinceramente non saprei rispondere. Non conosco le sue condizioni attuali".

Un altro ascoltatore scrive: “Adesso basta pensare al Como, il Napoli deve vincere col Bologna e conquistare matematicamente la Champions League”. Con un secondo posto e una Supercoppa, che voto merita la stagione del Napoli?

“Per il campionato direi tra il 7 e l’8. Arrivare secondi non è mai scontato, quindi il giudizio è sicuramente positivo".

E se aggiungiamo anche il percorso europeo?

“Lì invece il voto è insufficiente. Il Napoli non può uscire così presto. È vero che in quel periodo c’erano troppi infortuni, però qualcosa in più bisognava fare. Lo dico con affetto, non per criticare il lavoro degli altri".

Direttore, guardando la classifica, secondo Lei la Juventus riuscirà a confermarsi al quarto posto oppure la Roma può ancora sperare?

“Io penso che la Roma abbia grande entusiasmo, giochi bene e abbia anche un calendario favorevole. Credo possa davvero strappare il posto a qualcuno".

Quindi la Roma potrebbe superare la Juventus?

“Sì, può succedere. La Juve è partita con qualche difficoltà e ha cambiato allenatore. Però resta sempre la Juventus: per storia e mentalità deve partire ogni anno per vincere lo scudetto".

Secondo lei, con Luciano Spalletti in panchina il prossimo anno la Juventus potrebbe lottare per il titolo?

“La Juventus, per storia e cultura, deve sempre avere quell’ambizione. Poi bisognerà vedere come verrà costruita la squadra, ma resta una società che parte sempre per vincere".

Il prossimo anno Antonio Conte sarà ancora l’allenatore del Napoli?

“Avete sbagliato persona a cui fare questa domanda. Però io sinceramente lo spero, perché Conte è uno dei migliori allenatori in Italia e in Europa. Se avrà ancora entusiasmo e voglia di restare, io lo terrei assolutamente. Altrimenti bisognerà fare altre valutazioni".

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L'EX - Magoni: "Napoli? Il secondo posto è un risultato importante, Conte? Lo terrei"

di Redazione

08/05/2026 - 13:10

A "1 Football Club", su 1 Station Radio, è intervenuto Oscar Magoni, direttore sportivo del Renate ed ex centrocampista, tra le tante, di Napoli, Bologna ed Atalanta. 

Il Napoli ha attraversato momenti difficili tra infortuni e un mercato che in tanti hanno definito quasi fallimentare. Qual è stato il segreto di questo secondo posto conquistato da Antonio Conte?

“Non sono d’accordo con l'analisi sul mercato fallimentare. Se una squadra riesce ad arrivare seconda significa che chi è subentrato nei momenti difficili ha saputo mantenere la barra dritta. Penso, ad esempio, a un giocatore spesso sottovalutato come Eljif Elmas, che ha disputato un campionato straordinario in un momento delicatissimo della stagione oppure a Antonio Vergara, che si è ritrovato a giocare con continuità e ha risposto molto bene. Il segreto del Napoli è stato proprio questo: avere calciatori che inizialmente magari non erano considerati protagonisti assoluti, ma che si sono fatti trovare pronti. Arrivare secondi in Serie A resta un risultato importante. Certo, in Europa qualcosa è mancato, ma quando perdi sette, otto, nove giocatori titolari per tanto tempo è inevitabile che la squadra ne risenta".

Direttore, un ascoltatore scrive: “Il Napoli aveva il materiale umano per vincere lo scudetto, ma gli infortuni hanno sabotato la stagione”. Secondo lei questa lunga serie di problemi muscolari è dipesa da errori interni, magari dello staff tecnico?

“No, questo non lo condivido. Nessuno allena una squadra pensando di autolesionarsi o di sabotarsi. Gli infortuni ci sono stati, sono stati tanti, ed è evidente. Però per capire davvero le cause bisogna conoscere il lavoro quotidiano, i carichi, la situazione di ogni singolo calciatore. Queste analisi possono farle solo gli addetti ai lavori e sono sicuro che Conte e il suo staff le abbiano fatte. Parliamo di professionisti di altissimo livello. Nel calcio succede anche questo e comunque il Napoli, in un anno di transizione, è riuscito ad arrivare secondo e a conquistare la qualificazione in Champions League. In Europa invece sì, lì è mancato qualcosa".

Secondo lei, da cosa dovrà ripartire Aurelio De Laurentiis per la prossima stagione?

“Intanto bisogna riconoscere ciò che ha fatto Aurelio De Laurentiis. Ha preso il Napoli nel 2004 in una situazione disastrosa e ha costruito una società solida e vincente. Io credo che sia un grandissimo presidente. Il Napoli deve ripartire dalle sue certezze e dai giocatori forti. Servono calciatori pronti, con voglia di stare a Napoli, perché lì la pressione è altissima ma anche l’entusiasmo della città è straordinario. Per affrontare quella realtà servono personalità, energia e contenuti importanti".

Per lei rivedremo Romelu Lukaku in campo in queste ultime giornate?

“Sinceramente non saprei rispondere. Non conosco le sue condizioni attuali".

Un altro ascoltatore scrive: “Adesso basta pensare al Como, il Napoli deve vincere col Bologna e conquistare matematicamente la Champions League”. Con un secondo posto e una Supercoppa, che voto merita la stagione del Napoli?

“Per il campionato direi tra il 7 e l’8. Arrivare secondi non è mai scontato, quindi il giudizio è sicuramente positivo".

E se aggiungiamo anche il percorso europeo?

“Lì invece il voto è insufficiente. Il Napoli non può uscire così presto. È vero che in quel periodo c’erano troppi infortuni, però qualcosa in più bisognava fare. Lo dico con affetto, non per criticare il lavoro degli altri".

Direttore, guardando la classifica, secondo Lei la Juventus riuscirà a confermarsi al quarto posto oppure la Roma può ancora sperare?

“Io penso che la Roma abbia grande entusiasmo, giochi bene e abbia anche un calendario favorevole. Credo possa davvero strappare il posto a qualcuno".

Quindi la Roma potrebbe superare la Juventus?

“Sì, può succedere. La Juve è partita con qualche difficoltà e ha cambiato allenatore. Però resta sempre la Juventus: per storia e mentalità deve partire ogni anno per vincere lo scudetto".

Secondo lei, con Luciano Spalletti in panchina il prossimo anno la Juventus potrebbe lottare per il titolo?

“La Juventus, per storia e cultura, deve sempre avere quell’ambizione. Poi bisognerà vedere come verrà costruita la squadra, ma resta una società che parte sempre per vincere".

Il prossimo anno Antonio Conte sarà ancora l’allenatore del Napoli?

“Avete sbagliato persona a cui fare questa domanda. Però io sinceramente lo spero, perché Conte è uno dei migliori allenatori in Italia e in Europa. Se avrà ancora entusiasmo e voglia di restare, io lo terrei assolutamente. Altrimenti bisognerà fare altre valutazioni".