NAPOLI - La SSC Napoli, a bordo della MSC World Europa, ha presentato la nuova maglia Home 2026/2027, divisa che accompagnerà gli azzurri nell'anno del Centenario. Ecco quanto evidenziato da “Napoli Magazine”.
Aurelio De Laurentiis, presidente SSC Napoli: "Mio padre si laureò a Napoli alla Federico II, quindi voglio complimentarmi anche con il nuovo rettore Mazzucchi. Cari tifosi e signori della stampa, benvenuti a tutti. Voglio dire grazie a chi ci ha messo a disposizione l'ammiraglia della flotta MSC. Hanno creduto in noi come sponsor, lo saranno per altre tre stagioni. Siamo qui sulla MSC World Europa per presentare la nuova maglia Home 2026/2027, quella del Centenario. Durante quest'anno vogliamo festeggiare 100 anni e più di vittorie, cadute e risalite. Le origini del Napoli ha origini già al termine dell'800. Nel 1906 nacque il primo club azzurro, poi ci furono altre due variazioni fino al 1922, chiamandosi InterNaples, non c'entra nulla l'Inter però. Nel 1926 nacque poi il primo club azzurro come lo conosciamo, che ottenne un nome definitivo negli anni '60. Il 1° agosto 1926 è un simbolo, anche se la nascita del club viene attribuita a tanti momenti diversi. Festeggeremo tutto l'anno, poi stiamo scrivendo un film che uscirà tra ottobre e novembre con de Giovanni e Carratelli. Il 1° agosto ci sarà un evento nel cuore della città, ma ci saranno iniziative in tutto il mondo, per stare vicini a tutti i tifosi azzurri. "Pe' cient'anne" è un claim, un modo per guardare al futuro e al passato. Vogliamo che il Napoli rappresenti la forza e la belleza della sua terra. Il Napoli sa di essere una delle voci più rappresentative della città, qui c'è un legamo identitario e profondo che non si compra. Milioni di persone hanno visto sulla Rai i festeggiamenti dello scudetto sul lungomare. Napoli è in grande crescita, ma ora più che mai sta crescendo nello stesso momento. Quando tutti si allinea, tutti siamo collegati, è il Napoli momentum. Una forza che si allinea al Napoli Calcio, una nuova fase rivolta al futuro ma senza dimenticare il passato. E' tornato il Corsiero del Sole, il primo presidente Ascarelli lo scelse come simbolo, poi dopo la prima brutta esperienza divenne ironicamente un ciuccio. La Treccani sposerà un progetto calcistico per la prima volta. Mia figlia Valentina ha lavorato con EA7 per questa maglia, Giorgia Armandi ha creduto sin da subito in noi. Grazie a lui e a Leo Dell'Orco. Volevamo una divisa che accompagnasse il Napoli per tutta la stagione, vogliamo galoppare per sempre verso maggiori successi, ecco perchè il destriero. Abbiamo scelto di lanciarla con un'immagine di Maradona, abbiamo unito l'intelligenza artificiale al più grande giocatore di sempre, Diego cammina ancora in mezzo a noi. Il Napoli è un brand internazionale e ambito, ora oltre MSC c'è anche DongFeng, resta accanto a noi anche Sorgesana. Ripenso al passato, all'inizio sembrava tutto impossibile. Siamo passati dalla Serie C alla Champions, abbiamo festeggiato 7 trofei e due scudetti nelle ultime tre stagioni, 16 volte su 17 in Europa. Siamo da anni ai vertici del calcio italiano, ma tutto grazie ai tifosi. Siamo ostinati, ma dobbiamo tutto ai tifosi. Siamo competitivi, ma anche sostenibili, va sottolineato. Parlo con il sindaco Manfredi e il presidente delle Regione Fico: in America ho visto gli stadi dei Mondiali e pur non essendo convinto sin dall'inizio da Infantino, sono rimasto sorpreso. Ho visto due gare dal vivo, ci sono degli stadi da 90mila posti: ho visto la Svizzera per far felice mia moglie e poi Belgio-Iran per seguire due giocatori nostri. Ci sono misure di sicurezza rapide, siamo arrivati in breve tempo nel garage e nella suite privata, ci sono 226 box privati. Stadi coperti e costati miliardi di dollari. Quindi Sindaco, non sei tifoso del Napoli ma ti stimo, Fico invcece è molto tifoso del Napoli, ma non va bene la contrapposizione muscolosa. Dobbiamo incontrarci per trovare delle soluzioni, il Napoli deve rafforzarsi attraverso le strutture. In Italia al Nord sono vincenti e ricchi, al Sud no, invece noi abbiamo invertito il trend. Milan e Inter e Roma stanno investendo, andando avanti così non potremo più essere competitivi. Io ho sempre investito, ma voi dovete capire che il Napoli non fattura quanto le big del Nord, dobbiamo faticare come disse Conte. Servono le strutture, io posso fare tanto, ma senza quelle è difficile. Non avrei mai raggiunto questi obiettivi senza l'amore di mia moglie e dei miei tre figli, senza il sostegno di Chiavelli dal primo giorno al mio fianco, senza il lavoro dei dipendenti e dei collaboratori e dei dirigenti. I nomi sono tantissimi, ma grazie anche al sostegno dei tifosi. Io immagino un Napoli sempre più forte e solido, il Napoli merita uno stadio all'altezza e un centro sportivo capace di accompagnarci nei prossimi anni. Gli altri club con i fondi trovano tutto pronto, noi abbiamo trovato un club fallito più di 20 anni fa. L'obiettivo di quesa fase sono le strutture, ci lavorerà giorno e notte. Tifosi diciamocelo, a noi la feste piace, "Pe' Cient'anne". Invito Manfredi e Fico a parlare del Maradona, durante i lavori ci sarebbero tanti problemi per i tifosi azzurri. Serve un approfondimento sulla ristrutturazione del Maradona e sulla costruzione del nuovo stadio, senza introiti degni dal Maradona dovremo poi spiegare ai tifosi che non potremo più essere competitivi come ora. Basta un tavolo solo, dobbiamo parlarne in modo serio. "Espressione "Pe cient'anne", cosa mi auguro? Innanzitutto sono contento e fiero di aver dato una continuità scegliendo un allenatore che ha vinto moltissimo in Italia e che è arrivato due volte in finale di Champions. Lo presenteremo al San Carlo il 14 luglio. Lì poi ci sarà un dibattito con tutte le vostre domande, noi capiamo si debbano fare per la curiosità che permea il calcio e i tifosi. Io avrò ricevuto in questo ultimo mese, come spesso accade, almeno 200 proposte di calciatori da ingaggiare. E ho detto: 'State calmi, abbiamo 47 calciatori e ne devo piazzare almeno 25 prima di parlare di acquisti'. Ma poi ci sono dei ruoli: se i ruoli presentano dei buchi, uno si rivolge al mercato. Ma se in ogni ruolo abbiamo 2/3 cambi, è chiaro che dobbiamo prima ragionare con chi li deve allenare su cosa vuole fare con quelli che già ci sono. Dicendo all'allenatore: "Sei sicuro che vuoi cambiarli? Perchè già con questi puoi fare grandi cose". Poi il signor Allegri è anche un aziendalista, con lui andremo anche d'accordo. Quanti giocatori andranno via? Secondo me non ne dovremmo comprare nessuno, ne dovranno andar via molti. Dopo l'uso di Ascarelli, il signor Ferrari con la scuderia Alfa Romeo, prima di andare a creare la Ferrari nel '49, aveva il cavallo. Dopodichè, guarda caso, Porsche aveva il cavallo. Poi quest'anno lo sapete che i cinesi han decretato che è l'anno del cavallo? E allora, signori: abbiamo anche il simbolo sulla maglia di una automotive cinese, più coincidenze di queste! Un plauso a mia figlia per tutti i concetti identitari di quest'anno. Poi abbiamo Max Allegri che... Ma poi vi devo dire che mio papà mi portava a vedere da bambino le corse dei cavalli. E nelle riunioni di sceneggiatura, mi diceva: 'Aurè, andiamoci a vedere una corsa di cavalli'. Lui era straordinario, sotto la barba dei suoi amici incapaci a scommettere, facevamo un mare di soldi e tornavamo in ufficio! Il cavallo è sempre stato il nostro simbolo ed è anche simbolo di Max Allegri. Gli chiederò di farmi acquistare un cavallo, con un fantino con la maglia azzurra. De Bruyne? Secondo me la maglia sta bene a qualunque calciatore che indossi in maniera cosciente e con senso di appartenenza la maglia del nostro caro e amato Napoli. Prima pietra dello stadio? Io, se non troverò degli ostacoli burocratici sul mio percorso, immagino proprio di sì. Però vedi: questo è un Paese molto strano, dove i politici fan politica guardando molto allo specchio loro stessi. Dove non appaiono i cittadini. Questo è un problema di tutt'Europa, amo l'America con tutti i difetti: lì c'è un grandissimo rispetto per il successo. In Italia, c'è una grandissima invidia per il successo. E sullo stop che tu puoi dare a chi si produce, si inventa, si spacca in quattro, la volontà di creargli burocraticamente lacci e lacciuoli per rendergli la vita impossibile, è lo sport preferito dagli altri. Quando nel '67, dopo che nel '65 fu fatta la legge 12-13 dal Ministro Corona... Gli americani avevan detto a noi che avevamo perso la guerra: basta che non fate concorrenza col cinema, vi compenseremo con 3 film colossal che verremo a girare da voi, fra cui Cleopatra. Invece poi, l'abilità italiana, fece sì che vennero fuori i vari Fellini e molti altri, non solo si cominciarono a vincere degli Oscar. Non solo i Rossellini e De Sica vari, fecero film straordinari. Ma il film di genere, cosiddetto, cominciò a creare sulla bilancia del cinema mondiale un vantaggio per il cinema italiano che arrivò al secondo posto nel mondo come fatturato e numero di film prodotti ogni anno. Gli americani dissero: ma come mai, ci eravam messi d'accordo?! E presero Andreotti, che disse: "Non posso fare nulla". E allora presero il Ministro Corona che con quella legge tagliava le gambe all'industria del cinema italiano. Mio zio cercò di resistere per due anni e poi nel '67 fece le valige e andò in America. Io avevo 18 anni e volevo divertirmi. Mi dissero che in Italia non si poteva fare nulla. E poi è stata una cavalcata di successo nel cinema con grande impegno, ma mi son guardato allo specchio e ho detto: "Questo è un Paese difficilissimo che ha messo in ginocchio il cinema italiano". E mi dissi: "Non uscire mai dai binari". Ho fatto tanti film di successo, con grandissimo lavoro, ma dal quale ho imparato marketing e creatività, utili nel mondo del calcio del quale io non sapevo nulla. E questa è stata la mia fortuna".
Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli: "Grazie al Napoli e a De Laurentiis, per lo sforzo che fa assieme alla sua famiglia per dare lustro alla squadra e alla città. La città cresce ed ha una dimensione internazionale. Il Napoli è una rappresentante di cuore e di anima, Napoli si identifica con la sua squadra di calcio. Qui il Napoli è passione, anche perchè c'è una sola squadra. Abbiamo avuto momenti belli e brutti, ma nel calcio tutti hanno trovato voglia, riscatto e svago. Il senso dell'essere parte di una comunità, la squadra azzurra è un grande punto di riferimento. La storia del club non è scindibile dalla storia della città, la cui fondazione è ancora più antica rispetto alla data ufficiale. Questa squadra per noi è tutto, quindi apprezziamo gli sforzi del club. La sostenibilità è fondamentale, non si fanno salti nel vuoto. Gli altri hanno mezzi maggiori, ma a volte creatività e idee battono i mezzi economici. Ho avuto la fortuna di vedere due scudetti da sindaco. Rispondo al presidente: desideriamo uno stadio grande anche per il Napoli, non come quelli americani ma all'altezza delle big europee. Serve più di un miliardo e non può essere preso dai fondi pubblici, siamo favorevoli a questo investimento, quindi se il club vorrà farlo avrà il nostro sostegno, proprio come sta avvenendo a Milano e Roma. Il percorso sarà lungo, ma faremo il possibile per aiutare il club. Sarebbe un asset importante per il club e anche per la città. Noi abbiamo il Maradona al momento, quindi cerchermo di sistemarlo finchè non ci sarà un'alternativa. Speriamo che possa concretizzarsi il prima possibile, per dare forza alla città e al club azzurro".
Roberto Fico, presidente della Regione Campania: "E' sempre emozionante vedere la maglia del Napoli. E' bello festeggiare questi 100 anni, ogni momento di questa storia è importante per noi tifosi azzurri. Potrei citare mille momenti collettivi. Mi sento molto rappresentato dalla squadra di calcio della città. E' un unicum questo rapporto tra squadra, città e tifosi. Ci sono dei problemi per lo stadio, il fondo europeo di sviluppo regionale ha un programma ambizioso, ma solo per l'idea della ristrutturazione dell'Arechi di Salerno ci sono stati problemi. Lì ci sono grosse cifre, ma l'Europa ci dice che investire sugli stadi non è una priorità. Servono fondi privati, altrimenti dovremo trovare un modo per collaborare. Sono cavilli burocratici reali. Tutti vogliamo uno stadio nuovo e bello, ma al momento le risorse pubbliche sono poche, quindi stiamo facendo il possibile. Detto questo auguri al Napoli e complimenti al presidente per il lavoro svolto in questi anni".
Don Domenico Battaglia, cardinale: "Grazie per quest'invito, presidente. Mi è stato chiesto di benedire la nuova maglia azzurra, lo faccio volentieri, in un contesto di preghiera. Ho scritto alcune parole: "Benedici tutti coloro che hanno indossato e indosseranno la maglia, i calciatori, allenatori, il presidente, i tifosi e chi lavora attorno alla società. Signore tu conosci la bellezza e la dignità di Napoli, per questo, per tanti, il Napoli non è stato solo una squadra di calcio ma simbolo di una speranza possibile, il racconto di un riscatto. Custodisci ancora questo sogno, libero dall'arroganza del successo ad ogni costo e dall'odio. Fai che il calcio sia incontro e non divisione, rendi gli stadi luoghi di festa e non di paura. Fa' del calcio una strada di pace. Ogni partita la bellezza di camminare insieme. E mentre celebriamo il centenario del Napoli, insegna a tutta la nostra comunità a far squadra. Fa' che impariamo a passarci il pallone della fiducia, anzichè trattenerlo per paura. Questa maglia azzurra non è solo un pezzo di stoffa, è un pezzo di pane spezzato, è il battito di un popolo. Ti chiediamo di benedire questa nuova maglia del secolo, fa' che chiunque la indossi non dimentichi mai la responsabilità di difendere questa terra. Benedici la passione di questo popolo, le sue lacrime e i suoi sorrisi e fa' che questo azzurro continui a splendere, portando speranza dove c'è il buio e calore. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore, Amen".
Leo Dell'Orco di EA7 rilascia una nota: "Il calcio è stata la mia prima passione, ha una forza unica. La collaborazione tra Armani ed il Napoli ha un significato speciale, per l'amore che circonda questa squadra e per il legame strettissimo con una città unica. La maglia che celebra il Centenario racconta la storia di un forte senso di identità e guarda al futuro del club".
Leonardo Massa, Vice President Southern Europe della Divisione Crociere del Gruppo MSC: "Benvenuti a bordo. E' un sogno ed anche un'emozione. Essere qui a celebrare questa maglia a bordo della nostra ammiraglia vi fa capire quanto sia stretto il nostro legame col Calcio Napoli. Abbiamo festeggiato assieme i due scudetti. Il tema della sostenibilità ambientale è fondamentale, questa unità da 6mila ospiti è una delle più sostenibili al mondo. Questo sodalizio ha visto raggiungere il Napoli grandi traguardi, traguardi che hanno aiutato anche la nostra crescita. Andando in giro con le nostre navi, ovunque nel mondo ci chiedono dove si trova la maglia del Napoli. Napoli e MSC rappresentanto al meglio i valori di questa città".
Nicola Arnone, sponsor SSC Napoli: "E' il momento del Centenario del Napoli, quindi è giusto parlare della storia. Le aziende della mia famiglia hanno sempre interagito col Napoli. Mio nonno mi parlava del Napoli ai tempi del Collana, durante una sfida contro la Juventus i tabelloni erano tutti coperti dal nostro nome. L'arbitro Lo Bello decise di far giocare quel match in condizioni particolari. Ho fatto vedere a Diego Maradona Jr una foto di suo padre, attorno c'erano tutti tabelloni delle bibite Arnone. Siamo sempre stati legati al Napoli. Napoli la portiamo nel cuore, non solo come famiglia, ma anche per l'affetto che nutriamo per i tifosi e per la squadra. Ormai sono 22 anni che siamo sponsor del Napoli, quindi spero di vederci qui anche tra 30 anni".
Francesca Curci, Brand Communication Manager della DongFeng: "Grazie al presidente De Laurentiis e a tutto il team del Napoli. In un anno così importante diventare sponsor è un onore. Grazie da parte del nostro direttore generale, impegnato in queste ore con la delegazione cinese. Siamo orgogliosi di essere qui, sulla maglia azzurra, in questo momento storico. Siamo entrati un po' in corsa, abbiamo iniziato a conoscerci da poco ma questo rapporto ci sta dando già tanto. Abbiamo ancora tanti progetti in ballo, quindi grazie mille e Forza Napoli".
Marta Leonori, responsabile della Treccani: "Grazie per l'invito. Ci saranno tante iniziative. Conosco bene queste emozioni, noi abbiamo festeggiato il Centenario lo scorso anno, serve un lavoro serio di memoria in questi casi. Quando abbiamo parlato con i vertici del club per immaginare un volume dedicato al Napoli siamo partiti da una nostra opera del passato dedicata allo sport. Un intero volume fu dedicato al calcio, in quelle pagine il calcio non viene raccontato solo come gioco, ma come rito sociale. Questo vogliamo portare in questa collaborazione, il calcio è stile di vita, passione, veicolo comunicativo e tanto altro. E' un fatto sociale totale, attraversa ogni strato della vita collettiva. E' difficile da spiegare a chi non lo vive. Gran parte della popolazione mondiale vive di calcio, i tifosi entrano in sinergia con la squadra della propria città. Tutti soffrono e giocano con la stessa intensità, il senso di appartenenza è importante, tutti indossano la stessa maglia che assume una importanza speciale. Il Napoli è rappresentato dal volto di Maradona, il quale è descritto da Bartoletti nei nostri volumi. Treccani è tornato su Maradona anche in tempi recenti, è un fenomeno sportivo, sociale e politico. Lui, a differenza di altri campioni, diceva sempre la sua, giusta o sbagliata. Per questo era così amato da tutti. Così nasce la prima collaborazione con un club di calcio, partiamo da un volume che racconta i cento anni della storia del Napoli con un approccio enciclopedico. Un libro su Napoli e sul Napoli, approfondiremo un secolo di sport, vita e memoria collettiva. Descriverà una parte della cultura napoletana. Ci saranno i luogi, i rituali, i risultati e i protagonisti, a partire proprio da Maradona. Cento anni di una squadra nella quale una città di specchia, un pezzo della identità della città. Spero che questa collaborazione possa svilupparsi anche in futuro".
Valentina De Laurentiis, style designer del Napoli: "La prima maglia del Centenario non nasce come una semplice commemorazione, è pensata per accompagnare il Napoli in questa stagione. Una scelta precisa, perchè un anniversario come questo deve vivere ogni domenica in ogni campo con i tifosi. Serviva raccontare cent'anni di storia, racchiudere in un unico capo l'identità del popolo e del club. La prima domanda è stata: da dove si riparte quando si celebrano cent'anni? Ci siamo ispirati alla maglia che più vive nella memoria collettiva. dei tifosi, quella degli anni '80, del primo scudetto. Con l'iconica trama in maglina. Maglia autentica, essenziale, capace di evocare ricordi e senso di appartenenza. Con materiali diversi, tessuto tecnico che visivamente richiami la storica lanetta. Ma che mantiene le tecnologie moderne. Un omaggio rispettoso alla memoria del club. La semplicità è stato il filo conduttore dell'intero progetto: i simboli e il colore raccontano la storia. Sul cuore, c'è la celebrazione col Corsiero del Sole, simbolo di forza, continuità e rinascita; il secondo è il numero 100, che celebra il percorso e le vittorie; il terzo è l'infinito, un simbolo che non rappresenta il proseguimento della storia solo ma la volontà di avere un nuovo punto di partenza per il prossimo secolo del Napoli; il quarto elemento è l'attuale logo della SSC Napoli. Non l'abbiamo scelto diverso perchè racconta una storia che continua: il logo attuale ci racconta, senza perdere il legame con l'identità, il presente. Proiettato al futuro ma sulle fondamenta del passato, grazie. Sulle maglie avevamo tante idee, ci sono tanti simboli nel passato del club. Ringrazio il mio gruppo per aver dato ordine alle idee e il Corsiero del Sole è un elemento importante. Maglia rossa come terza? Vedrete. Abbiamo 3 maglie campionato, due di Champions equivalenti a quelle del campionato, ma avremo una terza maglia Champions diversa e molto bella. Non posso svelarvela, è molto bella ma non ci saranno lunghe attese, a breve le vedrete tutte. Poi ci saranno Halloween e probabilmente una collaborazione, ma non siamo ancora certi".
Edoardo De Laurentiis, vice presidente della SSC Napoli: "Sono meravigliato e orgoglioso, nel 2004 c'era un solo pezzo di carta e senza palloni. Siamo partiti da Paestum e abbiam galoppato per arrivare al Corsiero del Sole. Fino all'Intertoto, poi la Champions e poi i due scudetti. Trionfando, per arrivare al Corsiero del Sole che si chiama anche 'cavallo sfrenato'. Complimenti a tutti noi per questo Centenario e momento magico. Grazie ai tifosi, da sempre molto vicini al Napoli e a tutti i giocatori. Sperando che ci saremo sempre noi per altri 300 anni!".
Simone Santacroce
Napoli Magazine
Riproduzione del testo consentita previa citazione della fonte: www.napolimagazine.com
di Redazione
06/07/2026 - 16:34
NAPOLI - La SSC Napoli, a bordo della MSC World Europa, ha presentato la nuova maglia Home 2026/2027, divisa che accompagnerà gli azzurri nell'anno del Centenario. Ecco quanto evidenziato da “Napoli Magazine”.
Aurelio De Laurentiis, presidente SSC Napoli: "Mio padre si laureò a Napoli alla Federico II, quindi voglio complimentarmi anche con il nuovo rettore Mazzucchi. Cari tifosi e signori della stampa, benvenuti a tutti. Voglio dire grazie a chi ci ha messo a disposizione l'ammiraglia della flotta MSC. Hanno creduto in noi come sponsor, lo saranno per altre tre stagioni. Siamo qui sulla MSC World Europa per presentare la nuova maglia Home 2026/2027, quella del Centenario. Durante quest'anno vogliamo festeggiare 100 anni e più di vittorie, cadute e risalite. Le origini del Napoli ha origini già al termine dell'800. Nel 1906 nacque il primo club azzurro, poi ci furono altre due variazioni fino al 1922, chiamandosi InterNaples, non c'entra nulla l'Inter però. Nel 1926 nacque poi il primo club azzurro come lo conosciamo, che ottenne un nome definitivo negli anni '60. Il 1° agosto 1926 è un simbolo, anche se la nascita del club viene attribuita a tanti momenti diversi. Festeggeremo tutto l'anno, poi stiamo scrivendo un film che uscirà tra ottobre e novembre con de Giovanni e Carratelli. Il 1° agosto ci sarà un evento nel cuore della città, ma ci saranno iniziative in tutto il mondo, per stare vicini a tutti i tifosi azzurri. "Pe' cient'anne" è un claim, un modo per guardare al futuro e al passato. Vogliamo che il Napoli rappresenti la forza e la belleza della sua terra. Il Napoli sa di essere una delle voci più rappresentative della città, qui c'è un legamo identitario e profondo che non si compra. Milioni di persone hanno visto sulla Rai i festeggiamenti dello scudetto sul lungomare. Napoli è in grande crescita, ma ora più che mai sta crescendo nello stesso momento. Quando tutti si allinea, tutti siamo collegati, è il Napoli momentum. Una forza che si allinea al Napoli Calcio, una nuova fase rivolta al futuro ma senza dimenticare il passato. E' tornato il Corsiero del Sole, il primo presidente Ascarelli lo scelse come simbolo, poi dopo la prima brutta esperienza divenne ironicamente un ciuccio. La Treccani sposerà un progetto calcistico per la prima volta. Mia figlia Valentina ha lavorato con EA7 per questa maglia, Giorgia Armandi ha creduto sin da subito in noi. Grazie a lui e a Leo Dell'Orco. Volevamo una divisa che accompagnasse il Napoli per tutta la stagione, vogliamo galoppare per sempre verso maggiori successi, ecco perchè il destriero. Abbiamo scelto di lanciarla con un'immagine di Maradona, abbiamo unito l'intelligenza artificiale al più grande giocatore di sempre, Diego cammina ancora in mezzo a noi. Il Napoli è un brand internazionale e ambito, ora oltre MSC c'è anche DongFeng, resta accanto a noi anche Sorgesana. Ripenso al passato, all'inizio sembrava tutto impossibile. Siamo passati dalla Serie C alla Champions, abbiamo festeggiato 7 trofei e due scudetti nelle ultime tre stagioni, 16 volte su 17 in Europa. Siamo da anni ai vertici del calcio italiano, ma tutto grazie ai tifosi. Siamo ostinati, ma dobbiamo tutto ai tifosi. Siamo competitivi, ma anche sostenibili, va sottolineato. Parlo con il sindaco Manfredi e il presidente delle Regione Fico: in America ho visto gli stadi dei Mondiali e pur non essendo convinto sin dall'inizio da Infantino, sono rimasto sorpreso. Ho visto due gare dal vivo, ci sono degli stadi da 90mila posti: ho visto la Svizzera per far felice mia moglie e poi Belgio-Iran per seguire due giocatori nostri. Ci sono misure di sicurezza rapide, siamo arrivati in breve tempo nel garage e nella suite privata, ci sono 226 box privati. Stadi coperti e costati miliardi di dollari. Quindi Sindaco, non sei tifoso del Napoli ma ti stimo, Fico invcece è molto tifoso del Napoli, ma non va bene la contrapposizione muscolosa. Dobbiamo incontrarci per trovare delle soluzioni, il Napoli deve rafforzarsi attraverso le strutture. In Italia al Nord sono vincenti e ricchi, al Sud no, invece noi abbiamo invertito il trend. Milan e Inter e Roma stanno investendo, andando avanti così non potremo più essere competitivi. Io ho sempre investito, ma voi dovete capire che il Napoli non fattura quanto le big del Nord, dobbiamo faticare come disse Conte. Servono le strutture, io posso fare tanto, ma senza quelle è difficile. Non avrei mai raggiunto questi obiettivi senza l'amore di mia moglie e dei miei tre figli, senza il sostegno di Chiavelli dal primo giorno al mio fianco, senza il lavoro dei dipendenti e dei collaboratori e dei dirigenti. I nomi sono tantissimi, ma grazie anche al sostegno dei tifosi. Io immagino un Napoli sempre più forte e solido, il Napoli merita uno stadio all'altezza e un centro sportivo capace di accompagnarci nei prossimi anni. Gli altri club con i fondi trovano tutto pronto, noi abbiamo trovato un club fallito più di 20 anni fa. L'obiettivo di quesa fase sono le strutture, ci lavorerà giorno e notte. Tifosi diciamocelo, a noi la feste piace, "Pe' Cient'anne". Invito Manfredi e Fico a parlare del Maradona, durante i lavori ci sarebbero tanti problemi per i tifosi azzurri. Serve un approfondimento sulla ristrutturazione del Maradona e sulla costruzione del nuovo stadio, senza introiti degni dal Maradona dovremo poi spiegare ai tifosi che non potremo più essere competitivi come ora. Basta un tavolo solo, dobbiamo parlarne in modo serio. "Espressione "Pe cient'anne", cosa mi auguro? Innanzitutto sono contento e fiero di aver dato una continuità scegliendo un allenatore che ha vinto moltissimo in Italia e che è arrivato due volte in finale di Champions. Lo presenteremo al San Carlo il 14 luglio. Lì poi ci sarà un dibattito con tutte le vostre domande, noi capiamo si debbano fare per la curiosità che permea il calcio e i tifosi. Io avrò ricevuto in questo ultimo mese, come spesso accade, almeno 200 proposte di calciatori da ingaggiare. E ho detto: 'State calmi, abbiamo 47 calciatori e ne devo piazzare almeno 25 prima di parlare di acquisti'. Ma poi ci sono dei ruoli: se i ruoli presentano dei buchi, uno si rivolge al mercato. Ma se in ogni ruolo abbiamo 2/3 cambi, è chiaro che dobbiamo prima ragionare con chi li deve allenare su cosa vuole fare con quelli che già ci sono. Dicendo all'allenatore: "Sei sicuro che vuoi cambiarli? Perchè già con questi puoi fare grandi cose". Poi il signor Allegri è anche un aziendalista, con lui andremo anche d'accordo. Quanti giocatori andranno via? Secondo me non ne dovremmo comprare nessuno, ne dovranno andar via molti. Dopo l'uso di Ascarelli, il signor Ferrari con la scuderia Alfa Romeo, prima di andare a creare la Ferrari nel '49, aveva il cavallo. Dopodichè, guarda caso, Porsche aveva il cavallo. Poi quest'anno lo sapete che i cinesi han decretato che è l'anno del cavallo? E allora, signori: abbiamo anche il simbolo sulla maglia di una automotive cinese, più coincidenze di queste! Un plauso a mia figlia per tutti i concetti identitari di quest'anno. Poi abbiamo Max Allegri che... Ma poi vi devo dire che mio papà mi portava a vedere da bambino le corse dei cavalli. E nelle riunioni di sceneggiatura, mi diceva: 'Aurè, andiamoci a vedere una corsa di cavalli'. Lui era straordinario, sotto la barba dei suoi amici incapaci a scommettere, facevamo un mare di soldi e tornavamo in ufficio! Il cavallo è sempre stato il nostro simbolo ed è anche simbolo di Max Allegri. Gli chiederò di farmi acquistare un cavallo, con un fantino con la maglia azzurra. De Bruyne? Secondo me la maglia sta bene a qualunque calciatore che indossi in maniera cosciente e con senso di appartenenza la maglia del nostro caro e amato Napoli. Prima pietra dello stadio? Io, se non troverò degli ostacoli burocratici sul mio percorso, immagino proprio di sì. Però vedi: questo è un Paese molto strano, dove i politici fan politica guardando molto allo specchio loro stessi. Dove non appaiono i cittadini. Questo è un problema di tutt'Europa, amo l'America con tutti i difetti: lì c'è un grandissimo rispetto per il successo. In Italia, c'è una grandissima invidia per il successo. E sullo stop che tu puoi dare a chi si produce, si inventa, si spacca in quattro, la volontà di creargli burocraticamente lacci e lacciuoli per rendergli la vita impossibile, è lo sport preferito dagli altri. Quando nel '67, dopo che nel '65 fu fatta la legge 12-13 dal Ministro Corona... Gli americani avevan detto a noi che avevamo perso la guerra: basta che non fate concorrenza col cinema, vi compenseremo con 3 film colossal che verremo a girare da voi, fra cui Cleopatra. Invece poi, l'abilità italiana, fece sì che vennero fuori i vari Fellini e molti altri, non solo si cominciarono a vincere degli Oscar. Non solo i Rossellini e De Sica vari, fecero film straordinari. Ma il film di genere, cosiddetto, cominciò a creare sulla bilancia del cinema mondiale un vantaggio per il cinema italiano che arrivò al secondo posto nel mondo come fatturato e numero di film prodotti ogni anno. Gli americani dissero: ma come mai, ci eravam messi d'accordo?! E presero Andreotti, che disse: "Non posso fare nulla". E allora presero il Ministro Corona che con quella legge tagliava le gambe all'industria del cinema italiano. Mio zio cercò di resistere per due anni e poi nel '67 fece le valige e andò in America. Io avevo 18 anni e volevo divertirmi. Mi dissero che in Italia non si poteva fare nulla. E poi è stata una cavalcata di successo nel cinema con grande impegno, ma mi son guardato allo specchio e ho detto: "Questo è un Paese difficilissimo che ha messo in ginocchio il cinema italiano". E mi dissi: "Non uscire mai dai binari". Ho fatto tanti film di successo, con grandissimo lavoro, ma dal quale ho imparato marketing e creatività, utili nel mondo del calcio del quale io non sapevo nulla. E questa è stata la mia fortuna".
Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli: "Grazie al Napoli e a De Laurentiis, per lo sforzo che fa assieme alla sua famiglia per dare lustro alla squadra e alla città. La città cresce ed ha una dimensione internazionale. Il Napoli è una rappresentante di cuore e di anima, Napoli si identifica con la sua squadra di calcio. Qui il Napoli è passione, anche perchè c'è una sola squadra. Abbiamo avuto momenti belli e brutti, ma nel calcio tutti hanno trovato voglia, riscatto e svago. Il senso dell'essere parte di una comunità, la squadra azzurra è un grande punto di riferimento. La storia del club non è scindibile dalla storia della città, la cui fondazione è ancora più antica rispetto alla data ufficiale. Questa squadra per noi è tutto, quindi apprezziamo gli sforzi del club. La sostenibilità è fondamentale, non si fanno salti nel vuoto. Gli altri hanno mezzi maggiori, ma a volte creatività e idee battono i mezzi economici. Ho avuto la fortuna di vedere due scudetti da sindaco. Rispondo al presidente: desideriamo uno stadio grande anche per il Napoli, non come quelli americani ma all'altezza delle big europee. Serve più di un miliardo e non può essere preso dai fondi pubblici, siamo favorevoli a questo investimento, quindi se il club vorrà farlo avrà il nostro sostegno, proprio come sta avvenendo a Milano e Roma. Il percorso sarà lungo, ma faremo il possibile per aiutare il club. Sarebbe un asset importante per il club e anche per la città. Noi abbiamo il Maradona al momento, quindi cerchermo di sistemarlo finchè non ci sarà un'alternativa. Speriamo che possa concretizzarsi il prima possibile, per dare forza alla città e al club azzurro".
Roberto Fico, presidente della Regione Campania: "E' sempre emozionante vedere la maglia del Napoli. E' bello festeggiare questi 100 anni, ogni momento di questa storia è importante per noi tifosi azzurri. Potrei citare mille momenti collettivi. Mi sento molto rappresentato dalla squadra di calcio della città. E' un unicum questo rapporto tra squadra, città e tifosi. Ci sono dei problemi per lo stadio, il fondo europeo di sviluppo regionale ha un programma ambizioso, ma solo per l'idea della ristrutturazione dell'Arechi di Salerno ci sono stati problemi. Lì ci sono grosse cifre, ma l'Europa ci dice che investire sugli stadi non è una priorità. Servono fondi privati, altrimenti dovremo trovare un modo per collaborare. Sono cavilli burocratici reali. Tutti vogliamo uno stadio nuovo e bello, ma al momento le risorse pubbliche sono poche, quindi stiamo facendo il possibile. Detto questo auguri al Napoli e complimenti al presidente per il lavoro svolto in questi anni".
Don Domenico Battaglia, cardinale: "Grazie per quest'invito, presidente. Mi è stato chiesto di benedire la nuova maglia azzurra, lo faccio volentieri, in un contesto di preghiera. Ho scritto alcune parole: "Benedici tutti coloro che hanno indossato e indosseranno la maglia, i calciatori, allenatori, il presidente, i tifosi e chi lavora attorno alla società. Signore tu conosci la bellezza e la dignità di Napoli, per questo, per tanti, il Napoli non è stato solo una squadra di calcio ma simbolo di una speranza possibile, il racconto di un riscatto. Custodisci ancora questo sogno, libero dall'arroganza del successo ad ogni costo e dall'odio. Fai che il calcio sia incontro e non divisione, rendi gli stadi luoghi di festa e non di paura. Fa' del calcio una strada di pace. Ogni partita la bellezza di camminare insieme. E mentre celebriamo il centenario del Napoli, insegna a tutta la nostra comunità a far squadra. Fa' che impariamo a passarci il pallone della fiducia, anzichè trattenerlo per paura. Questa maglia azzurra non è solo un pezzo di stoffa, è un pezzo di pane spezzato, è il battito di un popolo. Ti chiediamo di benedire questa nuova maglia del secolo, fa' che chiunque la indossi non dimentichi mai la responsabilità di difendere questa terra. Benedici la passione di questo popolo, le sue lacrime e i suoi sorrisi e fa' che questo azzurro continui a splendere, portando speranza dove c'è il buio e calore. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore, Amen".
Leo Dell'Orco di EA7 rilascia una nota: "Il calcio è stata la mia prima passione, ha una forza unica. La collaborazione tra Armani ed il Napoli ha un significato speciale, per l'amore che circonda questa squadra e per il legame strettissimo con una città unica. La maglia che celebra il Centenario racconta la storia di un forte senso di identità e guarda al futuro del club".
Leonardo Massa, Vice President Southern Europe della Divisione Crociere del Gruppo MSC: "Benvenuti a bordo. E' un sogno ed anche un'emozione. Essere qui a celebrare questa maglia a bordo della nostra ammiraglia vi fa capire quanto sia stretto il nostro legame col Calcio Napoli. Abbiamo festeggiato assieme i due scudetti. Il tema della sostenibilità ambientale è fondamentale, questa unità da 6mila ospiti è una delle più sostenibili al mondo. Questo sodalizio ha visto raggiungere il Napoli grandi traguardi, traguardi che hanno aiutato anche la nostra crescita. Andando in giro con le nostre navi, ovunque nel mondo ci chiedono dove si trova la maglia del Napoli. Napoli e MSC rappresentanto al meglio i valori di questa città".
Nicola Arnone, sponsor SSC Napoli: "E' il momento del Centenario del Napoli, quindi è giusto parlare della storia. Le aziende della mia famiglia hanno sempre interagito col Napoli. Mio nonno mi parlava del Napoli ai tempi del Collana, durante una sfida contro la Juventus i tabelloni erano tutti coperti dal nostro nome. L'arbitro Lo Bello decise di far giocare quel match in condizioni particolari. Ho fatto vedere a Diego Maradona Jr una foto di suo padre, attorno c'erano tutti tabelloni delle bibite Arnone. Siamo sempre stati legati al Napoli. Napoli la portiamo nel cuore, non solo come famiglia, ma anche per l'affetto che nutriamo per i tifosi e per la squadra. Ormai sono 22 anni che siamo sponsor del Napoli, quindi spero di vederci qui anche tra 30 anni".
Francesca Curci, Brand Communication Manager della DongFeng: "Grazie al presidente De Laurentiis e a tutto il team del Napoli. In un anno così importante diventare sponsor è un onore. Grazie da parte del nostro direttore generale, impegnato in queste ore con la delegazione cinese. Siamo orgogliosi di essere qui, sulla maglia azzurra, in questo momento storico. Siamo entrati un po' in corsa, abbiamo iniziato a conoscerci da poco ma questo rapporto ci sta dando già tanto. Abbiamo ancora tanti progetti in ballo, quindi grazie mille e Forza Napoli".
Marta Leonori, responsabile della Treccani: "Grazie per l'invito. Ci saranno tante iniziative. Conosco bene queste emozioni, noi abbiamo festeggiato il Centenario lo scorso anno, serve un lavoro serio di memoria in questi casi. Quando abbiamo parlato con i vertici del club per immaginare un volume dedicato al Napoli siamo partiti da una nostra opera del passato dedicata allo sport. Un intero volume fu dedicato al calcio, in quelle pagine il calcio non viene raccontato solo come gioco, ma come rito sociale. Questo vogliamo portare in questa collaborazione, il calcio è stile di vita, passione, veicolo comunicativo e tanto altro. E' un fatto sociale totale, attraversa ogni strato della vita collettiva. E' difficile da spiegare a chi non lo vive. Gran parte della popolazione mondiale vive di calcio, i tifosi entrano in sinergia con la squadra della propria città. Tutti soffrono e giocano con la stessa intensità, il senso di appartenenza è importante, tutti indossano la stessa maglia che assume una importanza speciale. Il Napoli è rappresentato dal volto di Maradona, il quale è descritto da Bartoletti nei nostri volumi. Treccani è tornato su Maradona anche in tempi recenti, è un fenomeno sportivo, sociale e politico. Lui, a differenza di altri campioni, diceva sempre la sua, giusta o sbagliata. Per questo era così amato da tutti. Così nasce la prima collaborazione con un club di calcio, partiamo da un volume che racconta i cento anni della storia del Napoli con un approccio enciclopedico. Un libro su Napoli e sul Napoli, approfondiremo un secolo di sport, vita e memoria collettiva. Descriverà una parte della cultura napoletana. Ci saranno i luogi, i rituali, i risultati e i protagonisti, a partire proprio da Maradona. Cento anni di una squadra nella quale una città di specchia, un pezzo della identità della città. Spero che questa collaborazione possa svilupparsi anche in futuro".
Valentina De Laurentiis, style designer del Napoli: "La prima maglia del Centenario non nasce come una semplice commemorazione, è pensata per accompagnare il Napoli in questa stagione. Una scelta precisa, perchè un anniversario come questo deve vivere ogni domenica in ogni campo con i tifosi. Serviva raccontare cent'anni di storia, racchiudere in un unico capo l'identità del popolo e del club. La prima domanda è stata: da dove si riparte quando si celebrano cent'anni? Ci siamo ispirati alla maglia che più vive nella memoria collettiva. dei tifosi, quella degli anni '80, del primo scudetto. Con l'iconica trama in maglina. Maglia autentica, essenziale, capace di evocare ricordi e senso di appartenenza. Con materiali diversi, tessuto tecnico che visivamente richiami la storica lanetta. Ma che mantiene le tecnologie moderne. Un omaggio rispettoso alla memoria del club. La semplicità è stato il filo conduttore dell'intero progetto: i simboli e il colore raccontano la storia. Sul cuore, c'è la celebrazione col Corsiero del Sole, simbolo di forza, continuità e rinascita; il secondo è il numero 100, che celebra il percorso e le vittorie; il terzo è l'infinito, un simbolo che non rappresenta il proseguimento della storia solo ma la volontà di avere un nuovo punto di partenza per il prossimo secolo del Napoli; il quarto elemento è l'attuale logo della SSC Napoli. Non l'abbiamo scelto diverso perchè racconta una storia che continua: il logo attuale ci racconta, senza perdere il legame con l'identità, il presente. Proiettato al futuro ma sulle fondamenta del passato, grazie. Sulle maglie avevamo tante idee, ci sono tanti simboli nel passato del club. Ringrazio il mio gruppo per aver dato ordine alle idee e il Corsiero del Sole è un elemento importante. Maglia rossa come terza? Vedrete. Abbiamo 3 maglie campionato, due di Champions equivalenti a quelle del campionato, ma avremo una terza maglia Champions diversa e molto bella. Non posso svelarvela, è molto bella ma non ci saranno lunghe attese, a breve le vedrete tutte. Poi ci saranno Halloween e probabilmente una collaborazione, ma non siamo ancora certi".
Edoardo De Laurentiis, vice presidente della SSC Napoli: "Sono meravigliato e orgoglioso, nel 2004 c'era un solo pezzo di carta e senza palloni. Siamo partiti da Paestum e abbiam galoppato per arrivare al Corsiero del Sole. Fino all'Intertoto, poi la Champions e poi i due scudetti. Trionfando, per arrivare al Corsiero del Sole che si chiama anche 'cavallo sfrenato'. Complimenti a tutti noi per questo Centenario e momento magico. Grazie ai tifosi, da sempre molto vicini al Napoli e a tutti i giocatori. Sperando che ci saremo sempre noi per altri 300 anni!".
Simone Santacroce
Napoli Magazine
Riproduzione del testo consentita previa citazione della fonte: www.napolimagazine.com