NAPOLI - Comincia l’era Malagò. La rinascita del calcio italiano è affidata a quest’uomo che ha acquisito una grande esperienza nel mondo dello sport. È stato per oltre un ventennio presidente del Circolo Aniene di Roma, uno dei sodalizi sportivi più grandi, importanti e prestigiosi d’Italia. Successivamente ha trasferito la sua esperienza al CONI, dove ha rivestito la carica di presidente per 12 anni, per poi passare all’organizzazione delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026. Dovunque è transitato come dirigente si è fatto valere tantissimo, conseguendo successi e mostrando una grande capacità organizzativa. In questo caso, però, il compito che lo attende è davvero complicato. Si tratta di rifondare il calcio italiano che ha raggiunto proprio quest’anno il punto più basso della sua storia con la terza consecutiva mancata qualificazione al Campionato del Mondo. Occorrono riforme, occorre lungimiranza e in qualche caso occorrerà anche pugno fermo. Al presidente della Figc, tuttavia, serve anche l’appoggio di altre componenti. Prima fra tutte la politica e poiché i rapporti personali con il Ministro per lo Sport, Andrea Abodi, che per sette anni fu presidente della Lega di B, non sono idilliaci è necessario che proprio quest’ultimo si renda conto che il calcio italiano va aiutato a risorgere indipendentemente dal cognome di chi ne sia a capo. Ma l’aiuto del Governo non basterà. “Da solo non posso fare niente, con voi posso fare tutto” ha detto Malagò subito dopo l’elezione, rivolgendosi ai membri del Consiglio Federale (sono stati confermati in blocco gli uscenti). E ha ragione. Lo sforzo che tutta l’Italia richiede all’intero Consiglio è proprio questo: mettere se stessi a disposizione del movimento, guidato con mano sicura da Malagò, per trovare la formula giusta per risollevare il calcio italiano. Il neo presidente ha già individuato alcuni punti che potrebbero servire nell’arco di pochi anni a far tornare la Nazionale ai livelli di un tempo. Il primo impegno sarà mettere sotto contratto il nuovo Commissario Tecnico che quasi certamente sarà Roberto Mancini. Poi occorrerà mettere insieme tutti i tasselli per risanare un movimento che ha bisogno di ripartire dalla base. Un grande lavoro dovrà essere fatto con i giovani e una collaborazione intensa ci dovrà essere con la Lega Nazionale Dilettanti il cui presidente, Giancarlo Abete è stato l’avversario sconfitto da Malagò nelle elezioni svoltesi ieri. Un contributo importante potrà darlo anche la Consigliera Federale Giuliana Tambaro, Vice presidente vicaria del Comitato Regionale Campano della Lega Nazionale Dilettanti, presieduta da Carmine Zigarelli. La Tambaro è una grande conoscitrice del calcio dilettantistico e giovanile, quello che è destinato a diventare il vero serbatoio del calcio nazionale. Insomma il lavoro da fare è tanto ma le persone giuste ci sono e siamo convinti che riusciranno a determinare l’indispensabile cambio di rotta.

Mario Zaccaria
Napoli Magazine
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di Redazione
23/06/2026 - 09:00
NAPOLI - Comincia l’era Malagò. La rinascita del calcio italiano è affidata a quest’uomo che ha acquisito una grande esperienza nel mondo dello sport. È stato per oltre un ventennio presidente del Circolo Aniene di Roma, uno dei sodalizi sportivi più grandi, importanti e prestigiosi d’Italia. Successivamente ha trasferito la sua esperienza al CONI, dove ha rivestito la carica di presidente per 12 anni, per poi passare all’organizzazione delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026. Dovunque è transitato come dirigente si è fatto valere tantissimo, conseguendo successi e mostrando una grande capacità organizzativa. In questo caso, però, il compito che lo attende è davvero complicato. Si tratta di rifondare il calcio italiano che ha raggiunto proprio quest’anno il punto più basso della sua storia con la terza consecutiva mancata qualificazione al Campionato del Mondo. Occorrono riforme, occorre lungimiranza e in qualche caso occorrerà anche pugno fermo. Al presidente della Figc, tuttavia, serve anche l’appoggio di altre componenti. Prima fra tutte la politica e poiché i rapporti personali con il Ministro per lo Sport, Andrea Abodi, che per sette anni fu presidente della Lega di B, non sono idilliaci è necessario che proprio quest’ultimo si renda conto che il calcio italiano va aiutato a risorgere indipendentemente dal cognome di chi ne sia a capo. Ma l’aiuto del Governo non basterà. “Da solo non posso fare niente, con voi posso fare tutto” ha detto Malagò subito dopo l’elezione, rivolgendosi ai membri del Consiglio Federale (sono stati confermati in blocco gli uscenti). E ha ragione. Lo sforzo che tutta l’Italia richiede all’intero Consiglio è proprio questo: mettere se stessi a disposizione del movimento, guidato con mano sicura da Malagò, per trovare la formula giusta per risollevare il calcio italiano. Il neo presidente ha già individuato alcuni punti che potrebbero servire nell’arco di pochi anni a far tornare la Nazionale ai livelli di un tempo. Il primo impegno sarà mettere sotto contratto il nuovo Commissario Tecnico che quasi certamente sarà Roberto Mancini. Poi occorrerà mettere insieme tutti i tasselli per risanare un movimento che ha bisogno di ripartire dalla base. Un grande lavoro dovrà essere fatto con i giovani e una collaborazione intensa ci dovrà essere con la Lega Nazionale Dilettanti il cui presidente, Giancarlo Abete è stato l’avversario sconfitto da Malagò nelle elezioni svoltesi ieri. Un contributo importante potrà darlo anche la Consigliera Federale Giuliana Tambaro, Vice presidente vicaria del Comitato Regionale Campano della Lega Nazionale Dilettanti, presieduta da Carmine Zigarelli. La Tambaro è una grande conoscitrice del calcio dilettantistico e giovanile, quello che è destinato a diventare il vero serbatoio del calcio nazionale. Insomma il lavoro da fare è tanto ma le persone giuste ci sono e siamo convinti che riusciranno a determinare l’indispensabile cambio di rotta.

Mario Zaccaria
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