NAPOLI - Crederci o non crederci? Questo è il dilemma. Fino a tre settimane fa l’interrogativo di sapore shakespeariano non sarebbe venuto in mente a nessuno. Ma la brusca frenata dell’Inter al quale il Napoli ha recuperato nelle ultime tre giornate la bellezza di sette punti fa venire inevitabilmente l’acquolina in bocca. Che cosa costa, infatti, crederci fino in fondo? La speranza, oltre ad essere l’ultima a morire, come è noto è anche gratuita. Non si paga niente. D’altronde non sono pochi i casi in cui campionati che riguardo alla conquista dello scudetto sembravano già conclusi con un anticipo di mesi, abbiano avuto nelle ultime battute un finale thrilling che si è risolto con clamorose e quasi miracolose conclusioni al fotofinish che hanno vista premiata la rincorsa di chi stava indietro. Dal punto di vista psicologico, allora, il Napoli, come d’altronde anche il Milan, è in questo momento in una posizione di forza rispetto alla rivale e momentanea capolista. È chiaro che una parola praticamente decisiva per quanto riguarda le potenziali ambizioni della squadra di Conte la dirà la partita in programma al Maradona il lunedì in Albis, quando gli azzurri affronteranno proprio il Milan. C’è da tener presente che contemporaneamente a quella gara, anzi il giorno prima, l’Inter sarà impegnata al Meazza con la Roma. La settimana successiva la squadra di Chivu dovrà affrontare fuori casa il Como che, oltre ad essere la squadra più in forma del campionato, è anche lanciatissima nella corsa per la conquista di un posto nella Champions League del prossimo anno, un risultato che sarebbe veramente storico per i lariani. E allora si può anche immaginare, facendo prevalere un pizzico di ottimismo, che i nerazzurri in nelle prossime due uscite possano essere in grado di totalizzare anche soltanto un punto. Se così fosse e se il Napoli battesse il Milan nella sfida del Maradona significherebbe che potenzialmente gli azzurri si potrebbero trovare a sei giornate dalla fine a sole due lunghezze di distanza dalla capolista. E in tal caso è evidente che il finale di campionato sarebbe tutto da giocare e tutto da godere. Ora comunque, aldilà delle considerazioni sui possibili recuperi dello svantaggio in classifica, c’è da pensare soprattutto al Milan. A questo punto mancano due settimane all’incontro decisivo ma, dopo i pochi giorni di riposo concessi da Conte, sicuramente l’allenatore riprenderà a martellare la sua squadra, soprattutto dal punto di vista psicologico. La sfida con i rossoneri è infatti uno degli appuntamenti più importanti dell’intera stagione. L’impegno di tanti giocatori con le rispettive Nazionali è sicuramente un elemento da valutare per capire in quali condizioni napoletani e milanisti si presenteranno alla sfida del lunedì in Albis. Il Napoli, come si sa, ha 13 convocati, ma la situazione è la stessa anche per l’avversaria perché anche il Milan ne ha 13. Lo stesso dicasi dell’Inter che avrà tantissimi calciatori impegnati a girare (e a stancarsi) sui terreni di gioco di mezza Europa e di mezzo mondo. Quindi non c’è nessuna tra le tre contendenti che si può dire favorita o sfavorita rispetto alle altre. Tutto, allora, dipenderà dalla capacità che ciascuno avrà di radunare le forze che rimangono e soprattutto di concentrarsi nel modo migliore per affrontare questo rush finale che sarà decisivo non solo per la conquista del tricolore ma anche per agguantare le altre tre posizioni valide per la qualificazione alla Champions League del prossimo anno. Noi non possiamo che guardare con fiducia e con serena consapevolezza a ciò che il Napoli, così sfortunato nel corso dell’intera stagione, sarà in grado di fare in questa esaltante volata finale.

Mario Zaccaria
Napoli Magazine
Riproduzione del testo consentita previa citazione della fonte: www.napolimagazine.com
di Redazione
24/03/2026 - 10:00
NAPOLI - Crederci o non crederci? Questo è il dilemma. Fino a tre settimane fa l’interrogativo di sapore shakespeariano non sarebbe venuto in mente a nessuno. Ma la brusca frenata dell’Inter al quale il Napoli ha recuperato nelle ultime tre giornate la bellezza di sette punti fa venire inevitabilmente l’acquolina in bocca. Che cosa costa, infatti, crederci fino in fondo? La speranza, oltre ad essere l’ultima a morire, come è noto è anche gratuita. Non si paga niente. D’altronde non sono pochi i casi in cui campionati che riguardo alla conquista dello scudetto sembravano già conclusi con un anticipo di mesi, abbiano avuto nelle ultime battute un finale thrilling che si è risolto con clamorose e quasi miracolose conclusioni al fotofinish che hanno vista premiata la rincorsa di chi stava indietro. Dal punto di vista psicologico, allora, il Napoli, come d’altronde anche il Milan, è in questo momento in una posizione di forza rispetto alla rivale e momentanea capolista. È chiaro che una parola praticamente decisiva per quanto riguarda le potenziali ambizioni della squadra di Conte la dirà la partita in programma al Maradona il lunedì in Albis, quando gli azzurri affronteranno proprio il Milan. C’è da tener presente che contemporaneamente a quella gara, anzi il giorno prima, l’Inter sarà impegnata al Meazza con la Roma. La settimana successiva la squadra di Chivu dovrà affrontare fuori casa il Como che, oltre ad essere la squadra più in forma del campionato, è anche lanciatissima nella corsa per la conquista di un posto nella Champions League del prossimo anno, un risultato che sarebbe veramente storico per i lariani. E allora si può anche immaginare, facendo prevalere un pizzico di ottimismo, che i nerazzurri in nelle prossime due uscite possano essere in grado di totalizzare anche soltanto un punto. Se così fosse e se il Napoli battesse il Milan nella sfida del Maradona significherebbe che potenzialmente gli azzurri si potrebbero trovare a sei giornate dalla fine a sole due lunghezze di distanza dalla capolista. E in tal caso è evidente che il finale di campionato sarebbe tutto da giocare e tutto da godere. Ora comunque, aldilà delle considerazioni sui possibili recuperi dello svantaggio in classifica, c’è da pensare soprattutto al Milan. A questo punto mancano due settimane all’incontro decisivo ma, dopo i pochi giorni di riposo concessi da Conte, sicuramente l’allenatore riprenderà a martellare la sua squadra, soprattutto dal punto di vista psicologico. La sfida con i rossoneri è infatti uno degli appuntamenti più importanti dell’intera stagione. L’impegno di tanti giocatori con le rispettive Nazionali è sicuramente un elemento da valutare per capire in quali condizioni napoletani e milanisti si presenteranno alla sfida del lunedì in Albis. Il Napoli, come si sa, ha 13 convocati, ma la situazione è la stessa anche per l’avversaria perché anche il Milan ne ha 13. Lo stesso dicasi dell’Inter che avrà tantissimi calciatori impegnati a girare (e a stancarsi) sui terreni di gioco di mezza Europa e di mezzo mondo. Quindi non c’è nessuna tra le tre contendenti che si può dire favorita o sfavorita rispetto alle altre. Tutto, allora, dipenderà dalla capacità che ciascuno avrà di radunare le forze che rimangono e soprattutto di concentrarsi nel modo migliore per affrontare questo rush finale che sarà decisivo non solo per la conquista del tricolore ma anche per agguantare le altre tre posizioni valide per la qualificazione alla Champions League del prossimo anno. Noi non possiamo che guardare con fiducia e con serena consapevolezza a ciò che il Napoli, così sfortunato nel corso dell’intera stagione, sarà in grado di fare in questa esaltante volata finale.

Mario Zaccaria
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