I Giochi invernali finalmente con la neve. Sta per calare il sipario su Milano Cortina e le immagini con i siti olimpici imbiancati aggiunge fascino a un'edizione in cui anche la grande protagonista, assente invece negli ultimi quadrienni,. non è mancata. "A causa delle forti nevicate e dei conseguenti impatti sul traffico e sui tempi di percorrenza, si invitano tutti gli steakholder a limitare gli spostamenti in auto e in autobus" è infatti la comunicazione che arriva dalla Valtellina, via di accesso a Bormio (almeno 25 centimetri) e Livigno (fino a una quindicina) che ospitano alcune delle prove a cinque cerchi. Agli oltre 1.800 metri di quota della zona extradoganale dopo le precipitazioni troppo abbondanti che avevano ritardato di più di un'ora la finale femminile del big air di freestyle, il programma di gare continua a subire modifiche. Nevica anche in valle di Fiemme: 35 mezzi spartineve lavorano per mantenere percorribili le arterie "olimpiche". Lunedì a Predazzo era già stata annullata la terza prova del salto della prima Super Team, già sospesa varie volte prima della decisione definitiva. In Alto Adige, ad Anterselva, alenamenti sotto un manto di neve per i biatleti in vista della mass start uomini e donne che chiude tra venerdì e sabato il programma. Anche Cortina è in versione Vacanze di Natale: la città ampezzana è coperta da una coltre bianca, e qualche disagio negli spostamenti è compensato dallo spettacolo che offre la perla delle Dolomiti. E così la neve diventa quasi il 'caso' dei giochi invernali Milano Cortina, perché appunto causa le sedi scelte nel recente passato non proprio montane e complice il cambiamento climatico spesso quella, poca, che si era vista era solo spara. Da Torino 2006 in poi è stata la grande assente, con paesaggi quasi autunnali. A Vancouver era stato registrato il più caldo inverno della storia, a Sochi erano stati 'accantonati' 450.000 metri cubi di neve di anni precedenti, a Pyeongchang tra il 90 e il 98% della neve era artificiale e a Pechino erano stati consumati quasi 185,5 milioni di litri di acqua per approntare le piste. Quella che dovrebbe essere la normalità è diventata un'eccezione, che in qualche modo premia anche il 'coraggio' italiano: negli ultimi giorni la neve è diventata la grande protagonista della rassegna a cinque cerchi, che potrebbe contribuire a riportare negli alberghi delle località interessate quei clienti che avevano preferito rinunciare (o trasferire) le proprie settimane bianche.
di Redazione
19/02/2026 - 18:05
I Giochi invernali finalmente con la neve. Sta per calare il sipario su Milano Cortina e le immagini con i siti olimpici imbiancati aggiunge fascino a un'edizione in cui anche la grande protagonista, assente invece negli ultimi quadrienni,. non è mancata. "A causa delle forti nevicate e dei conseguenti impatti sul traffico e sui tempi di percorrenza, si invitano tutti gli steakholder a limitare gli spostamenti in auto e in autobus" è infatti la comunicazione che arriva dalla Valtellina, via di accesso a Bormio (almeno 25 centimetri) e Livigno (fino a una quindicina) che ospitano alcune delle prove a cinque cerchi. Agli oltre 1.800 metri di quota della zona extradoganale dopo le precipitazioni troppo abbondanti che avevano ritardato di più di un'ora la finale femminile del big air di freestyle, il programma di gare continua a subire modifiche. Nevica anche in valle di Fiemme: 35 mezzi spartineve lavorano per mantenere percorribili le arterie "olimpiche". Lunedì a Predazzo era già stata annullata la terza prova del salto della prima Super Team, già sospesa varie volte prima della decisione definitiva. In Alto Adige, ad Anterselva, alenamenti sotto un manto di neve per i biatleti in vista della mass start uomini e donne che chiude tra venerdì e sabato il programma. Anche Cortina è in versione Vacanze di Natale: la città ampezzana è coperta da una coltre bianca, e qualche disagio negli spostamenti è compensato dallo spettacolo che offre la perla delle Dolomiti. E così la neve diventa quasi il 'caso' dei giochi invernali Milano Cortina, perché appunto causa le sedi scelte nel recente passato non proprio montane e complice il cambiamento climatico spesso quella, poca, che si era vista era solo spara. Da Torino 2006 in poi è stata la grande assente, con paesaggi quasi autunnali. A Vancouver era stato registrato il più caldo inverno della storia, a Sochi erano stati 'accantonati' 450.000 metri cubi di neve di anni precedenti, a Pyeongchang tra il 90 e il 98% della neve era artificiale e a Pechino erano stati consumati quasi 185,5 milioni di litri di acqua per approntare le piste. Quella che dovrebbe essere la normalità è diventata un'eccezione, che in qualche modo premia anche il 'coraggio' italiano: negli ultimi giorni la neve è diventata la grande protagonista della rassegna a cinque cerchi, che potrebbe contribuire a riportare negli alberghi delle località interessate quei clienti che avevano preferito rinunciare (o trasferire) le proprie settimane bianche.