Il paziente veneto "ha effettuato il test ed è negativo all'hantavirus". A renderlo noto Mara Campitiello, direttore della prevenzione al ministero della salute, intervenuta a Radio anch'io. Ecco le sue dichiarazioni: "Il fatto che il paziente veneto sia negativo non significa che non potrebbe, un domani, positivizzarsi, ma ci lascia ben sperare il fatto che sia asintomatico e abbia un test oggi negativo. Ricordando che la misura di sanità pubblica è sicuramente sempre la quarantena e la sorveglianza, ci lascia buone speranze". Gli altri quattro passeggeri che erano a bordo dell'aereo in cui si trovava la donna contagiata, salita a Johannesburg e poi deceduta in Sudafrica,"sono asintomatici, sono in sorveglianza attiva e sono in isolamento fiduciario". "Voglio ribadire che non abbiamo predisposto alcuna quarantena obbligatoria. L'isolamento fiduciario è semplicemente un consiglio che gli operatori di sanità pubblica danno al passeggero che in quel momento è asintomatico o che potrebbe presentare dei sintomi per evitare che ci sia una diffusione del virus". "Ad oggi il virus sembra avere una contagiosità molto bassa ma soprattutto sembra averla in presenza di sintomi. Abbiamo notizie dagli ultimi articoli della letteratura scientifica che il virus tra persone si diffonde solo quando ci sono sintomi, attraverso particelle aeree. Ma nella maggior parte dei casi questo virus si trasmette con gli escreti dell'urina, della saliva, dei roditori, non a livello interumano. Esiste una piccola percentuale di casi di trasmissione da parte di un individuo sintomatico a un altro individuo, ma devono stare in ambienti ristretti e prolungati per molto tempo". Inoltre, chi è positivo, non necessariamente è contagioso. "Da un punto di vista medico - ha precisato Campitiello - non significa che chi è positivo sia sicuramente contagioso e soprattutto bisogna considerare che esiste anche il falso positivo, quindi ecco facciamo attenzione a prendere con le pinze tutti questi concetti che vanno stabilizzati. Per esempio, nel caso dell'americano, va ripetuto il test a 48 ore per essere sicuri che sia positivo al virus", ha spiegato.
di Redazione
12/05/2026 - 09:55
Il paziente veneto "ha effettuato il test ed è negativo all'hantavirus". A renderlo noto Mara Campitiello, direttore della prevenzione al ministero della salute, intervenuta a Radio anch'io. Ecco le sue dichiarazioni: "Il fatto che il paziente veneto sia negativo non significa che non potrebbe, un domani, positivizzarsi, ma ci lascia ben sperare il fatto che sia asintomatico e abbia un test oggi negativo. Ricordando che la misura di sanità pubblica è sicuramente sempre la quarantena e la sorveglianza, ci lascia buone speranze". Gli altri quattro passeggeri che erano a bordo dell'aereo in cui si trovava la donna contagiata, salita a Johannesburg e poi deceduta in Sudafrica,"sono asintomatici, sono in sorveglianza attiva e sono in isolamento fiduciario". "Voglio ribadire che non abbiamo predisposto alcuna quarantena obbligatoria. L'isolamento fiduciario è semplicemente un consiglio che gli operatori di sanità pubblica danno al passeggero che in quel momento è asintomatico o che potrebbe presentare dei sintomi per evitare che ci sia una diffusione del virus". "Ad oggi il virus sembra avere una contagiosità molto bassa ma soprattutto sembra averla in presenza di sintomi. Abbiamo notizie dagli ultimi articoli della letteratura scientifica che il virus tra persone si diffonde solo quando ci sono sintomi, attraverso particelle aeree. Ma nella maggior parte dei casi questo virus si trasmette con gli escreti dell'urina, della saliva, dei roditori, non a livello interumano. Esiste una piccola percentuale di casi di trasmissione da parte di un individuo sintomatico a un altro individuo, ma devono stare in ambienti ristretti e prolungati per molto tempo". Inoltre, chi è positivo, non necessariamente è contagioso. "Da un punto di vista medico - ha precisato Campitiello - non significa che chi è positivo sia sicuramente contagioso e soprattutto bisogna considerare che esiste anche il falso positivo, quindi ecco facciamo attenzione a prendere con le pinze tutti questi concetti che vanno stabilizzati. Per esempio, nel caso dell'americano, va ripetuto il test a 48 ore per essere sicuri che sia positivo al virus", ha spiegato.