A Stile TV nel corso della trasmissione “Salite sulla giostra” di Raffaele Auriemma è intervenuto Cosimo Sibilia, politico ex vicepresidente FIGC ed ex presidente della Lega dilettanti: "Bisogna riflettere su quello che è stato, non parlare del passato, ma puntualizzare ciò che si è verificato. Sono stato candidato nel 2021 con tutte le componenti contro come candidato alternativo l’attuale presidente della Federazione dopo che con me aveva un accordo che non fu rispettato. L’accordo era che dopo 2 anni doveva esserci il subentro, ma lasciamo perdere. In assemblea ho puntualizzato tutto ciò che si sarebbe verificato e mi dispiace dirlo ma è avvenuto. E ho detto che non si sarebbero fatte le riforme e quindi non si sono riformati i campionati professionistici, non si è riformata la giustizia sportiva, non si è fatto nulla per il settore giovanile. Ha vissuto su quello che è stato l’Europeo del Covid, poi quello successivo è stato eliminato al primo turno, confermò l’allenatore Mancini e la conferenza dopo la partita con la Bosnia è stata imbarazzante. Si è parlato dell’arbitro invece che di tutto ciò che si è verificato. Era un disastro annunciato, sono orgogliosamente fuori da questo modo di fare. Io ho fatto un passo indietro, ma non si è fatto nulla, tutte le promesse sono state disattese. Ma nel 2017 lo stesso che oggi dice che il consiglio federale dovrà decidere perchè ha chiesto le dimissioni di Tavecchio quando era consigliere federale? Purtroppo devo dire che in questi anni non si è vigilato sulla federazione. Il problema vero sono le riforme. Sicuramente sul settore giovanile bisogna coltivare il talento perchè in Italia ne abbiamo, ma se continuano a giocare gli stranieri non si risolverà mai nulla. C’è bisogno della riduzione delle società professionistiche, in Italia ne abbiamo 100 e quindi mi rivolgo a quelli che dovrebbero dire qualcosa e quindi al CONI e al Governo. C’è stata una distrazione che ci ha portato a questi risultati e peggio di questo non è possibile. Il risultato sportivo quando ti penalizza è determinante per prendere le decisioni. Quando c’è un problema che porta a risultati negativi bisogna prenderne atto, non ci si può girare dall’altra parte. Basta con i compromessi e con ciò che è stato finora, se si vuole voltare pagina bisogna agire subito. In una situazione del genere c’è bisogno non di un solo uomo al comando, ma di persone che mettano in campo ciò che è stato annunciato e mai fatto. Riforme vere, ma poi la riforma federale… l’attuale presidente nomina i giudici e questi giudici dovrebbero giudicare questioni che riguardano il consiglio federale, il presidente. Ho giocato a livello semi professionistico e mio padre non voleva che io giocassi a calcio, ora invece il calcio è rappresentato da soggetti che non hanno nulla a che vedere con il mondo dello sport e vivono con ciò che il calcio produce. Tutto quello che noi abbiamo previsto è successo tutto, dissi in assemblea attenzione a ciò che fate, ma la colpa è delle società perché quando lo eleggono all’unanimità è un problema. Io sono andato con tutte le componenti contro e poi si è verificato, purtroppo, tutto ciò che ho detto. Sono un uomo libero, un dirigente sportivo che fa dello sport una bandiera".
di Redazione
01/04/2026 - 13:09
A Stile TV nel corso della trasmissione “Salite sulla giostra” di Raffaele Auriemma è intervenuto Cosimo Sibilia, politico ex vicepresidente FIGC ed ex presidente della Lega dilettanti: "Bisogna riflettere su quello che è stato, non parlare del passato, ma puntualizzare ciò che si è verificato. Sono stato candidato nel 2021 con tutte le componenti contro come candidato alternativo l’attuale presidente della Federazione dopo che con me aveva un accordo che non fu rispettato. L’accordo era che dopo 2 anni doveva esserci il subentro, ma lasciamo perdere. In assemblea ho puntualizzato tutto ciò che si sarebbe verificato e mi dispiace dirlo ma è avvenuto. E ho detto che non si sarebbero fatte le riforme e quindi non si sono riformati i campionati professionistici, non si è riformata la giustizia sportiva, non si è fatto nulla per il settore giovanile. Ha vissuto su quello che è stato l’Europeo del Covid, poi quello successivo è stato eliminato al primo turno, confermò l’allenatore Mancini e la conferenza dopo la partita con la Bosnia è stata imbarazzante. Si è parlato dell’arbitro invece che di tutto ciò che si è verificato. Era un disastro annunciato, sono orgogliosamente fuori da questo modo di fare. Io ho fatto un passo indietro, ma non si è fatto nulla, tutte le promesse sono state disattese. Ma nel 2017 lo stesso che oggi dice che il consiglio federale dovrà decidere perchè ha chiesto le dimissioni di Tavecchio quando era consigliere federale? Purtroppo devo dire che in questi anni non si è vigilato sulla federazione. Il problema vero sono le riforme. Sicuramente sul settore giovanile bisogna coltivare il talento perchè in Italia ne abbiamo, ma se continuano a giocare gli stranieri non si risolverà mai nulla. C’è bisogno della riduzione delle società professionistiche, in Italia ne abbiamo 100 e quindi mi rivolgo a quelli che dovrebbero dire qualcosa e quindi al CONI e al Governo. C’è stata una distrazione che ci ha portato a questi risultati e peggio di questo non è possibile. Il risultato sportivo quando ti penalizza è determinante per prendere le decisioni. Quando c’è un problema che porta a risultati negativi bisogna prenderne atto, non ci si può girare dall’altra parte. Basta con i compromessi e con ciò che è stato finora, se si vuole voltare pagina bisogna agire subito. In una situazione del genere c’è bisogno non di un solo uomo al comando, ma di persone che mettano in campo ciò che è stato annunciato e mai fatto. Riforme vere, ma poi la riforma federale… l’attuale presidente nomina i giudici e questi giudici dovrebbero giudicare questioni che riguardano il consiglio federale, il presidente. Ho giocato a livello semi professionistico e mio padre non voleva che io giocassi a calcio, ora invece il calcio è rappresentato da soggetti che non hanno nulla a che vedere con il mondo dello sport e vivono con ciò che il calcio produce. Tutto quello che noi abbiamo previsto è successo tutto, dissi in assemblea attenzione a ciò che fate, ma la colpa è delle società perché quando lo eleggono all’unanimità è un problema. Io sono andato con tutte le componenti contro e poi si è verificato, purtroppo, tutto ciò che ho detto. Sono un uomo libero, un dirigente sportivo che fa dello sport una bandiera".